Il Venerdì Ri…leggiamo Poesia

di Graziella Di Grezia-

 

Questo venerdì il mio pensiero va ai maturandi, alle tracce del compito di italiano e alle possibili scelte.

Anche quest’ anno mi sarei dedicata all’ analisi del testo e come nel 2001, anno della mia maturità classica, l’ autore scelto è Cesare Pavese.

 

Nasce nel settembre del 1908 in provincia di Cuneo, a Santo Stefano Belbo,

«Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via»  è una delle sue affermazioni sui paesi.

E’ stato traduttore, romanziere, poeta e redattore per la casa editrice Einaudi.

Possiamo distinguere il suo periodo torinese e quello romano; questa poesia appartiene al secondo, in particolare agli anni trenta in cui scrive poesie quali “Passerò per Piazza di Spagna”.

I suoi soggiorni romani sono stati frammentari e ripetuti; «non si ricordano i giorni, si ricordano gli attimi».

La sua vita viene fortemente segnata da amori difficili non corrisposti (Constance Dowling, Bianca Garufi) e da un arresto con confino a Brancaleone Calabro per aver ricevuto lettere di una militante antifascista.

Vince il Premio Strega nel 1950 con La bella estate.

Muore nel 1950 a Torino, nell’ Hotel Roma.

Mi chiedo cosa abbiano scritto tutti gli studenti che hanno scelto l’ analisi di questo testo e soprattutto l’ interpretazione che ne hanno dato.

Mi chiedo quanti studenti hanno realmente attraversato Piazza di Spagna o l’ hanno soltanto vista in una realtà digitale o aumentata, quanti di loro hanno atteso qualcuno a Piazza di Spagna, la più iconica delle agorà della capitale e, perchè no nazionale.

Mi chiedo quanti diciottenni invece hanno atteso o attendono qualcuno nelle piccole piazze di paese.

Perchè cambiano i luoghi, ma non le dinamiche umane.

E tutto ciò che è un vissuto vincente o meno ci lascia sempre un insegnamento che ci aiuta a crescere e ad andare avanti.

La poesia , che potremmo definire “visiva” di Cesare Pavese ci mostra una fotografia tanto lucida quanto emotiva, espressione di come un luogo possa avere una sua identità soltanto storico-culturale o rappresentare un luogo emozionale e quindi costruire la base di un ricordo che cambierà la percezione del luogo.

Io di Piazza di Spagna ricordo la prima volta in cui l’ ho vista, a sei anni e ho ancora quel ricordo stampato in mente. Aveva ragione Pavese ad affermare che «Ogni uomo è la sua infanzia».

Al mio esame di Stato analizzai un brano di Cesare Pavese tratto da “La luna e i falò”, ma a distanza di 25 anni, apprezzo il verso nella sua bellezza e nel suo significato profondo.

E ora rileggiamo “Passerò per Piazza di Spagna” di Cesare Pavese

 

Passerò per piazza di Spagna,

e vedrò la fontana, le scale,

i tigli.

Sarà come allora.

Ma tu non verrai.

 

Rivedrò il lungotevere, i ponti,

le colline, le strade.

Sarà come allora.

Ma tu non verrai.

 

Rivedrò l’altra sera, il balcone,

i rumori, le voci.

Sarà come allora.

Ma tu non verrai.

 

E allora, io solo, nella luce

che non cambia, udrò i passi, il tuo nome,

le parole che dissi.

Sarà come allora.

Ma tu non verrai.

Graziella Di Grezia Graziella Di Grezia

Graziella Di Grezia

Grazyella, alias di Graziella Di Grezia, è medico radiologo, poetessa, scrittrice e pianista classica, giornalista. Madre di tre figli, unisce arte e scienza per promuovere il benessere artistico. Ha pubblicato diverse raccolte di poesie e ideato il progetto "Cartoline Poetiche Postali" (Mail Poetry Project), che fonde arte postale e poesia. Promotrice e organizzatrice di spettacoli letterario-musicali, ha ricevuto numerosi premi per il suo impegno culturale e professionale.

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