La storia dell’ascensore: origine ed evoluzione.
Mezzo di trasporto presente in quasi tutti gli edifici e le strutture pubbliche, l’ascensore è, senza ombra di dubbio, uno strumento utile, comodo e a volte assolutamente indispensabile della nostra quotidianità. La sua introduzione, così come oggi lo conosciamo, risale a non troppi decenni fa: la sua prima comparsa dal punto di vista estetico e tecnologico contemporaneo, risale al XIX secolo. Tuttavia L’evoluzione di tale mezzo affonda, nel tempo, ai primi studi sul sollevamento non umano.


Arcaici sistemi di sollevamento venivano, infatti, utilizzati già intorno al 2900 a.C. durante la costruzione delle Piramidi, quando il trasporto dei pesanti blocchi calcarei che le compongono, richiesero l’adozione di un sistema di piani inclinati insieme a rudimentali elementi di sollevamento.

Intorno al II millennio a.C., sempre in Egitto, un semplice ma ingegnoso strumento permetteva di sollevare le acque del Nilo e alimentare i canali che innaffiavano i campi: lo “Shaduf”, un ingegnoso meccanismo composto da due pali, uniti nella parte alta da un’asse sul quale poggia una lunga pertica ai cui estremi ritroviamo un peso e un secchio.

Moltissimi anni dopo, nel III secolo a.C., il grande fisico, matematico e inventore nel campo ingegneristico, Archimede, tra le sue numerose creazioni realizzava la celebre “Vite di Archimede” per il sollevamento e il trasporto dell’acqua, ma anche sistemi all’avanguardia come il verricello, un sistema di sollevamento che anticipa di molti secoli il più conosciuto argano. Nel suo trattato “De Architectura” scritto molto probabilmente nel 15 a. C., Marco Vitruvio Pollione nel capitolo sulla Meccanica, fa riferimento a diverse apparecchiature per il sollevamento di pesi nei cantieri come paranchi o verricelli. Anche il Colosseo, nell’Antica Roma, all’interno di una pavimentazione lignea nascondeva una serie di montacarichi che permettevano il sollevamento di animali, oggetti ma anche di elementi scenografici. Fino al XVIII secolo, tuttavia, assai difficilmente possiamo rinvenire meccanismi creati appositamente per il sollevamento umano, escludendo quei pochi e rudimentali sistemi di risalita azionati a mano per raggiungere, ad esempio, alcuni monasteri collocati nei posti più impervi.


Alla fine del XIV secolo il tedesco Konrad Kieser, ingegnere e inventore di numerose macchine da guerra, ipotizzò una sorta di primordiale ascensore per il trasporto umano legato proprio alle macchine d’assedio. Nella metà del XVIII secolo, in Francia, il sovrano Luigi XV si fece progettare e realizzare da Henri-Blaise Armault, all’interno del Cortile del Cervo della Reggia di Versailles, un prototipo di ascensore a cui venne dato il nome di “Sedia volante”, una struttura azionata a mano da tre grosse funi con contrappesi e pulegge. Essa avrebbe aiutato il sovrano a raggiungere l’amante, la duchessa di Chateauroux, nel suo appartamento collocato nella soffitta della reggia; a lei poi succedette una ulteriore amante, la marchesa di Pompadour. Nel 1793 compare il primo ascensore a vite progettato da un meccanico e inventore russo, Ivan Kublin. Il prototipo viene anche commercializzato per ritrovarlo, infatti, in un palazzo a Mosca, in un altro a San Pietroburgo e, più tardi, anche in Inghilterra, nel secondo decennio del XIX secolo, nella città di Londra. Con la rivoluzione industriale, l’ascensore subisce un’accelerazione evolutiva e tecnologica, grazie anche all’ausilio della macchina a vapore di James Watt e ai suoi successivi perfezionamenti. Ricordiamo, tra i tanti prototipi, il progetto degli architetti Burton e Horner che nel 1823 realizzarono una sorta di “Sala ascendente” a vapore che trasportava, su una piattaforma, i visitatori all’interno del London Colosseum, dalla quale si poteva ammirare una grande rappresentazione della città di Londra disegnata dall’artista Thomas Hornor.

Lo stesso ascensore venne poi tecnologicamente migliorato dagli architetti Frost e Stutt con l’aggiunta di una cinghia e di un contrappeso, dando vita al sistema “The Eagle”.


