Chiesa dell’Annunziata a Fontignano

L’ultimo affresco del Perugino e la sua tomba.

A metà strada tra Perugia e Città della Pieve, immerso tra verdi colline, il piccolo borgo di Fontignano accoglie, all’interno dell’antica chiesa dell’Annunziata, le spoglie del “Divin Pittore” Pietro Vannucci, più comunemente conosciuto col nome di Perugino.

Chiesa dell’Annunziata a Fontignano, esterno.

L’edificio, inizialmente eretto nel XII secolo come semplice edicola stradale e successivamente ampliato per divenire vero e proprio luogo di culto intorno al ‘400, è attualmente di proprietà della chiesa dei Santi Maria e Leonardo e custodisce, al suo interno, interessanti testimonianze della pittura rinascimentale umbra.

L’Annunciazione di Benedetto Bonfigli (metà ‘400)
Madonna col Bambino di Pietro Vannucci datata 1522.

In esso sono presenti, anche se in cattive condizioni, l’Annunciazione di Benedetto Bonfigli (seconda metà del ‘400) nella parte absidale, mentre sulla parete di destra spicca la Madonna col Bambino di Pietro Vannucci, realizzata nel 1522.

Madonna col Bambino di scuola peruginesca del 1526

Esattamente di fronte è visibile un ulteriore affresco della Madonna col Bambino, di scuola peruginesca del 1526, poco dopo la morte del Vannucci avvenuta nel 1523. Poco distante, all’interno di una nicchia, è custodito un San Sebastiano ligneo risalente al XIII secolo. Ai due lati compaiono due affreschi raffiguranti Sant’Andrea e San Pietro di età barocca (del XVII secolo).

Affreschi di Sant’Andrea e San Pietro di età barocca (XVII secolo)
San Sebastiano, opera lignea del XIII secolo

Rifugiatosi a Fontignano per sfuggire alla pestilenza, qui il Perugino riceve l’incarico di realizzare oltre all’affresco della Madonna, anche quella che sarà poi la sua ultima opera quasi ultimata, prima di morire proprio di peste: l’Adorazione dei Pastori, affrescata sopra l’arco trionfale e affiancata, ai due lati, dalle figure di San Sebastiano e San Rocco come parte integrante dell’opera stessa. Ricoperta, agli inizi dell’800, da una serie di strati di pittura sulla quale pare che si fossero realizzati fregi e cornici, l’opera viene riportata alla luce grazie al lavoro dell’archeologo Vermiglioni. Ma l’affresco subisce negli anni una serie di sfortunate vicissitudini. Nel 1843, viene venduto a Padre Nazzareno Bonomi di Perugia al fine di racimolare fondi da destinare al recupero della vicina chiesa di San Leonardo gravemente danneggiata da un devastante incendio. L’opera viene sottoposta a distacco, in quello stesso anno, su incarico del restauratore Pellegrino Succi, anche a causa delle precarie condizioni della chiesa stessa. L’affresco lo ritroviamo, poi, a Roma l’anno successivo, dove viene sottoposto a restauro a causa dei danni procurati dal distacco. L’opera viene venduta, nel 1862, da un certo Morettino, organaio perugino, a un cultore inglese di opere antiche, il signor Spence.

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L’affresco viene esposto, a Londra prima nella National Gallery, poi al Victoria and Albert Museum, dove ancora oggi è custodito. In occasione dei 500 anni dalla morte del Perugino, un importante restauro di tutta la parte absidale della chiesa e delle pareti laterali (lavori eseguiti sotto la direzione tecnica di Carla Mancini in collaborazione con Federica Gagliardoni), ha permesso la rimozione di vari strati di pittura riportando alla luce tracce dell’originale dipinto dell’Adorazione dei Pastori.

