Il Venerdì Ri…leggiamo Poesia “la morte può essere vinta dal calore della resurrezione”
di Graziella Di Grezia-
Per questa Pasqua ho scelto una lirica russa che ci consente di vedere concretamente il passaggio dal Venerdì Santo alla Domenica.
La lirica del poeta russo è un passaggio tangibile dalla morte alla resurrezione attraverso i cambiamenti del paesaggio: è, a tutti gli effetti, una Pasqua che si vede.
«L’arte è sempre, senza interruzione, occupata da due cose. Essa medita incessantemente sulla morte e crea incessantemente la vita.»
Boris Leonidovič Pasternak (1890–1960) ha vissuto la letteratura come una forma di resistenza etica. Figlio d’arte, cresciuto tra pittura e musica, ha saputo raccontare la dignità dell’individuo travolto dalla grande storia, mantenendo uno sguardo purissimo sulle minime cose del creato. Premio Nobel “negato” dalla censura sovietica, resta il poeta della realtà.
«L’uomo nasce per vivere, non per prepararsi a vivere.»
Il testo appartiene alle “Poesie di Jurij Živago”, il corpus che sigilla il suo capolavoro narrativo. Qui il sacro si spoglia dell’incenso e della ritualità liturgica per vestirsi di pioggia e terra: la natura non è un semplice fondale, ma una comprimaria del divino che agisce nel mondo.
«Tutto ciò che accade nel mondo avviene per l’eternità.»
E ora rileggiamo… Settimana Santa di Boris Pasternak:
Ancora il buio è pesto.
Così presto nel mondo è ancora notte
che la piazza non finisce di contare
le stelle sotto i suoi piedi.
E se il bosco fosse nudo,
durante il servizio di Pasqua
starebbe lì, a guardare,
come i pini in una folla di fedeli.
La morte può essere vinta
dal calore della resurrezione.







