CC BY-SA 3.0

L’architettura e il design di Gae Aulenti.

Di fama internazionale e tra le menti i più brillanti nel panorama del design, dell’architettura e del restauro, Gaetana Emilia Aulenti lascia, con le sue opere, una forte impronta sul piano progettuale ma anche in quello intellettuale.

Gae Aulenti by olghita67 is licensed under CC BY-NC-SA 2.0.

Nata in provincia di Udine da genitori meridionali (il padre era pugliese e la madre napoletana), si laurea al Politecnico di Milano nel 1953, in un periodo, quello del dopoguerra, particolarmente delicato e di forti trasformazioni nel campo architettonico. Già negli anni ’50, in un’epoca in cui le donne, seppure preparate, raggiungevano a fatica gli alti vertici in campo lavorativo, lei, architetto donna, ha saputo farsi valere come o più di un uomo. Dopo aver collaborato per dieci anni alla rivista “Casabella” dell’allora direttore Ernesto Nathan Rogers e dopo un periodo come assistente del professore Samonà presso l’Istituto Universitario di Architettura di Venezia, Gae si avvicina al cosiddetto Movimento Neoliberty, in contrapposizione con il Movimento Moderno. Della sua vastissima produzione possiamo inquadrare alcuni momenti peculiari. Un ampio arco temporale della sua carriera, vede l’Aulenti impegnata nella realizzazione di elementi d’arredo di design, che le valgono numerosi riconoscimenti tra cui il celebre “Premio Imperiale” (una sorta di premio Nobel per l’architettura). Dal 1962, all’interno dell’azienda Poltronova, collabora con l’architetto e designer Ettore Sottssas realizzando, nello stesso periodo, quello che verrà riconosciuto come il manifesto del “Neoliberty” in contrapposizione al Razionalismo modernista: la poltrona “Sgarsul” ispirata al progetto della poltrona basculante n°1 Thonet risalente al 1862 (sedia a dondolo in legno di faggio curvato dalle linee morbide).

Poltrona Sgarsul da httpswww.youtube.comshortsLbjmlKshhyM
Sgarul poltrona da httpswww.youtube.comshortsLbjmlKshhyM

La sacca che accoglie la seduta è in tessuto plastico con una imbottitura in gommapiuma, il tutto concepito con un design molto elegante e fuori dal tempo. Di particolare innovazione stilistica e di grande creatività è poi la produzione di arredi esterni, da giardino, progettati nel 1964 per le aziende Zanotta, Poltronova e Exteta: gli arredi “Locus Solus”, il cui nome assolutamente non casuale deriva dal titolo dell’omonimo libro dell’eccentrico scrittore francese Raymond Roussel, autore del libro Locus Solus del 1914. Caratterista comune di tutta la produzione (tavolo, divanetto, sedia, poltrona, sdraio e lume) è l’utilizzo di tubolari d’acciaio verniciati a fuoco e colori particolarmente eccentrici come il giallo, l’arancio, e il verde pistacchio.

Foto della serie Locus Solus di Gae Aulenti CC0
Gae_aulenti,_sedia_da_giardino,_1964 Anonimus, CC0, via Wikimedia Commons

I cuscini in polivinilico rivestiti in cotone-iuta sono impreziositi con disegni stampati, molto originali e stravaganti, realizzati in collaborazione con la Scuola d’Arte di Pistoia. Naturale prosecuzione, nel disegno della poltrona “Sgarsul”, i tubolari sono caratterizzati da forme particolarmente sinuose e molto raffinate. Nel campo dell’artigianato la ricerca della designer guarda all’Art-Nouveau nella progettazione e realizzazione della famosa lampada “Pipistrello”, per Gae non solo e unicamente un corpo illuminante ma un oggetto d’arredo che deve armonizzarsi con l’ambiente in cui si colloca.

746px-Gae_aulenti_per_martinelli_luce,_lampada_da_tavolo_popistrello,_1967 Sailko, CC BY-SA 4.0

Progettata nel 1965 per una esposizione della Olivetti a Parigi e Buenos Aires, la lampada oggi esposta anche al MOMA di New York si compone di tre elementi: una base in acciaio, un braccio telescopico sempre in acciaio e una sorta di capitello-diffusore in metacrilato, quest’ultimo materiale in plastica. Dagli anni ’70 in poi, la Aulenti si dedica, sempre per la Zanotta, alla realizzazione di alcuni tavoli dal design stravagante. E’ del 1970 il tavolino “Festo”, in metallo verniciato con piano vitreo e piedini in gomma, dal disegno particolarmente sobrio e schematico.

