zaha hadid della Knight Foundation è distribuito con licenza CC BY-SA 2.0 .

Zaha Hadid: il “Decostruttivismo” nelle sue opere

L’8 marzo si celebra la donna, da sempre in contrasto con quello maschile, l’universo femminile in continua tensione nell’affrancare la propria valenza in una storia di lunghe emarginazioni, ha offerto al mondo una propria visione, sapendo guardare al di là delle cose e creare al di fuori degli schemi dall’arte alla politica, dalla scienza alla vita domestica. Nell’ambito dell’Architettura, spicca la figura di Zaha Hadid, tra le più interessanti donne architetto del panorama internazionale, dalla forte caratura personale che ha influito in tutti i suoi progetti, lasciando una impronta indelebile di grande spessore architettonico e artistico.

Zaha_Hadid_in_Heydar_Aliyev_Cultural_center_in_Baku_nov_2013 FAL

In sintonia con il filone architettonico del “Decostruttivismo” con la sua estetica in netta opposizione all’architettura razionalista e alle geometrie classiche, la Hadid si lega da subito a forme architettoniche disarmoniche e disarticolate. Nata a Bagdad nel 1950 studia Matematica a Beitur in Libano per passare, poi, a Londra dove frequenta la “Architectural Association School of Architecture” tra i più prestigiosi centri sperimentali dell’architettura europea. Attiva presso l’“Office for Metropolitan Architecture” a Rotterdam nel 1977, collabora con Zenghelis e Koolhaas, mentre nel 1980 fonda a Londra il suo Studio. Ha insegnato in numerose e prestigiose università tra cui la “Harvard Graduate School of Design”, la facoltà di “Architettura University of Illinois” di Chicago o ancora all’Università Statale dell’Ohio. La sua produzione è immensa, tra le prime opere ricordiamo quella della stazione dei vigili del fuoco a Vitra in Germania, la “Vitra Fire Station”, progetto realizzato nel 1993.

Bade-Württemberg Stazione dei vigili del fuoco di Weil am Rhein Vitra (Zaha Hadid) CC BY-SA 3.0
Feuerwehrhaus von Zaha Hadid bei Vitra a Weil am Rhein, collegamenti Schaudepot von Herzog & de Meuron CC BY-SA 3.0

Completamente in cemento armato a vista, presenta superfici planari fortemente angolari. In pochi anni l’edificio, da stazione dei pompieri, si è trasformato in luogo per eventi e mostre d’arte. Nel 1998 viene bandito, in Italia, dalla Soprintendenza Speciale Arte Contemporanea, un concorso internazionale per un nuovo polo espositivo e culturale, da realizzare a Roma, dedicato principalmente all’architettura e all’arte. Nel frattempo viene individuata l’area di realizzazione, ovvero il quartiere Flaminio nell’area dei padiglioni militari dell’ex Caserma Montello. Zaha si aggiudica il concorso nel febbraio del 1999 per la realizzazione del Maxxi  -Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo-, una complessa struttura museale composta dall’interconnessione di volumetrie particolarmente fluide e dalle forme sinuose.

Le MAXXI (Rome) by dalbera is licensed under CC BY 2.0.
MAXXI by andre.m(eye)r.vitali is licensed under CC BY 2.0.

Costituito per lo più da cemento armato a vista, con percorsi interni privi di andamenti lineari che, attraverso passerelle e rampe, collegano i due musei ovvero il Maxxi arte e il Maxxi architettura. Tutto l’apparato museale ruota attorno alla hall dalla quale si può accedere ai servizi di accoglienza come i laboratori didattici, la caffetteria, l’auditorium e le sale per i convegni fino alle gallerie per l’esposizione d’arte.

Maxxi- Zaha Hadid by Antonella Profeta is licensed under CC BY 2.0.

Riflettendo sulla progettazione, la Hadid così si esprime: “Il Maxxi soppianta la nozione di museo come oggetto entità singola, prevedendo un campo architettonico di edifici accessibili a tutti, privo di confini definiti tra ciò che è dentro e ciò che è fuori. Al centro di questa impostazione, la sua forza primigenia, sta una confluenza di linee, pareti che si intersecano e divergono continuamente per creare gli spazi interni ed esterni”. Vincitrice, nel 2007, di un concorso di idee in Azerbaigian, nella sua capitale Baku , Zaha progetta l’“Heydar Aliyev Center”, un grande centro culturale che, sul piano architettonico, rompe definitivamente con i rigidi schemi infrastrutturali del modernismo sovietico attraverso il suo linguaggio inconfondibile fatto di forme architettoniche fluide, libere da qualsiasi vincoli di ortogonalità, realizzando un edificio che sembra essere in movimento.

Heydar Aliyev Center by Aleksandr Zykov is licensed under CC BY-SA 2.0.
Heydar Aliyev Cultural Center by Francisco Anzola is licensed under CC BY 2.0.

Inaugurata nel 2012, la struttura è costituita da un complesso sistema di travi in acciaio che sostiene la superficie continua della copertura composta da pannelli in fibra di vetro e cemento e fibra di vetro rinforzata con plastica, materiali questi ottimi per la resistenza ed elasticità. L’edificio si distingue, inoltre, per la totale assenza distintiva tra pavimenti pareti e soffitti. In una superficie di 57.000 metri quadri, sono racchiusi l’auditorium, gli spazi espositivi, uffici e sale conferenze.

