UNISA: “Intelligenza artificiale, disinformazione e democrazia”, il convegno della Fondazione SERICS
Si terrà il 25 e 26 marzo presso l’Università degli Studi di Salerno il convegno scientifico “Sicurezza, Informazione, Manipolazione – aspetti informatici, giuridici, sociologici”, promosso nell’ambito delle attività della Fondazione SERICS, a conclusione del Progetto Spoke 2 “Disinformazione e Fake News”.
«La trasformazione digitale e l’evoluzione dell’intelligenza artificiale stanno ridefinendo profondamente i paradigmi della sicurezza e del diritto nella sfera pubblica», ha dichiarato il Presidente della Fondazione SERICS, il prof. Vincenzo Loia. «Con questo convegno intendiamo promuovere una riflessione scientifica rigorosa e interdisciplinare – la sfida non è solo tecnologica: è culturale e istituzionale. Servono strumenti nuovi per garantire sicurezza, trasparenza e diritti, ma anche per rafforzare la capacità delle democrazie di resistere alle distorsioni prodotte dai nuovi ecosistemi informativi».
L’iniziativa rappresenta un momento di sintesi e rilancio delle ricerche condotte sul mutamento strutturale della sfera comunicativa contemporanea, caratterizzata dalla crescente diffusione di forme di agentività non umana – come algoritmi e bot – nella produzione e nella manipolazione del consenso. In questo quadro, la sicurezza dell’ecosistema informativo emerge come elemento cruciale: dalla protezione dei processi decisionali alla resilienza delle istituzioni democratiche rispetto a manipolazioni e interferenze. L’iniziativa punta a rafforzare il dialogo tra diritto, sociologia e teoria dell’informazione per sviluppare strumenti operativi contro la disinformazione.
Il programma prevede la partecipazione di studiosi ed esperti provenienti da diverse università italiane, articolandosi in sessioni tematiche e tavole rotonde dedicate al rapporto tra intelligenza artificiale, diritto, società e democrazia.
In particolare, la giornata del 25 marzo sarà dedicata alla tavola rotonda “Intelligenza artificiale e saperi interdisciplinari”, un momento di confronto tra accademici e ricercatori volto a mettere in dialogo prospettive giuridiche, sociologiche e tecnologiche. L’obiettivo è approfondire le implicazioni sistemiche dell’intelligenza artificiale nei processi di produzione e circolazione dell’informazione, con attenzione ai profili di sicurezza, responsabilità e governance.
La giornata del 26 marzo sarà invece articolata in una serie di relazioni scientifiche che esploreranno, da diverse angolazioni, il rapporto tra macchine intelligenti e trasformazioni della democrazia. «L’esperienza di ricerca in Serics – ha dichiarato il prof. Pasquale Femia – è stata densa di pensiero e di passione. Oggi più che mai la comunicazione pubblica, sociale e politica, è realizzata con strumenti di diritto privato: la reticolarità contrattuale dei social media rischia di produrre una finestra aperta non su di un luminoso spazio collettivo, ma su di un illusorio cortile digitale – eppure attraverso di essa transita e si costituisce un nuovo fragile senso sociale. La giornata del 26 marzo approfondirà, con l’ausilio di esperti molto qualificati il rapporto tra macchine intelligenti e democrazie meccanizzate: un bivio, quello della potenza veritativa dei flussi informativi, che può condurre tanto al prosciugamento autoritario delle sorgenti della società civile quanto al rafforzamento di forme rinnovate di partecipazione democratica. I pericoli per le nostre società seguono le vie della manipolazione, modificando i confini della soggettività e della conoscenza. La ricerca giuridica è la via della riflessività».
Il titolo del convegno – ha concluso la prof.ssa Mariassunta Imbrenda – fissa i punti focali del manifesto culturale del Centro di Ricerca Dipartimentale Diritto e Sicurezza Digitale DeSD , da me diretto col prof. Femia – centro che intende proseguire il percorso di ricerca Serics. Sulla scorta della teoria giuridica contemporanea, DeSD pone al centro dell’attenzione il ruolo della comunicazione, la configurazione dell’ambiente comunicativo, e la conseguente considerazione del diritto come complessa interazione di discorsi e pratiche ordinanti: dalla comunicazione emergono reti discorsive, dalle reti si consolidano istituzioni, dalle istituzioni muove la riflessione scientifica. Il tema della sicurezza – segnatamente, digitale – e della cybersecurity incombe su tali riflessioni. Basti pensare, da un lato, alla connessione tra la sicurezza dell’ecosistema e quella degli individui (si pensi ai dati sanitari) e dei loro diritti; dall’altro, al ruolo essenziale che i privati svolgono nella governance della sicurezza: l’intreccio proattivo di cooperazione e di collaborazione dell’apparato pubblico con i privati configura un nuovo paradigma di governo».
L’evento rappresenta un passaggio cruciale nel percorso della Fondazione SERICS, confermandone il ruolo di riferimento nazionale nella ricerca sui temi della sicurezza, dell’informazione e dell’impatto sociale delle tecnologie emergenti.






