Dopo Wuhan, dal laboratorio di Irkutsk fuoriuscita di patogeni della peste, morta una ricercatrice
In città tute bianche e maschere col respiratore-
di Antonietta Doria-
Wuhan, capoluogo della provincia dell’Hubei, è diventato famoso nel 2020 per la fuga di materiale biologico dai laboratori dell’Istituto di Virologia, dando vita alla diffusione del Coronavirus in quasi tutte le nazioni del mondo. Adesso tocca a Irkutsk, città della Russia nella Siberia centrale, a cinquemila chilometri da Mosca, a tenerci col fiato sospeso.
Qui, infatti, è deceduta nella notte tra il 1 e 2 ottobre, Daria Shipilova, una ricercatrice 28enne che lavorava all’Irkutsk Anti Plague, specializzato nello studio della peste. Secondo quanto diffuso dai media locali, la ricercatrice avrebbe infatti accidentalmente rotto una provetta con dentro l’agente patogeno della peste polmonare, Yersina pestis. Attaccata al respiratore in terapia intensiva, per la giovane professionista, non c’è stato niente da fare. Circa duecento sono le persone sotto sorveglianza e in isolamento, entrate in contatto con la vittima; ospedali chiusi, mentre la gente si aggira in città con tute bianche e maschere con respiratore.
I ricordi ritornano alla primavera 2020 quando tutto il mondo è stato messo in ginocchio dl Coronavirus.
I due casi citati, infatti, sono accumunati dall’essere laboratori che manipolano agenti ad alta pericolosità. Di qui, il caso riapre il discorso sull’importanza della biosicurezza nei laboratori che studiano patogeni di grande pericolosità.
La Russia cerca di minimizzare mentre i media riferiscono di una seconda vittima deceduta a causa di un “focolaio di peste”.
Il Segretario di Stato Usa, Marco Rubio, ha invitato la Russia alla trasparenza ed alla condivisione delle informazioni. Trump ha affermato che gli Stati Uniti sono pronti ad aiutare la Russia.
Per l’OMS, l’Organizzazione Mondiale della sanità il rischio per la salute pubblica, in base alle notizia giunte, è basso.
Ma di cosa si tratta? Come si contrae?
Il serbatoio della peste sono i roditori selvatici e le loro pulci. L’uomo si infetta attraverso puntura di pulce infetta; attraverso la tosse di una persona infetta o aerosol di laboratorio; a contatto con tessuto o fluidi di animali infetti.
I sintomi sono dati da febbre alta, brividi, mal di testa e forte debolezza.
Il batterio Yersinia pestis, arrivato in Asia attraverso le rotte della Via della Seta e le navi merantili, può causare la peste bubbonica, la peste setticemica e la peste polmonare. La prima è la più diffusa e avviene attraverso puntura di una pulce infetta. Il batterio si moltiplica all’interno dei linfonodi che possono danneggiarsi. la peste setticemica si ha quando il batterio entra nel sangue e provoca danni ai tessuti, agli organi. Se non curata può portare alla morte. La peste polmonare colpisce i polmoni e può avere un decorso veloce, ed è trasmessa da una persona all’altra attraverso tosse o secrezioni respiratorie. Se curata in tempo, la mortalità diviene bassa.