Heydar Aliyev Center by Aleksandr Zykov is licensed under CC BY-SA 2.0.

La luce naturale entra quasi pienamente all’interno della struttura anche attraverso alcuni lucernari nascosti ed ampie aperture che danno alla grande piazza antistante. Di particolare suggestione è il rivestimento esterno color perlaceo che cambia tonalità in base alle stagioni e alle fasi orarie del giorno. L’estro e la stravaganza progettuale di Zaha è ben evidente non solo nelle architetture legate agli ambienti museali ma anche in quelle sportive come ad esempio il villaggio olimpico di Londra il “London Aquatics Centre”, realizzato in concomitanza con le Olimpiadi del 2012. Si tratta di una grande struttura in cemento armato con complessa copertura costituita da archi parabolici.

Stratford , London Aquatics Centre – geograph.org.uk – 7850007 by Jim Osley is licensed under CC BY-SA 2.0.
London Aquatics Centre 2014 IV by Images George Rex is licensed under CC BY-SA 2.0.

L’intera struttura è ispirata alla geometria fluida dell’acqua, elemento presente nell’ambiente circostante che caratterizza il paesaggio fluviale del Parco Olimpico di Londra.

Zaha Hadid – London Aquatics Centre – Photos 06.jpg by 準建築人手札網站 Forgemind ArchiMedia is licensed under CC BY 2.0.

Contiene, al suo interno, ben tre piscine di cui una per gli allenamenti e le altre due per le gare di nuoto e per i tuffi. Nel 1999 viene bandito un concorso internazionale di idee per la realizzazione di una nuova stazione marittima a Salerno, terminal traghetti da realizzarsi sul molo Manfredi. Zaha lo vince un anno dopo, mentre i lavori vengono appaltati nel 2005.

Stazione marittima is licensed under CC BY-SA 4.0.

Inaugurata il 25 aprile del 2016, l’architetto anglo-iracheno muore improvvisamente 26 giorni prima a Miami. La stazione marittima è di gran lunga l’intervento urbanistico più interessante per la città campana e rientra nel ridisegno progettuale del fronte mare. Concepita come una sorta di opera artistica dalle forme molto morbide, le sue linee fluide e sinuose si possono paragonare a un’ostrica, luogo di transizione tra il mare e la terra. La struttura è composta da tre elementi ovvero il cemento, il vetro e la ceramica.

La parte del basamento è in cemento a vista, e la struttura si sviluppa su 4500 mq. di superficie divisa in tre blocchi legati tra loro su due livelli: gli uffici amministrativi, il terminal per i traghetti e quello per le navi da crociera. Internamente un sinuoso percorso di piani inclinati accoglie i visitatori. La copertura ondulata è caratterizzata da piastrelle triangolari in ceramica azzurra che riflette sia la luce naturale che quella artificiale. La struttura, purtroppo, assolve solo in parte la sua funzione e, allo stato attuale, necessiterebbe di maggiore cura e soprattutto manutenzione ordinaria sia degli spazi interni che in quelli esterni. Sempre in Campania, un anno dopo l’inaugurazione della stazione marittima di Salerno, viene inaugurata la nuova stazione di Napoli-Afragola sempre firmata da Zaha Hadid.

Stazione-Napoli-Afragola by NCM2014 is licensed under CC BY-SA 4.0.

Il progetto, presentato il 4 novembre del 2003, consiste in un grande edificio-ponte a cavallo dei binari del treno ad alta velocità. Gli elementi che costituiscono la struttura sono il cemento armato, la carpenteria d’acciaio, i pannelli vetrati e il rivestimento in corian. Lungo 400 metri circa e largo 44 metri, sono ben evidenti le grandi vetrate sostenute da pareti in acciaio e calcestruzzo. Si tratta di una grande struttura che riflette la concettualità di stazione concepita non più come semplice area di passaggio dei viaggiatori, ma bensì anche area d’incontro in una spazio civico caratterizzato da una geometria particolarmente dinamica.

Stazione alta velocita, Zaha Hadid, Napoli Afragola by Pivari.com is licensed under CC BY-SA 4.0.
Stazione Afragola by Gaetano Capaldo is licensed under CC BY 4.0.

Al primo livello sono presenti i binari, il secondo livello ospita le biglietterie e le sale di accoglienza, il terzo e il quarto livello, invece, sono dedicati ai servizi commerciali. Zaha Hadid è la prima donna a ricevere (nel 2004) il Premio Pritzker di Architettura, riconoscimento che onora annualmente un architetto in vita le cui opere riflettono una vincente combinazione di impegno talento e visione producendo importanti contributi all’umanità a all’ambiente stesso attraverso l’estro architettonico. Ha ricevuto, inoltre per due anni di seguito il prestigioso Premio Stiring: nel 2010 per il Maxxi di Roma e nel 2011 per la Evelyn Grace Academy di Brixton. Tra gli altri riconoscimenti ricordiamo quello nel 2002 dove è stata nominata Commendatore dell’Ordine dell’Impero Britannico e nel 2012 come Dama di Commenda dell’Ordine dell’impero Britannico.

Daniele Magliano

Architetto- giornalista che ama approfondire tematiche di architettura, urbanistica, design, ma anche di storia, evoluzione e curiosità riguardanti oggetti di uso quotidiano. Mi piace, in generale, l'arte della costruzione: riflesso del nostro vivere in quanto unisce passato, presente e futuro prossimo di una comunità.

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