Ex Libris su RCS75 con lo psichiatra Gianpaolo Salvatore
Ex libris, trasposizione della rubrica di salernonews24.it è da quattro anni sulle frequenze di ZONA RCS75 come rubrica quindicinale, il lunedì dalle ore| 17:00 alle 18:00. (Canale 111 DTT, FM 103.200 / 92.8 | DAB | Piattaforme digitali).
L’autore.
Gianpaolo Salvatore, psichiatra, psicoterapeuta e criminologo, è professore associato di Psicologia Clinica presso Unipegaso e fondatore e direttore dello Studio Maya, Centro di Psichiatria, Psicoterapia, Criminologia, Ricerca, Formazione di Salerno. Ha pubblicato: Terapia metacognitiva, interpersonale (con G. Dimaggio, A.Montano; R.Popolo, 2013; Corpo, immaginazione e cambiamento (con G. Dimaggio, P.Ottavi, R.Popolo,2019) e La vergogna del terapeuta (2023).
Il libro proposto: La presenza del terapeuta (Raffaello Cortina Editore).
La presenza del terapeuta è un’opera di fondamentale importanza nel panorama della psicoterapia contemporanea e in particolare nell’ambito dell’approccio cognitivo-evoluzionista e della Terapia Metacognitiva Interpersonale.
Prima di tutto si evince che la presenza del clinico non è neutra, ma è uno strumento attivo di cura. La mente del terapeuta risuona con quella del paziente ed è proprio la qualità di questa presenza a determinare l’efficacia dell’intervento.
“La presenza non è un’abilità tecnica, ma fa parte del modo di essere del soggetto-terapeuta”. Possiamo dire, semplificando, che ” Le ricette sono i modelli e le tecniche di intervento e i terapeuti sono gli chef. Si riscontrano differenze molto rilevanti tra i “piatti” cucinati da diversi terapeuti che offrono lo stesso tipo di trattamento”.
Il dr Salvatore e colleghi dimostrano che l’alleanza terapeutica e l’uso consapevole della relazione sono tecnica pura, codificabile e rigorosa. Il testo presentato non è puramente teorico: l’opera è ricca di vignette cliniche, trascrizioni di sedute ed esempi pratici su temi complessi.
Il terapeuta non si limita cioè a decodificare le parole del paziente, ma monitora costantemente anche i propri stati interni, le proprie reazioni emotive .Ciò che il terapeuta prova nell’interazione fornisce indizi fondamentali sui pazienti con disturbi di personalità o gravi difficoltà relazionali.
La qualità dell’alleanza relazionale non è dunque un quid statico, ma un processo dinamico che viene continuamente “negoziato”.
La “presenza” indica, dunque, proprio la capacità del terapeuta di rimanere in contatto autentico con il paziente anche durante le fasi di “rottura”o “resistenza”.







