Il venerdì Ri…leggiamo Poesia: “Discorso sulla pace” di Jacques Prévert

di Antonietta Doria

Jacques Jacques Prévert (Neuilly-sur-Seine, 4 febbraio 1900 – Omonville-la-Petite, 11 aprile 1977), poeta e sceneggiatore francese. scrive, tra la seconda metà degli anni ’30 ed i primi anni ’40, “Discours sur la paix”,  Discorso sulla pace che farà parte della sua famosa raccolta Paroles che, per i giovani dell’epoca fu un manifesto di libertà, antimilitarismo e amore per la vita.

Gran parte di queste liriche prima della pubblicazione del libro furono lette  in pubblico e pubblicate su riviste negli anni ’30 e durante l’occupazione tedesca della Seconda Guerra Mondiale. In un’Francia appena uscita dal dramma della Seconda Guerra Mondiale e dall’occupazione nazista, il pubblico aveva un disperato bisogno di una voce nuova, libera e priva di retorica.

Ricca di immagini e figure retoriche, “Il discorso sulla pace” è una potente satira contro l’ipocrisia della politica e bellica. Prévert ama giocare con le sue poesie, e ama usare la sua maestria per fare satira o per veicolare messaggi sociali.

Il poeta parla di un insigne statista intento a pronunciare un discorso solenne mostrando la maschera della retorica: il discorso è colmo di parole vuote, parole d’ordine, frasi prive di un reale contenuto  morale. Ma l’inciampo si fa verità: lo statista dentro il suo stesso vuoto, crolla la facciata della sua rispettabilità, spalancata la bocca per l’affanno mostrando la carie nei suoi ragionamenti. La “carie dentaria” , cioè il marciume concettuale della sua falsa politica di pace, mette a nudo il nervo della guerra, smascherando cosa c’è davvero dietro i conflitti: interessi economici, potere e finanza.

 Intellettuali e critici come Gaëtan Picon sottolinearono come Prévert fosse riuscito nell’impresa eccezionale di riconciliare la poesia con il popolo. In un momento storico in cui la poesia alta era spesso complessa, ermetica o accademica, Prévert portò nei versi il linguaggio di tutti i giorni, l’ironia e la vita reale.

In pochissimi versi  Prévert riesce ad arrivare alla loro radice più cruda e materiale delle guerre. La poesia riflette il clima di tensione geopolitica, i tentativi infruttuosi di diplomazia e i discorsi pacifisti “di facciata” dei leader europei che precedettero e accompagnarono la Seconda Guerra Mondiale.

Corsi e ricorsi storici.

Il discorso sulla pace

Verso la fine di un discorso estremamente importante

il grande statista incespicando

davanti al vuoto di una bella frase

ci casca dentro

e smarrito con la bocca spalancata

ansimante

mostra i denti

e la carie dentaria dei suoi pacifici ragionamenti

mette a nudo il nervo della guerra

la delicata questione di denaro.

 

 

 

 

 

Claudia Izzo

Claudia Izzo

Claudia Izzo, giornalista con oltre vent'anni di esperienza. Direttrice di salernonews24.it che nasce a Salerno e tratta notizie locali, nazionali e internazionali, fonda e dirige campanialife.it e cetaranotizie.com, focalizzate sulla valorizzazione del territorio.E' ideatrice e organizzatrice del Premio Nazionale Aristeia e di iniziative culturali sul territorio nazionale. Già membro della Commissione Cultura dell'Ordine dei Giornalisti della Regione Campania per il triennio 22/24, è attualmente membro del Consiglio di Disciplina Territoriale per il triennio 25/27. Docente di Giornalismo presso istituti scolastici di diverso ordine e grado è stata ghost writer per tre campagne elettorali. Ideatrice e conduttrice della rubrica Ex Libris sull'emittente RCS75, è ideatrice e coautrice del libro 'La Primavera Fuori.31 scritti al tempo del Coronavirus.( Il Pendolo di Foucault). Coniuga l 'impegno editoriale con una profonda attività di promozione culturale e saggistica: si occupa di comunicazione, storia, design e territorio.

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