Anche all’interno della Reggia di Caserta è presente una sorta di primordiale ascensore, definito come nel caso di Versailles, “Sedia volante”. Progettata dall’architetto Gaetano Genovese che la consegnò nel 1845, serviva a raggiungere i piani nobili della Reggia senza utilizzare, dunque le scale. Si componeva di un meccanismo, collocato tra il primo e il secondo piano, il cui movimento dipendeva da un sistema di ruote dentate azionate manualmente. Interessante era il sistema di sicurezza: nel caso le funi si spezzassero, esso arrestava automaticamente il movimento della “Sedia volante” attraverso un sistema di molle di acciaio collocate lungo le pareti della gabbia che conteneva l’ascensore, che spingeva una sorta di bastone metallico che si muoveva al di sotto del piano inferiore della cabina-sedia. Fino alla metà del XIX secolo, i pochi ascensori presenti nei grandi palazzi di città come Londra o New York, (più frequenti i montacarichi per sollevamento non umano) erano, in linea generale, ancora inaffidabili: molto spesso le funi si rompevano a causa del peso eccessivo ma anche per l’usura.


L’inventore e imprenditore statunitense, Elisha Graves Otis, progettò per primo un “freno di sicurezza” in caso di rottura delle funi, presentandolo in occasione dell’Esposizione Universale di New York del 1854, all’interno del Crystal Palace. L’invenzione lasciò sbalorditi i partecipanti che videro il sistema di risalita di un ascensore al quale furono tagliati improvvisamente i cavi, bloccato da un freno dentato che si azionata in assenza di tensione del cavo di sollevamento.

Grazie ad esso, finalmente, iniziava la progettazione di sicuri sistemi di risalita per le persone. Un certo omonimo di Graves Otis, ovvero Otis Tufts, progettava (brevettandola) la prima “Ferrovia verticale” con l’introduzione non più della piattaforma di sollevamento ma di una più classica cabina ascensore.

Nel 1857 venne istallato il primo ascensore, con azionamento a cinghia e motore a vapore, per passeggeri all’interno del Magazzino di Manhattan a New York il EV Haughwout.

Nel corso della seconda metà dell’800, il progresso della tecnologia favorì la progettazione di edifici sempre più grazie alla diffusione degli ascensori.

L’Equitable Life Building di Mahattan fu il primo edificio dotato di ascensori per passeggeri nel 1870, mentre in Germania, nel 1880, l’ingegnere Werner von Siemens progettava il primo ascensore elettrico, esattamente un anno dopo il treno passeggeri elettrico.

In occasione dell’Esposizione Universale di Parigi del 1889, l’ingegnere Gustave Eiffel realizzava una torre esempio di alta ingegneria delle strutture reticolari in ferro pudellato. Per raggiungere i piani alti della torre, venne realizzato anche un sistema di ascensori idraulici a pistoni articolati: lungo i piloni della struttura, le doppie cabine di risalita venivano sollecitate non da funi, bensì da un grosso pistone idraulico che seguiva l’inclinazione dei piloni.

Gli ascensori erano quindi una sorta di cabine inclinate viaggianti su rotaie, in sostituzione delle guide proprio per l’inclinazione della torre. A bilanciare il peso morto della cabina era, inoltre, un carrello contrappeso carico di ghisa che si muoveva su una ulteriore serie di binai.

Nello stesso anno della Esposizione Universale di Parigi veniva inaugurata la Funicolare del Vomero a Napoli. Anche in questo caso la tecnologia utilizzata fu quella idraulica ad acqua in contrappeso molto simile, dunque, ai sistemi di risalita della Torre Eiffel. All’inizio del XX secolo anche in Italia venne istallato il primo ascensore elettrico in Palazzo Barberini.

Nel secondo decennio del 900, la presenza del manovratore viene abolito e non molti anni dopo vennero realizzate anche le porte automatiche che presero il posto di quelle a mano. Nel corso del XX secolo assistiamo a importanti apporti tecnologici come la regolamentazione elettronica della velocità, l’eliminazione del vano macchina attraverso apparecchiature di comando più compatte e riduzione degli spazi verticali di sicurezza nel vano ascensore. Oggi sono principalmente presenti ascensori eleodinamici (con centralina idraulica, cilindro e pistone, la cabina e il quadro elettrico) ed ascensori elettrici (argano, cabina passeggeri, contrappeso, funi di trazione e quadro elettrico; entrambi le tipologie contemplano, ovviamente, dispositivi di sicurezza appropriati.







