Cattedrale di Città della Pieve (PG) – Agosto 2013 – Panorama di Sidvics è concesso in licenza con CC BY-SA 3.0 .

Il simbolo storico di Città della Pieve: la Torre del Pubblico

Il profilo urbano del borgo di Città della Pieve si caratterizza per il suo susseguirsi di edifici dall’inconfondibile color rosso mattone che si ergono sulla sommità di un colle alto più di 500 metri. Al di sopra di essi spiccano in particolare due elementi architettonici fortemente identificativi e di alto rilievo storico-culturale, ben visibili anche da molto lontano: la Torre del Pubblico (o più comunemente detta Torre Civica) e la torre campanaria della Cattedrale, che svettano come in una sorta di sfida tra potere temporale e potere spirituale. Collocata sul lato occidentale della Cattedrale, non lontana da Piazza Plebiscito, la Torre del Pubblico con la sua imponenza e bellezza, è in realtà la torre civica del borgo umbro. Come testimonia lo storico Mons. Fiorenzo Canuti, la torre fu realizzata in due tempi. La parte inferiore mostra, infatti, una serie di filari squadrati di travertino, materiale probabilmente appartenente all’antica torre eretta allo scopo di avvistare l’eventuale attacco nemico e per questo edificata nel punto più alto del colle. La torre aveva, inizialmente, lo scopo di dare l’allarme alle vicine torri di vedetta attraverso segnali di fumo o con l’uso delle trombe (ricordiamo che fin dal VII secolo Città della Pieve risultava postazione fortificata della Tuscia longobarda). A poca distanza, venne poi eretta una chiesa in onore dei santi Gervasio e Protasio, ragione per cui talune documentazioni indicano la Torre col nome di “Turris Sancti Gervasi”. In epoca medievale, quindi, la Torre si arricchisce di finestre trifore, bifore e quadrifore, dove le prime due, ancora agli inizi del XX secolo, erano nascoste dietro alcuni mattoni, come ben si osserva in una foto riportata sul libro del Canuti “Nella Patria del Perugino” del 1926.

Foto della Torre del Pubblico dal libro del Canuti “Nella Patria del Perugino”.

L’ingresso, inoltre, mostrava un arco a tutto sesto tipico dello stile romanico. Intorno alla metà del ‘300 o molto probabilmente nella prima parte del ‘400, a causa dei ripetuti conflitti che interessarono la città, la Torre, che aveva perduto parte del suo coronamento, fu sottoposta a un intervento di recupero che la fece innalzare di ben 7 metri, utilizzando come materiale proprio il mattone. Alcune finestre, inoltre, vennero tompagnate al fine di aumentarne la stabilità, mentre altre nuove vennero aperte. Dai libri dell’Archivio Comunale, Bolletti (appassionato e cultore della storia locale) aveva rinvenuto (secondo le testimonianze del Canuti) alcuni antichi documenti risalenti al 1471 attestanti un’ulteriore spesa per il recupero della Torre di importo non troppo elevato, quindi non legato al grande intervento effettuato di sicuro qualche anno prima. E’ bene precisare che, nonostante sia molto vicina alla futura Cattedrale, la Torre si presentava inizialmente come struttura a se’ stante.

Cattedrale di Città della Pieve (PG) – Agosto 2013 – Panorama di Sidvics è concesso in licenza con CC BY-SA 3.0 .

Alla fine del XVI secolo, la chiesa venne ampliata e la facciata si addossò, senza alcun preciso criterio estetico, alla Torre la quale si mostra chiaramente differente dal punto di vista architettonico. Alcune antiche rappresentazioni di Città della Pieve evidenziano l’imponente presenza della Torre Civica: su una pianta risalente alla fine del ‘500, depositata presso l’Archivio di Stato di Firenze, dal titolo “Pianta delle Chiane” che vede rappresentato il borgo, all’epoca ancora col nome di Castel della Pieve, compare, ad esempio, l’alta Torre in prossimità della Cattedrale con le sue peculiari caratteristiche architettoniche.

Dalla mappa della Valdichiana di fine 500 depositata nell’Archivio di Stato di Firenze

Un’altra rappresentazione storica dal titolo “Disegno schematico del territorio di confine tra Fighine e Città della Pieve (rispettivamente nel territorio del Granducato di Toscana e nello Stato Pontificio)”, risalente al XVII secolo e custodita presso l’Archivio di Stato di Firenze, mostra la Torre al centro del borgo preservato da possenti mura.

