di Mariapia Vecchione –
Una pistola e sei proiettili è il regalo offerto dal primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan agli altri esponenti politici presenti al vertice NATO di Ankara, concluso mercoledì pomeriggio.
Il cadeau inatteso è un Sarsilmaz SR-38 revolver ad uso sportivo che ha lasciato pietrificati i leader politici e che avrà conseguenze sul piano internazionale: la premier italiana Giorgia Meloni, ricevuta la pistola insieme ai sei proiettili con inciso il suo nome, ha assicurato che da parte del governo italiano si avvieranno procedure di prevenzione. Una nota non ufficiale informa che la pistola regolo “è stata presa in carico direttamente ad Ankara da personale autorizzato a maneggiare armi, mentre al rientro a Roma sono state avviate le procedure per denunciarne il processo”, aggiungendo inoltre che “il dono, come avviene per tutti quelli ricevuti dalla premier, è stato quindi registrato e protocollato a Palazzo Chigi”. Anche l’Italia, quindi, ha la sua pistola.
Un revolver per ogni leader
Questo il motto che avrà seguito Erdogan: ad Ankara il dono carico di colpi, con su inciso il nome del destinatario è stato consegnato a Donal Trump rappresentante degli Stati Uniti, al Primo Ministro del Canada Mark Carney, al leader francese Emmanuel Macron e al Primo Ministro spagnolo Pedro Sanchez, al cancelliere tedesco Friedrich Merz, al primo ministro olandese Rob Jetten, al premier britannico Keir Starmen, alla presidente della Commissione tedesca Ursula von der Leyen e al Presidente del Consiglio Europeo, Antonio Costa.
Si tratta di un regalo consegnato e racchiuso in una valigetta di lusso, che apparentemente non aveva l’aria di contenere tale sorpresa.
In partenza da Ankara a svelare l’ omaggio personalizzato è stato il premier britannico Starmen, che al momento dell’imbarco ha comunicato alla stampa l’accaduto durante il vertice Nato, in particolare dichiarando che la legge britannica non permette di rientrare nel proprio territorio con un’arma, se non in seguito ad una serie di permessi emanati, di conseguenza ha fatto rientro senza dono.
Lo scopo del cadeau turco
Diversamente da come appare al mondo e agli occhi dei leader, la pistola non vuole essere una minaccia da parte di Erdogan ma
si tratta di un’arma che ben rappresenta la produzione turca in ambito di difesa, fra le prime pistole progettate e prodotte interamente nello stretto naturale di Bosforo in Turchia, come sottolinea lo stesso premier Erdogan. Lo scopo del presidente turco è quello di sottolineare l’avanguardismo nel settore della difesa da parte della Turchia.
Cosa resta dell’arma-regalo
Tuttavia, mentre la premier Meloni ha accolto il cadeau a Palazzo Chigi, il cancelliere tedesco Merz ha seguito le scelte del presidente britannico Starmen, lasciando l’arma da fuoco ad Ankara; mentre Ursula von der Leyen ha deciso di accettare il dono, la SR-38 verrà trasportata in Belgio, per poi diventare un pezzo d’esposizione in un museo militare di Bruxelles. Della stessa decisione è il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, che segue la decisione della presidente von der Leyen.
Possiamo concludere che il linguaggio non verbale dei leader europei parla di violenza e morte.
Sarebbe stato il caso di declinare tale dono tutti insieme?
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