Piero De Luca a Ceraso: “l’Italia è la porta dell’Europa, no alla sospensione dell’accordo di Schengen”

di Mariapia Vecchione-

“L’idea di Europa e il suo destino. Dalle origini alle sfide globali del XXI secolo” è il libro di Piero De Luca presentato ieri a Palazzo di Lorenzo,  a Ceraso, in provincia di Salerno.

L’evento, moderato dalla giornalista Carmen Incisivo,  è  stato un dibattito sul passato e il presente dell’Europa: la tappa a Ceraso, nel cuore del Cilento è la prima per Piero De Luca, membro della Camera dei Deputati della Repubblica Italiana per il Partito Democratico e Segretario Regionale in Campania, che ha dialogato con i due esponenti del PD ed Eurodeputati Lucia Annunziata e Lello Topo.

Un dialogo che ha  fatto  riflettere la cittadinanza presente sulle difficoltà che l’Europa affronta, dal risanamento sanitario post pandemia COVID-19 alla migrazione di massa partita dal Marocco e che affolla Ceuta, sconvolgendo la Spagna.

Piero De Luca, prima dell’inizio dell’incontro,  ha risposto alla nostra domanda sulle difficoltà del governatore spagnolo Pedro Sánchez in merito alla massiccia ondata migratoria di circa 70mila cittadini marocchini riversatisi sulle coste  di Ceuta, a cui ha risposto:  “L’Europa in questi anni ha ottenuto risultati importanti, anzitutto quello della pace in un continente dilaniato da sempre nella storia della guerra intestina. I risultati ottenuti sono stati importanti in termini economici e sociali: ricordo il NextGenerationUE,  nato in un momento drammatico della pandemia. Tuttavia, le criticità dell’Europa sono state molte, in particolare relative al fenomeno migratorio e alla risoluzione  necessaria alla crisi finanziaria. Ma la risposta non è tornare indietro, è  andare avanti e rafforzare l’integrazione anche sulla gestione del fenomeno migratorio. L’Italia avrebbe bisogno di più solidarietà europea perché è un paese di primo sbarco e approdo e rischia di essere penalizzato dalla chiusura o dalla gestione nazionale di un fenomeno che, invece, deve essere europeo, perché l’Italia è la porta dell’Europa. Quindi è pura demagogia e propaganda quella di questo governo di centro destra, quando dice di sospendere l’accordo di Schengen, peraltro con un atto di estrazione di massa per evitare di preoccuparsi dei problemi economici e sociali del Paese. L’Europa offre grandi opportunità, dal punto di vista della gestione del fenomeno migratorio, dovrebbe farlo sempre di più. Ma ricordiamo i temi economici e sociali: pensiamo ai fondi di coesione per rafforzare le aree interne del Mezzogiorno; quello che provo a dire nel volume presentato stasera a Ceraso è che l’Europa va rafforzata e non indebolita: il destino dell’Europa deve essere un destino di maggiore integrazione altrimenti il rischio è quello di una irrilevanza nei prossimi anni”.

Durante la presentazione del libro, anche la Eurodeputata Lucia Annunziata ha specificato l’idea di futuro europeo, che non è utopia. I popoli europei vivono la decadenza culturale, economica e sociale dell’ultimo secolo, alternata ai diritti e alla prosperità guadagnata nel tempo: “L’Europa è il secondo mercato mondiale e primo donatore di aiuti economici in paesi svantaggiati dell’Africa. – ha affermato Lucia Annunziata. “Il Malawi ha l’intero “budget nazionale” costituito in parte dagli Stati Uniti e in parte dall’Europa, naturalmente l’arrivo di Trump ha cancellato il contributo americano e noi europei abbiamo assolto a questa mancanza. I cittadini europei non sono informati, ma la verità è che molto viene fatto per i paesi terzi, ciò significa procedere nella stabilizzazione. Piero De Luca prende atto nel suo volume di un aspetto già trattato dallo studioso e linguista Umberto Eco agli inizi del 2000: l’analisi di uno spaccato che comprende la vittoria o il fallimento dell’Europa. Eco sostiene che si è vissuti con il supporto della Nato, ma successivamente al 2003 e all’attacco negli Stati Uniti in Iraq, la NATO non ha più assolto nessuna delle sue funzioni per gli USA perché  voleva raggiungere un solo scopo: dominare il territorio europeo e rafforzare quindi una grande potenza a scapito di un’altra. Successivamente alla caduta del muro di Berlino, gli americani hanno vinto sull’Europa e hanno rivolto la loro attrazione verso il Medio Oriente; Umberto Eco aveva già intuito che la Nato non era parte della nostra forza in Europa e aveva compreso che l’America ci avrebbe esclusi”.

