Tragedia sventata nei cieli degli Emirati Arabi Uniti
di Claudia Izzo-
Poteva essere un altro 11 settembre, ma grazie al coraggio del pilota, dei passeggeri e di altri due piloti, la tragedia è stata sventata.
Alle 5.31, ora locale, l’aeroporto internazionale Prince Sultan Bin Abdulaziz di Tabuk ha ricevuto il segnale “squawk”, “strillo”, codice 7700, che indica un’emergenza generale, da parte dl volo Flydubai FZ1073, della compagnia degli Emirati Arabi Uniti FlyDubay, decollato alle 3,05 da Duba e diretto a Tel Aviv. L’aereo chiedeva di effettuare un atterraggio di emergenza. Alle 5,38 segue il segnale 7500″interferenza illegale” che si emette in caso di dirottamento. Due caccia israeliani sono decollati d’urgenza. L’aereo trasportava 174 passeggeri, 171 israeliani di ritorno dalle vacanzea Dubay, tra cui 27 bambini.
Ma cosa era accaduto? Sul volo della Flydubai si è avuta una violenta colluttazione in cabina di guida tra due piloti che non sarebbero un russo ed un ucraino, come diffuso in un primo momento, ma si tratterebbe di un emiratino e un omanita. Proprio quest’ultimo avrebbe cercato di dirottare l’aereo per farlo schiantare, accoltellando ripetutamente il pilota con un coltellino.
Una passeggera del volo riferirà di aver sentito un membro dell’equipaggio urlare “Allah Akbar”, frase di uso quotidiano dei musulmani che si recita durante le preghiere o per trovare coraggio nelle difficoltà.
L’aereo, sempre secondo quanto dichiarato dai passeggeri, avrebbe perso quota fino a alla caduta in picchiata. In 29 secondi, infatti, il volo ha perso circa 4mila metri di quota con danni al timone di coda. La colluttazione sarebbe stata sedata grazie all’intervento di alcuni passeggeri israeliani che sono riusciti ad aprire con la forza la porta della cabina di pilotaggio, riuscendo ad immobilizzare il copilota, legandolo con i cavi di una cuffia audio. Poi due piloti in abiti civili, che erano provvidenzialmente a bordo per un trasferimento, uno britannico ed uno europeo, avrebbero preso in mano la situazione. Una catastrofe evitato all’ultimo minuto. L’aereo è atterrato a Tel Aviv alle ore 6,58 all’aeroporto di Tabuk, in Arabia Saudita, dove l’aggressore è stato arrestato ed il pilota ricoverato in ospedale.
Di qui l’incidente diplomatico: l’Arabia Saudita rifiuta la richiesta di Gerusalemme di inviare forze armate israeliane per prelevare i passeggeri che sono invece rientrati con un altro volo FlyDubay, atterrato a Tel Aviv alle ore 17,37.
I video che sono stati diffusi ritraggono il comandante dell’aereo, prima completamente ricoperto di sangue, poi sdraiato sulla schiena nella cambusa dell’areo, a tenersi l’addome ferito, con una maschera per l’ossigeno, accanto ad una parete imbrattata di sangue.
La compagnia aerea ha denunciato in una nota un “alterco nel cocpit”, le cui motivazioni sarebbero ancora ignote e oggetto di indagini. Per il Premier israeliano Netanyahu Katz, ministro della Difesa israeliano, si tratta di un attacco jihadista e Israele sta indagando su come sia stato possibile che un pilota omanita abbia ottenuto il permesso di volare nello Stato ebraico, verificando se gli Emirati Arabi Uniti abbiano violato gli Accordi di Abramo con Israele secondo i quali, infatti, solo i piloti in possesso di passaporto appartenenti a Paesi con cui Israele mantiene relazioni diplomatiche possono atterrare nel Paese.
Intanto il presidente israeliano Isaac Herzog ha annunciato il conferimento del Premio presidenziale per l’Eroismo Civile, creato dallo stesso Herzog all’indomani del 7 ottobre 2023, a quattro cittadini israeliani che si trovavano a bordo del volo Flydubay. Ma c’è chi sottolinea che i piloti intervenuti che hanno evitato lo schianto erano, uno britannico, uno europeo.