Confine tra Fighine e Città della Pieve- tra Granducato di Toscana e Stato della Chiesa del 600 particolare del borgo di Città della Pieve.

L’edificio risulta posizionato sulla sommità centrale dell’abitato, vicino alla Cattedrale ancora priva della torre campanaria. Nella sua parte alta compare, inoltre, una bandiera che sembra quasi muoversi al vento. Su un mattone della struttura si legge, inoltre, che nel 1520 la Torre venne rinforzata con un solido sperone, intervento consequenziale all’abbassamento della quota stradale che aveva scoperto parte del suo basamento. Custodita presso l’Archivio di Stato di Roma, una mappa del XVIII secolo evidenzia il profilo di Città della Pieve e la palude della Chiana: in essa si osserva la Torre del Pubblico, sempre addossata alla Cattedrale, con due robusti speroni o contrafforti con la funzione di sostenere le spinte laterali o oblique della torre stessa, a conferma della iscrizione incisa sul mattone di 2 secoli prima.

Archivio di Stato di Roma mappa della Palude Chiana XVIII secolo, particolare di Città della Pieve.

La stessa rappresentazione mostra, inoltre, in cima alla Torre, a coronamento della stessa, una serie di merlature a coda di rondine con funzione di protezione ma anche per permettere il lancio di oggetti o dardi contro i nemici, elementi architettonici d’impronta ghibellina col tempo scomparsi. Altro elemento interessante da osservare è la rappresentazione di un campanile, probabilmente della Cattedrale, realizzato nel 1738 e collocato sul fianco della Cattedrale al lato opposto della Torre del Pubblico. Altra bella rappresentazione a volo d’uccello di Città della Pieve è quella che viene condivisa da Fiorenzo Canuti all’interno del suo libro “Nella Patria del Perugino”, mappa dal titolo “Pianta panoramica di Città della Pieve alla fine del XVIII secolo”. Anche in questo caso, al centro del borgo ben si nota la Torre Civica ad ovest della Cattedrale e, sul lato opposto, il campanile più piccolo.

Dal libro di Fiorenzo Canuti “Nella Patria del Perugino” particolare della Torre del Pubblico

Come afferma lo storico Lorenzo Berna, dalla sommità della torre si può ammirare un panorama davvero ampio e suggestivo: dal Massiccio del Pratomagno dell’Appennino toscano al lago Trasimeno e a tutta la Valdichiana, a nord, i monti Arale e Subasio e la valle del Nestore ad oriente, i monti Sibillini, il Peglia con i Volsini, a meridione, mentre ad ovest si può ammirare il Monte Cetona e l’Amiata con la Valdichiana romana.

Veduta della Torre del Pubblico dal sito web del Comune di Città della Pieve
Veduta di Monte Cetona dal sito web del Comune di Città della Pieve

In quanto punto di osservazione panoramico, il più alto di tutta Città della Pieve, nel 2018 si è pensato di intraprendere un intervento di riqualificazione e valorizzazione della Torre Civica attraverso un camminamento di risalita messo in sicurezza ai fini della fruibilità da parte dei cittadini e dei turisti. L’intervento è stato effettuato beneficiando dei fondi POR FESR 2014-2020, lavori denominati “Percorso di visita della Torre Civica affaccio panoramico sulle terre del Perugino”. L’intervento di messa in sicurezza e la realizzazione di una scala a norma si è concluso alla fine del 2023, mentre attraverso i fondi PNRR è stato, nel frattempo, possibile finanziare l’impianto di illuminazione che è in via di completamento. La fruizione del monumento più interessante di tutto il centro storico risulterà, senza ombra di dubbio, il coronamento conclusivo oppure il punto d’inizio di ogni visita culturale della città!

Cattedrale di Città della Pieve (PG) – Agosto 2013 – Panorama di Sidvics è concesso in licenza con CC BY-SA 3.0 .

Daniele Magliano

Architetto- giornalista che ama approfondire tematiche di architettura, urbanistica, design, ma anche di storia, evoluzione e curiosità riguardanti oggetti di uso quotidiano. Mi piace, in generale, l'arte della costruzione: riflesso del nostro vivere in quanto unisce passato, presente e futuro prossimo di una comunità.

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