39476-TAVOLO-GAE-AULENTI-tavoli

Molto stravagante è anche il “Tavolo con le ruote” del 1980 in cui Gae avvicina il prototipo industriale, come appunto le ruote, a un tavolo con piano in vetro float molato dello spessore di 15 mm. Esso fa parte delle collezioni del MOMA di New York ma anche delle collezioni permanenti del Museo Nazionale d’Arte Moderna del Centre Pompidou di Parigi. Tra i più interessanti interventi progettuali dell’architetto va sicuramente annoverata la ristrutturazione degli interni della Gare D’Orsay di Parigi.

Museo D’Orsay by apermuy is licensed under CC BY 2.0.

Originariamente progettato nel 1898 dall’architetto Victor Laloux come stazione ferroviaria da inaugurare in occasione dell’Esposizione Universale del 1900, l’edificio viene declassato nel 1939, perdendo, dopo, ogni sua funzione e rischiando, negli anni ’60, addirittura l’abbattimento. Nel 1978 la stazione vede conferitasi una nuova e definitiva funzione, affidando al gruppo ACT-Architecture il complesso compito del restauro generale.

Orsay by Clio is licensed under CC BY-NC-SA 2.0.
Museo de Orsay – Reloj interior by Edgardo W. Olivera is licensed under CC BY 2.0.

Alla Aulenti viene assegnato, invece, l’impegnativo incarico di disegnare e allestire il percorso espositivo degli spazi interni museali. Attenta allo studio della luce, sia naturale che artificiale, fondamentale per gli spazi espositi, Gae adotta un rivestimento in pietra calcarea che riflette al meglio la luce naturale proveniente dalla calotta vitrea e metallica dell’ex stazione ferroviaria.

The Orsay by Trey Ratcliff is licensed under CC BY-NC-SA 2.0.

Si occupano, inoltre, gli spazi un tempo attraversati dai binari, articolando l’esposizione su tre livelli alternati a passaggi vari e terrazze. Il Museo D’Orsay viene inaugurato il primo Dicembre del 1986.

The Centre Pompidou, Paris by Oh Paris is licensed under CC BY 2.0.

Nello stesso periodo, l’architetto si dedica alla progettazione e all’allestimento del Musée National D’Art Moderne al Centre Pompidou di Parigi. Tra il 1985 e l’86 ristruttura il settecentesco Palazzo Grassi a Venezia (edificio storico realizzato da Giorgio Massari, destinato ad ospitare la famiglia Grassi, nota e ricca famiglia dedita al commercio, dal 1983 di proprietà della FIAT).

Palazzo Grassi a Venezia CC BY-SA 4.0
Treasures from the Wreck of the Unbelievable – Palazzo Grassi, Venezia by corno.fulgur75 is licensed under CC BY 2.0.

Secondo il principio estetico della continuità e del rispetto delle stratificazioni storico-architettoniche di un luogo, l’architetto difatti affermava: “Io sono convinta che l’architettura è legata alla polis, è un’arte della città, della fondazione, per cui non può che essere riferita e condizionata da quel determinato contesto in cui nasce. Il luogo, il tempo e la cultura formano quell’architettura invece che un’altra”. Poco più di dieci anni dopo l’architetto si dedica al restauro e all’allestimento di uno dei più importanti e noti palazzi storici di Roma: le Scuderie del Quirinale progettato, allora, da Ferdinando Fuga.

Roma (RM), 2018, Scuderie del Quirinale Ovidio. by Fiore S. Barbato is licensed under CC BY-SA 2.0.
Vermeer Exhibition, Scuderie del Quirinale, Rome by nerosunero is licensed under CC BY-NC-SA 2.0.

Risalente al XVIII secolo, al suo interno vengono valorizzati, grazie all’Aulenti, gli spazi espositivi museali che vengono inaugurati nel 1999. Di particolare bellezza è la vetrata progettata da Gae, dalla quale si può ammirare il panorama dei Sette colli storici. Nel 1999 viene inaugurato lo “Spazio Oberdan” a Milano, in un palazzo inizialmente di proprietà della Provincia, passato pochi anni fa alla Fondazione Cariplo.

Spazio_Oberdan CC BY-SA 4.0

  L’edificio dello scorso secolo in stile eclettico, dedicato alla cultura e alla creatività, si sviluppa su 700 mq. e accoglie, al suo interno, un Auditorium dedicato alla poetessa Alda Merini, una sala cinematografica con particolari rivestimenti in mogano macorè con pannelli fonoassorbenti. E’ presente anche una libreria e una sala con postazioni computer. Dagli anni 2000 in poi l’Aulenti si dedica a numerosi interventi di risistemazione di ambienti urbani, tra cui il più interessante è, forse, quello di Piazzale Cadorna a Milano, importante snodo d’interscambio a livello ferroviario, già dalla fine degli anni ’90.

