Lunedì Arte: a Torino l’Infinity Mirrored Room di Yayoi Kusama,”la principessa dei pois”
di Claudia Izzo-
Dal 31 ottobre 2026, inserita nella mostra The Quantum Effect, arriva l’’Infinity Mirrored Room di Yayoi Kusama, alle OGR di Torino, che da ex officine per la riparazione dei treni sono diventate hub di cultura contemporanea dell’innovazione e dell’arte.
Yayoi Kusama, venuta a mancare a Tokyo lo scorso 14 agosto, è stata l’artista che ha venduto più opere al mondo ed è tra i più importanti artisti del Giappone, attraversando il Minimalismo, La Pop Art, la Performance Art e Land Art, influenzando con il suo lavoro personalità del calibro di Andy Warhol, Donald Judd e Claes Oldenburg

Nata nel 1929 in Giappone Yayoi Kusama, è un’artista poliedrica che ha conquistato la scena artistica internazionale con la sua pittura, scultura, arte performativa fatta di punti, che inizia a dipingere a dieci anni, e pattern tali da farla definire “la principessa dei pois”. I pallini sono infatti un elemento ossessivo e ricorrente che parte dalle allucinazioni di cui soffriva da piccola, l’atto di coprire le superfici con pallini è vista dall’artista come un auto annullamento. Simbolo chiave del suo immaginario sono le zucche che l’artista associa al concetto di generosità.
Il suo processo creativo è rapido, furioso, memore forse del clima di isteria dell’infanzia quando mentre disegnava, la madre compariva da dietro per strapparle i disegni. Negli anni’60 realizza performance provocatorie, negli anni ’70 inizia a scrivere poesie e romanzi surreali. Dal 1977 vive volontariamente in un ospedale psichiatrico, per cercare di risolvere le allucinazioni che l’accompagnano da bambina. Per la Biennale di venzia del 1993 da vita ad una sala di specchi con zucche. Collabora con Peter Gabriel, leader dei Genesis, per il videoclip del brano Lovetown (1994) in cui riversa tutte le sue ossessioni: pois, reticoli, cibo e sesso.
L’Infinity Mirror Room, creata nel 1965, con il titolo Phalli’s Field, è una installazione pionieristica esposta nei luoghi artistici più prestigiosi al mondo, dal Museo Hirshhorn di Washington DC al Tate Modern di Londra che ha dato il via ad altre installazioni che rende omaggio a tutti coloro che sono morti a causa di bombardamenti atomici.
La Infinity Mirror Room, decorata con gli elementi caratterizzanti l’arte di Kusama, i punti, che simboleggiano l’amore, è un mondo fatto di specchi, luci LED, riflessi, oggetti sospesi e sfere colorate che portano il fruitore in una dimensione cosmica in cui il corpo dello spettatore si riflette all’infinito divenendo parte dell’opera. L’individuo così viene fagocitato dal cosmo, riflettendo le lotte interiori di Kusama con l’ansia e le allucinazioni visive. Un viaggio nell’Infinito. Un invito ad immergersi, a perdersi.
In copertina : Yayoi Kusama from “art is (Speaking Portraits) [Vol. I]” by George Quasha, (filmed approx. 2002-2005). Uploaded to Vimeo by George Quasha under CC-BY-3.0 Unported licence on April 28, 2009.







