E’ venuto a mancare l’Architetto Cesare Fanelli, artista visionario
di Claudia Izzo-
E’ venuto a mancare, nella sua amata Forino (AV), l’architetto Cesare Fanelli, professionista e figura artistica straordinaria e profondamente legata al suo territorio.
Dopo gli studi classici e la laurea in Architettura all’Università Federico II di Napoli, fonda nel 1969, lo Studio Fanelli ad Avellino, dove oggi collaborano oltre cinquanta tra architetti, ingegneri, geologi, geometri e periti agrari operativi anche nelle sedi di Napoli, Roma, Terni, Perugia e Firenze.
Cesare Fanelli, discendente del poeta Cesare Antonio Fanelli, nato a Forino nel 1659 e morto a Napoli nel 1720, le cui opere sono presenti nelle principali biblioteche europee, inizia a dipingere “per motivi esistenziali”. La sua unicità risiede proprio nella sua doppia anima di pittore e architetto, due discipline che non ha mai tenuto separate, ma che ha costantemente fuso per dar vita a un linguaggio visivo personalissimo.
Nel panorama artistico contemporaneo, Cesare Fanelli è riuscito a scardinare i limiti della tela bidimensionale grazie alla sua formazione e sensibilità di architetto. Il suo stile si distingue per alcune cifre espressive uniche. Le sue opere pittoriche non sono semplici rappresentazioni, ma vere e proprie “costruzioni” dello spazio. C’è un rigore strutturale che dialoga costantemente con la libertà lirica del colore, una sorta di geometria emozionale. Spesso la superficie pittorica si fa plastica, quasi tridimensionale, incorporando texture e volumi.
Il suo stile è profondamente radicato nei colori della sua terra. Le sfumature calde del legno, il grigio della pietra locale, i contrasti di luce delle valli irpine e la solennità dei palazzi storici di Forino tornano costantemente come archetipi visivi nelle sue opere.
Riproduce nella sua vita oltre cinquecento “falsi d’autore” esposti in sale monografiche a Villa Marika, di sua proprietà.
Autore di “Siamo un unico IO” ha sempre cercato con grande profondità critica e in modo mai banale l’essenza delle cose, la bellezza dell’essere, dando vita ad un suo studio approfondito sul mondo e sull’ essere umano.
Appena qualche tempo fa fu segnato dalla morte dell’adorata moglie Marika, conosciuta da ragazzo, compagna di vita e di infiniti progetti.
Con la sua eleganza e signorilità di altri tempi, non perdiamo solo un professionista ma un uomo ricco di umanità, un visionario, uno zio indimenticabile.







