Il Campanile normanno del Duomo di Salerno.
Sul lato meridionale del quadriportico della Cattedrale di Salerno, svetta il campanile con ben 52 metri di altezza e una possente base di 10 metri per lato. In parte modificato assieme al vicino quadriportico, nella seconda metà del XVIII secolo per volere dell’Arcivescovo Isidoro Sanchez de Luna che nel 1761 fece rivestire di pesanti stucchi in stile barocco sia l’atrio della Cattedrale che la torre campanaria, grazie agli interventi di restauro effettuati negli anni ’50 dello scorso secolo, sono stati rinvenuti gli originari elementi architettonici.



Murata sulla facciata sud del campanile una epigrafe in travertino, a forma rettangolare, riporta le seguenti parole: “TEMP(O)R(E)MAGNIFICI/REG(I)ROG(ERI)W(ULIELMUS)EP(ISCOPUS)/A(POSTOLO)M(ATHEO)ETPLEBIDEI”, ovvero: “Al tempo del Magnifico Re Ruggiero il Vescovo Guglielmo (dedicò) all’Apostolo Matteo e al popolo di Dio”.
Si deduce, dunque, che il committente della monumentale opera fu Guglielmo da Ravenna, Arcivescovo di Salerno dal 1137 al 1152. Nel corso del XX secolo, lo storico Armando Schiavo focalizzò la sua attenzione sulla Cattedrale salernitana e (come testimonia un altro studioso, Antonio Braca), fu proprio grazie ai suoi studi e all’attenzione rivolta soprattutto alle prime rappresentazioni storiche del Duomo, ovverossia le miniature all’interno del libro di Pietro da Eboli “Liber ad honorem Augusti” del 1195, che la cella campanaria venne preservata e non demolita come inizialmente si proponeva.

In una miniatura, in particolare (quella dell’insurrezione popolare fomentata dai sostenitori di Tancredi, contro l’imperatrice Costanza rifugiatasi in Castel Terracena), ben si osserva, oltre al Castello sulla sommità del monte Bonadies, il prospetto laterale della Cattedrale con la torre campanaria su un lato sulla cui sommità è posta una cella campanaria. A riprova delle fondate teorie dello Schiavo durante i lavori di restauro del XX secolo, una volta rimosso lo stucco barocco sulla sommità della torre, ricomparve il tiburio a cupola con i suoi originari e preziosi decori.
Dal punto di vista architettonico il campanile è costituito da quattro cubi, nella parte bassa il primo e il secondo cubo sono costituiti da elementi in travertino che sorreggono la restante struttura. Il terzo e quarto piano invece è tutto di blocchi di laterizio, più leggeri. Sulla sommità vi è poi, l’elemento architettonico più interessane, il torrino costituito da una un elegante intreccio di archetti a tutto sesto, sorretti da colonnine bianche, e composto da una serie di diversi elementi lapidei (tipico esempio di decoro dell’area salernitano-amalfitana). Molto interessante è poi la cupoletta che presenta, alla sua base, una fascia a stelle a sei punte.

Per alleggerire il peso di tutta la torre campanaria furono realizzate delle bifore (con colonne di spoglio centrali) grazie alle quali il peso maggiore viene scaricato ai lati della struttura. La torre venne realizzata all’incirca nella metà del XII secolo a più di mezzo secolo dalla consacrazione della Cattedrale la quale doveva, all’epoca, contemplare un precedente campanile poi sostituito con l’attuale. Come ben osserva il Braca, c’è una certa somiglianza tipologica tra la torre campanaria salernitana e quella del Duomo di Capua.

Tale condizione è confermata dal fatto che Guglielmo da Ravenna, dapprima Arcivescovo di Capua, giungendo a Salerno abbia portato, con molta probabilità, i dettami architettonici della torre capuana su quella salernitana sulla quale ritroviamo, come similitudine tipologica, anche le strette feritoie alla base delle strutture in questione e le colonne di spoglio angolari collocate, in entrambi i casi, nella parte bassa delle robuste torri. Della stessa tipologia è anche il campanile dell’abbazia di Sant’Angelo in Formis con la parte bassa in travertino e strette feritoie, mentre la fascia più in alto è in mattoni con la presenza, anche in questo caso di bifore.


Va ricordato che con il restauro dello scorso secolo, si è intervenuto anche alla realizzazione di una struttura in cemento armato per preservare la statica delle vibrazioni sonore delle campane. Infine le campane sono collocate nella parte alta della torre: sei posizionate nel tamburo superiore del campanile, e due, le maggiori, poste nella cella campanaria inferiore. Le campane sono di differenti epoche che vanno al XIII secolo al XIX, ma prima dell’intervento della metà del ‘900 ne erano presenti soltanto due.