Chiesa dell’Annunziata a Fontignano
La magia del projection mapping

Grazie alla odierna tecnologia avanzata, si può oggi ammirare l’opera attraverso un “video-mapping” con la proiezione, sull’abside della chiesa, dell’opera integrale, virtualmente ricollocata nella sua interezza, grazie alla quale possiamo godere della bellezza dei tratti artistici tipici del Perugino. Sempre in occasione del quinto centenario dalla morte del Perugino è stata realizzata, inoltre, con la tecnica della pictografia, una copia in scala dell’Adorazione dei pastori, collocata all’ingresso della chiesa, lato sinistro. Le spoglie del Vannucci, anch’esse custodite all’interno della chiesa, subiscono una serie di complesse vicende infelici, almeno per i primi secoli dopo la sua morte. Pietro Vannucci muore nel 1523 di peste mentre ultimava l’Adorazione dei Pastori. Viene sepolto frettolosamente, per paura del contagio, avvolto in un telo sotto un albero di quercia.

Seconda sepoltura del Perugino (sotto un banco roccioso in prossimità della chiesa)

Pochi anni dopo le sue spoglie vengono collocate in prossimità della chiesa su un banco roccioso per poi essere traslate, nel 1817, all’interno della chiesa, sotto il calpestio dell’Annunziata, in prossimità dell’ingresso che risultava, in quel periodo, leggermente più avanzato rispetto allo stato attuale. Nel 1901, le sue ossa vengono, per la prima volta, analizzate dal prof. Erasmo de Paoli per volere dalla Commissione della riunione Artistica Perugina. Ricomposte, vengono collocate, poi, all’interno di un una cassetta e date in consegna al parroco Don Carlo Rosini, che le conserva in casa sua per ben 10 anni. Nel 1911, vengono di nuovo riposte sotto il calpestio dell’ingresso della chiesa. Nel 1930, la chiesa subisce una nuova modica e l’ingresso arretra di qualche metro. In quell’occasione viene realizzata, nella parete di destra, una nicchia che custodisce all’interno la cassetta di zinco con le ossa del Vannucci e sopra di essa una epigrafe con un bassorilievo bronzeo raffigurante il Perugino. Nove anni dopo, le ossa vengono sottoposte a ulteriori esami antropometrici e craniometrici da parte del prof. Primo Dorelli che ne certifica, dopo un’attenta comparazione con l’autoritratto, l’autenticità delle ossa del Perugino.

Monumento funebre di Pietro Vannucci del 1940.

Il 18 febbraio del 1940, viene finalmente inaugurato, in presenza del Ministro Bottai e dell’Arcivescovo di Perugia Monsignor Giovanni Battista Rosa, un monumento funebre degno del “Divin Pittore” e realizzata una nuova epigrafe. Il finanziamento per il restauro degli intonaci e degli affreschi è stato elargito da uno degli imprenditori più importanti del settore della moda in Italia, Brunello Cucinelli, mentre gli enti responsabili della ristrutturazione della copertura della chiesa sono la Conferenza Episcopale Italiana e l’Archidiocesi di Perugia Città della Pieve. Tutte le informazioni sulla chiesa e le vicissitudini del Perugino a Fontignano sono frutto dello scrupoloso studio della storica Liana Francisci. Ringrazio vivamente, per la disponibilità, il signor Giuliano Terrosi, uno dei volontari dell’Associazione “Fontignano”, di promozione sociale turistica pro-loco “Pietro Vannucci”. Ringrazio, inoltre, anche il Parroco di Fontignano Don Paolo Cherubini. Per i tesori d’arte in essa racchiusi e in quanto luogo di sepoltura del “Divin Pittore”, la chiesetta meriterebbe maggiore visibilità e valorizzazione, entrando a pieno titolo all’interno di un circuito turistico-culturale che unisce i tre luoghi fondamentali della storia del Perugino: Perugia, Fontignano e Città della Pieve.

Chiesa dell’Annunziata ingresso

Daniele Magliano

Architetto- giornalista che ama approfondire tematiche di architettura, urbanistica, design, ma anche di storia, evoluzione e curiosità riguardanti oggetti di uso quotidiano. Mi piace, in generale, l'arte della costruzione: riflesso del nostro vivere in quanto unisce passato, presente e futuro prossimo di una comunità.

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