Piazzale Cadorna by bioetola is licensed under CC BY-NC-ND 2.0.
Ago, Filo e Nodo – Milano by Marco Crupi Visual Artist is licensed under CC BY-NC-ND 2.0.

In occasione dell’inaugurazione della linea Malpensa Express, Gae si occupò della riqualificazione della facciata della stazione (con lastre di vetro trasparente alternate a vetro opaco), la sistemazione della pavimentazione stradale in pietra, e soprattutto l’organizzazione della piazza dal punto di vista pedonale. Vengono realizzate coperture trasparenti in acciaio e vetro con colonne sottostanti verniciate di color rosso. Si tratta dunque di pensiline di lunghezze differenti e parallele accompagnati anche da negozi e piccoli chioschi. La piazza è abbellita, inoltre, da alcune fontane con al centro un’opera d’arte realizzata dallo scultore svedese Claes Oldenburg dallo stravagante nome “Ago, Filo e Nodo” alta 18 metri e lunga circa 86. L’opera dell’Aulenti la si ritrova anche a Napoli, nella progettazione di alcune delle Stazioni d’Arte (Metro Art-Napoli) della nuova metropolitana partenopea.

Metrò dell’Arte Linea 1, stazione Museo by Simonetta Di Zanutto is licensed under CC BY-NC-SA 2.0.
Piazza Cavour in Naples by Carlo Raso is marked with Public Domain Mark 1.0.

Nell’Aprile del 2001 si inaugura la Stazione Museo, in cui predomina l’intonaco di color rosso alternato a pietra vesuviana con evidente richiamo al Museo Archeologico che ha un cromatismo predominante rosso. Al suo interno si possono ammirare rivestimenti in vetro bianco con rifiniture in acciaio, mentre al centro è presente un calco in vetroresina dell’Ercole Farnese (su progetto dell’Accademia di Belle Arti), mentre nel secondo ingresso è posta, in calco di bronzo, la monumentale testa di cavallo detta “Carafa”.

Convitto Nazionale ‘Vittorio Emanuele’ – Piazza Dante – Napoli, Italy by Antonio Manfredonio is licensed under CC BY-SA 2.0.
Stazione_di_Dante_-_Metropolitana_linea_1_(Naples) CC0

L’anno successivo, viene inaugurata la nuova stazione di Piazza Dante sempre su progetto di Gae Aulenti, con la risistemazione anche della stessa piazza monumentale. La pavimentazione è in pietra etnea, lasciando inalterato il resto della piazza vanvitelliana. Particolari sono gli accesi alla stazione in acciaio e cristallo. Il rivestimento dell’interno della stazione è in pannelli in vetro bianco accompagnati da borchie in acciaio e da una serie di opere d’arte contemporanea internazionale.

Palazzo Branciforte#10 by Rino Porrovecchio is licensed under CC BY-SA 2.0.
Palazzo Branciforte#20 by Rino Porrovecchio is licensed under CC BY-SA 2.0.

Nel cuore del centro storico di Palermo, infine, lo storico Palazzo Branciforte, risalente al XVI secolo, di proprietà dal 2005 della Fondazione Sicilia, viene sottoposto a ristrutturazione dall’architetto Aulenti nel 2008, sempre nel pieno rispetto delle varie stratificazioni storiche preesistenti. Viene ripristinato il collegamento interno tra i due ingressi, la scuderia e il giardino (aree già danneggiate dai vari bombardamenti subiti nel tempo).

Palazzo Branciforte#26 by Rino Porrovecchio is licensed under CC BY-SA 2.0.

Di particolare bellezza e pregio è sicuramente l’ambiente che ospitava, un tempo, il Banco dei Pegni di Santa Rosalia con le scaffalature lignee che raggiungono il soffitto (realizzate nel 1848). Inaugurato nel Maggio del 2012, ospita al suo interno una interessante collezione archeologica al pianterreno accompagnato dall’Auditorium (Sala dei 99) con particolari ed avanzati sistemi tecnologici. Al primo piano, invece, è presente la Biblioteca della Fondazione Sicilia e sale che ospitano opere d’arte, collezioni di numismatica e filatelica.

Daniele Magliano

Architetto- giornalista che ama approfondire tematiche di architettura, urbanistica, design, ma anche di storia, evoluzione e curiosità riguardanti oggetti di uso quotidiano. Mi piace, in generale, l'arte della costruzione: riflesso del nostro vivere in quanto unisce passato, presente e futuro prossimo di una comunità.

Altri articoli di Daniele Magliano

Ultimi articoli di Arte & Design