Ma in questo scenario mondiale non tutto è perduto, l’Europa ha un ruolo e conoscerlo significa prendere atto di un cambiamento storico ineccepibile: “L’Europa non si è persa e dopo il crollo del muro di Berlino è andata avanti avendo un’ottima espressione – ha continuato  Annunziata – con un’ottima entrata di stati politici. Ma insieme a queste note positive, bisogna parlare di un presente più vicino: il COVID-19 ha sconvolto ma non ha lasciato l’Europa indifesa, il nostro Paese ha mosso cento miliardi per l’acquisto di vaccini. Parliamo poi del Sud che offre all’Europa grandi cose: il PNRR, manovre economiche che hanno permesso al PIL di aumentare e di dimostrare al Nord Italia che il Mezzogiorno non è un peso da addossarsi. L’Europa resta un patto politico con una serie di regolamentazioni, capace di diventare sempre più una istituzione democratica”.

E’ stato poi  sottolineato, da parte dell’Eurodeputata del Pd, l’influenza della destra sull’Europa: Germania e Francia saranno i prossimi Paesi a dover scegliere la propria guida politica e le destre stanno invadendo il pensiero e le coscienze dei cittadini, senza lasciare spazio al dialogo: “Credo che il problema non sia interrogare l’Europa, ma serve comprendere cosa facciamo tutti noi per l’Europa, essa non è né una madre né una matrigna, ma un esperimento politico formidabile che dura da ben ottant’anni. Non sapremo se si spezzerà, quello che sappiamo è che oggi la crisi è più Italiana che Europea”.

L’autore del libro Piero De Luca ha attraversato la storia di questa grande unione di nazioni e di genti, chiamata Europa, ampiamente trattata nel suo saggio politico.

“L’Europa” ha affermato De Luca, ” nasce in risposta alla Seconda Guerra Mondiale e i suoi valori sono la pace, la democrazia e la libertà. Si è giunti ad uno sviluppo unico negli anni: partiti dalla lira per avere una sola moneta condivisa, un Parlamento Europeo eletto dai cittadini. Ci sono stati anche momenti di crisi come la Brexit e le difficoltà dei fenomeni migratori sono ancora in corso, ma l’Europa è stata sempre in grado di rilanciarsi. Penso ad un risultato come quello ottenuto nella pandemia: si tratta di ciò che è stato creato mediante titoli di debito comune, 200 miliardi di fondi europei da assegnare e investire nelle infrastrutture, scuole, sanità e cura del territorio. Si tratta di fondi che non erano mai stati stanziati in tale proporzioni dai tempi della Seconda Guerra Mondiale e non giungono per caso, rispetto a come sottolinea il governo di Centro Destra, bensì si tratta di fondi che arrivano mediante le capacità di personalità illuminate e con professionalità a livello europeo come David Sassoli. Recuperare lo spirito pionieristico e la visione illuminata di coloro che hanno reso grande l’Europa significa non fare un esercizio di stile, ma muoversi in questo momento storico, perché è una scelta obbligata, affinché il nostro ruolo geopolitico si affermi, – conclude Piero De Luca – dobbiamo rafforzare la capacità diplomatica dell’Europa, la sua difesa e sicurezza comune”.

Ceraso, nel cuore del Cilento, conferma il suo ruolo portante, rappresentando il primo territorio in Campania in cui poter dibattere di temi che connettono la realtà locale a quella europea e mondiale, il vicesindaco del comune di Ceraso ed esponente provinciale del Partito Democratico Antonio Cerullo,  parla con soddisfazione della presentazione: “È stata un’importante serata di condivisione politica e di confronto, si è parlato del nostro futuro e dell’Europa. Ceraso è certamente la metafora di Europa: si tratta di un territorio interno del Mezzogiorno e la sfida di noi amministratori locali è quella di rendere consapevoli i cittadini del grande progetto definito Europa, che parte dal Manifesto di Ventotene e giunge oggi con i suoi significati; in questo tempo il welfare, le politiche sociali e i diritti di tutti noi si sono rafforzati, insieme agli investimenti, questo ci permette di recuperare quel gap che distanzia un territorio come Ceraso da luoghi con economie più scorrevoli. Tuttavia, queste riflessioni non devono restare vane, oggi ottenere un finanziamento europeo per la riqualificazione di un luogo deve rappresentare una sfida per noi amministratori locali: quella di imprimere nelle coscienze e nei cuori dei cittadini l’importanza del significato europeo, perché si possano sentire parte di una grande comunità e di un unico progetto che è l’Europa”.

Foto a cura di salernonews24

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Mariapia Vecchione

Mariapia Vecchione su SalernoNews24 accompagna il lettore alla scoperta di una realtà autentica, critica e audace. La sua formazione umanistica permette al suo sguardo di ricercare inestimabili meraviglie. Appassionata di arte contemporanea, fotografia, food&wine e viaggi, ma consapevole che “il viaggio più lungo è il viaggio interiore” (D. Hammarskjöld)

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