Le sculture leonine nel Duomo di Salerno: il loro significato
In epoca medievale compare in Europa, con crescente frequenza nell’immaginario collettivo, la figura di un animale esotico fino a decenni prima poco conosciuto, incontrato qua e là tra varie fiere o anche nei serragli delle nobili famiglie principesche. Elemento decorativo assai presente soprattutto nelle architetture in stile romanico, il leone lo si ritrova nei capitelli oppure scolpito agli ingressi delle chiese. Esso compare anche nei famosi “bestiari” dell’epoca, trattati descrittivi di animali reali o anche fantastici a cui si associano spiegazioni moralizzanti con numerosi riferimenti ai testi della Bibbia.


Nei bestiari medioevali il leone è il re degli animali, simbolo della Resurrezione di Cristo, ma anche di giustizia e di forza interiore sebbene la Bibbia attribuisca alla sua figura un significato ambivalente di bontà e forza, ma spesso anche come figura diabolica. La Cattedrale di Salerno mostra ai suoi visitatori nove leoni sotto forma scultorea di cui due all’ingresso del quadriportico, due ai lati della Porta di Bronzo, e altri cinque all’interno del Duomo stesso. Oggetto di studio di numerosi storici e cultori dell’arte come Arturo Carucci, tali figure sono state analizzate, in maniera molto dettagliata, da Antonio Braca. L’ingresso al quadriportico della Cattedrale detto “Porta dei Leoni” è caratterizzato ai lati dalla presenza, dal forte impatto visivo, di due leoni o meglio di un leone, a destra, e di una leonessa sulla sinistra. La datazione delle due sculture risale ai primi decenni del XII secolo.
La prima particolarità è la presenza alla base di alcune sculture sempre animalesche sulle quali poi poggiano appunto i due leoni.


Le sculture ricalcano la composizione d’ingresso di numerose chiese del centro-nord come, ad esempio, il Duomo di Modena o la Cattedrale di Ancona anche se, in linea generale, per tali chiese si parla di leoni stilofori che riflettono l’elemento architettonico composto alla base dall’animale che regge una colonnina di sostegno di un protiro (una sorta di portico a cuspide che precede l’ingresso principale della chiesa, con funzione di protezione).
I due leoni della porta d’ingresso al quadriportico della Cattedrale, sono entrambi accucciati con lo sguardo curiosamente rivolto verso l’area del pianerottolo d’ingresso: in realtà i loro occhi erano, in precedenza, rivolti ai visitatori della Cattedrale che fino alla metà del XVII secolo percorrevano non la doppia rampa di scale attuale ma un’altra posta frontalmente all’ingresso, dalla geometria semicircolare con 12 scalini. Percorrendo le scale, il pellegrino veniva così quasi fissato dagli occhi ammonitori, molto profondi di tali animali.
La leonessa è intenta ad allattare un suo cucciolo mentre il leone maschio ha uno sguardo particolarmente fiero e orgoglioso! Sono entrambi di corporatura possente e muscolosa e presentano le stesse identiche misure ovvero 80 cm alla base e 130 cm di altezza. Sebbene non in perfette condizioni, con tratti di corrosione dovuti al mare non lontano, le sculture presentano una certa accuratezza nei particolari anatomici che poi riflettono una sorta di unicità artistica all’interno dell’area culturale-scultorea del territorio campano.
Entrando nel bel quadriportico della Cattedrale e avvicinandoci alla porta principale in stile romanico detta “Porta di Bronzo”, anche in questo caso si osservano altri due leoncini ai due lati. Rispetto ai due leoni del portale d’ingresso al quadriportico, questi ultimi risalgono, con molta probabilità, proprio al periodo di inaugurazione della Cattedrale, dunque al 1084 e sono, senza ombra di dubbio, tra le prime realizzazioni di scultura statuaria dell’epoca medievale, nell’area campana.
Particolarmente corrosi dalla salsedine e dal tempo, essi si mostrano non accovacciati ma in piedi con la testa diritta. Da tali figure dipartono gli stipiti laterali in cui sono scolpiti tralci di viti accompagnati da animali marini e terrestri come gli uccelli e i quadrupedi, ma anche esseri mitologici.
Anche all’interno del Duomo sono presenti alcune rappresentazioni leonine.
Nella parte alta di un pilastro interno di sinistra della crociera, un capitello mostra una decorazione caratterizzata da una coppia di leoni dalla resa plastica particolarmente evidenziata e con gli occhi a goccia tipici delle realizzazioni artistiche del territorio beneventano e pugliese dell’XI secolo (di fatto tutta la produzione scultorea dei leoni risale proprio alla inaugurazione della Cattedrale).
Lungo il primo valico settentrionale del sottarco un piccolo elemento decorativo è costituito dalla testa di un leone molto tondeggiante a tal punto da sembrare parte integrante della mensola stessa. Nell’arte romanica sui capitelli venivano spesso scolpiti animali o anche figure fantastiche, come grifoni o draghi, ognuno con un suo preciso significato. In questo caso i leoni che vediamo simboleggiano la Resurrezione di Cristo, la vittoria di Gesù sul male!
Nell’abside centrale, infine, è collocata la Cattedra di Gregorio VII, scoperta quasi 100 anni fa in occasione di un ampio restauro della chiesa. Di particolare bellezza sono i due braccioli caratterizzati da una zampa, probabilmente di una bestia feroce, che hanno sulla parte alta la testa di un leone: molto frequente nei troni imperiali e vescovili del periodo medievale.






