UNISA: Vasco Rossi: “Un dottorato per me? Non me l’aspettavo, eh…”
di Mariapia Vecchione–
“Vado al massimo, vado a gonfie vele!” Vasco Rossi lo grida più forte che mai oggi all’Università degli studi Salerno, dove il rocker emiliano ha ricevuto il dottorato honoris causa in Politica e Comunicazione.
Il Blasco di sempre inforca gli occhiali e legge la sua Lectio Magistralis da neodottore :“Sono molto emozionato – caro Rettore, autorità accademiche, professoresse, professori, studenti, amici, nemici, vicini e lontani, un dottorato per me, non me l’aspettavo , eh! e invece eccolo qua, un dottorato di ricerca, honoris causa in Politica e Comunicazione per me, devo dire che sono veramente molto orgoglioso e onorato. Da oggi potrei anche insegnare, ma rassicuro subito i miei affezionati detrattori: continuerò a fare concerti.”
Non nasconde la sua commozione Vasco nel conferimento di questo titolo, e ricorda il suo legame con la città. “
“Sono davvero felice di essere qui a Salerno, una città alla quale mi legano tanti ricordi e momenti importanti della mia vita. La prima volta che arrivai qui, avevo 25 anni, mi..ci aveva mandato una cartolina, ma non era una vacanza, era quella del militare. Allora al nord c’era già l’inverno e qui c’era un’aria tiepida, la ricordo, un colpo meraviglioso e una caserma tra l’altro vicino al mare. Con questo spirito, un po’ contraddittorio, stavo benissimo, però dovevo fare il militare, quindi, era un momento così, un po’ complicato, ma mi sono trovato benissimo perché sono entrato in caserma, mi hanno messo a dormire subito vicino alla finestra, che non aveva neanche tutti i vetri, poi il giorno dopo, mi hanno preso, mi hanno rasato i capelli a zero, però mi hanno anche mandato a casa e mi hanno liberato dal servizio militare. Questo è un un punto fondamentale, anche se ho perso i miei capelli che .per me erano una specie di bandiera, insomma erano la mia identità, mi mandarono a casa. Qualche anno dopo tornai a Salerno per un concerto e in una notte, decisamente più interessante del servizio militare, qui ho concepito il mio primogenito con l’aiuto della provvidenza, anzi, la provvidenza mi avevo organizzato una bella sorpresa e quello mi ha cambiato la vita.”
“Ma non voglio parlarvi qui dei miei meravigliosi figli, voglio parlarvi di questo riconoscimento. Sono davvero onorato, estasiato, incantato per questo titolo accademico. A volte mi chiedono che cosa significa in fondo essere Vasco Rossi: bella domanda, la risposta breve è… una grande responsabilità. Io che pensavo bastassero un microfono, una chitarra e qualcuno che sapesse dove avevo lasciato gli occhiali, per me significa restare me stesso, senza tradire quello che sono per piacere a qualcuno. Prendere dubbi, fragilità, rabbia, sogni e qualche incazzatura e trasformarli in canzoni e le canzoni escono di casa, fanno molta più strada di me e diventano anche vostre. A quel punto la responsabilità aumenta perché .è diventata vostra.”
Ricevere questo titolo significa comprendere l’importanza che ha la politica nell’interesse sociale e riconoscere cosa significa comunicare in ogni sua sfaccettatura quotidiana, aggiunge Vasco: “Oggi dovrei parlare di politica e comunicazione, non le ho studiate sui libri, .all’università ho fatto Economia e Commercio, le ho vissute, le ho subite e qualche volta, lo ammetto anche provocate. Ho scritto canzoni, punto e dopo quasi 50 anni scopro che possono diventare perfino una tesi di laurea. Una canzone non è soltanto una canzone, è un messaggio che viaggia, senza ufficio stampa entra nelle case, nelle automobili, nelle cuffie, nelle piazze; arriva a chi magari riconosce una frase, quella frase, perché quella frase parla di lui. La musica fa ciò che la comunicazione ufficiale spesso dimentica, non informa ma muove emozioni, ricordi e domande.”
Il cantautore di Zocca, all’apice della sua carriera e della sua lunga vita da rocker, guarda negli occhi i giovani dell’Università di Salerno e nel profondo del suo anticonformismo, conferma da neodottore: “Non ho mai pensato di avere la verità in tasca, anche perché le tasche dei miei jeans sono già piene di cose inutili. Una canzone non dà istruzioni per vivere, non sostituisce la politica ma può aprire uno spazio in cui le persone possono riconoscersi, discutere e sentirsi meno sole, può dare voce ad un disagio può diventare una richiesta collettiva.”
Si tratta di un riconoscimento che stupisce il rocker emiliano e che lo lega profondamente alla regione Campania grazie ad un cerimoniale che ha emozionato mentre il Magnifico Rettore dell’Università di Salerno, Virgilio D’Antonio, ha sottolineato l’importanza del titolo honoris causa da parte della comunità universitaria di Salerno: “Il conferimento del Dottorato Honoris Causa a Vasco Rossi riconosce il valore di un percorso capace non soltanto di interpretare il proprio tempo, ma anche di contribuire a definirne linguaggi, immaginari e forme di relazione. – spiega il Rettore D’Antonio – La continuità e la profondità del rapporto costruito con i diversi pubblici rappresentano un’esperienza di grande interesse anche per la ricerca nel campo della comunicazione”.
Fotografie a cura di salernonews24.it







