Lunedì Arte: A Roma la mostra Rembrandt “Nero assoluto – La rivoluzione dell’incisione”

di Claudia Izzo-

Cinquanta acqueforti provenienti da collezioni pubbliche e private che conducono il fruitore nel mondo dell’evoluzione artistica di uno dei più grandi maestri del ‘600: è questa la mostra Rembrandt. Nero assoluto – La rivoluzione dell’incisione, che si terrà  presso il Museo Storico della Fanteria dell’Esercito Italiano, a Roma,  promossa dal Ministero della Difesa.

Con apertura rinviata fino a marzo 2027, per inserire nuovi prestiti, la mostra, curata da Patrizia Foglia,  si apre con autoritratti incisi, procede con ritratti tra cui l’Autoritratto con Saskia (1636), la moglie, scelto come immagine della mostra, ed ancora paesaggi, vedute urbane, scene di vita quotidiana in una Amsterdam  tra mercanti e botteghe per poi arrivare ai soggetti biblici ed evangelici dove il divino dialoga con un’umanità ferita.

Tra tirature, edizioni postume, morsure ed inchiostrazioni, tra neri e vibrazioni di luce, la mostra  restituisce il ritratto dell’artista  Rembrandt van Rijn (Leida, 1606 – Amsterdam, 1669), che ha saputo indagare l’animo umano lasciando un segno profondo.

Rembrandt viene generalmente considerato uno dei più grandi pittori della storia dell’arte europea e il più importante di quella olandese.

Sebbene celebre per la pittura, è proprio nella grafica calcografica — e in particolare nell’acquaforte — che Rembrandt ha rivoluzionato il linguaggio artistico moderno, trasformando l’incisione da pura tecnica di riproduzione a mezzo d’espressione autonoma, intima e sperimentalem. Rembrandt trattò la lastra di metallo (principalmente rame) con la stessa libertà e spontaneità con cui trattava la tela o il foglio da disegno. Raramente si limitava all’acquaforte pura. Utilizzava la puntasecca per creare il caratteristico effetto della bava di rame, ottenendo toni vellutati, neri profondi e sfumature morbide. Rifiniva poi i dettagli con il bulino. Rifiutò il tratteggio geometrico e rigido tipico degli incisori del suo tempo. Usava linee incrociate, fitte, talvolta apparentemente caotiche, capaci di restituire drammatici contrasti di chiara e scura luce (il celebre chiaroscuro rembrandtiano). Non puliva completamente la lastra prima della stampa: lasciava un velo leggero d’inchiostro sulla superficie non incisa per creare atmosfere calde, penombre e suggestioni luminose sempre diverse. Stampava su carte differenti, inclusa la pregiata carta del Giappone e la pergamena, per sfruttare le diverse capacità di assorbimento dell’inchiostro e variare il valore pittorico della stampa. Rembrandt continuava a rielaborare la stessa lastra anche a distanza di anni, lasciandoci diverse versioni (“stati”) di una medesima opera, testimonianza del suo continuo processo di ricerca e ripensamento.

Gli orari di apertura della mostra saranno i seguenti:

  • Lunedì-venerdì, ore 9.30 – 19.30
  • Sabato, domenica e festivi, ore 9.30 – 20.30

Ultimo ingresso 30 minuti prima della chiusura

Claudia Izzo

Claudia Izzo

Claudia Izzo, giornalista con oltre vent'anni di esperienza. Direttrice di salernonews24.it che nasce a Salerno e tratta notizie locali, nazionali e internazionali, fonda e dirige campanialife.it e cetaranotizie.com, focalizzate sulla valorizzazione del territorio.E' ideatrice e organizzatrice del Premio Nazionale Aristeia e di iniziative culturali sul territorio nazionale. Già membro della Commissione Cultura dell'Ordine dei Giornalisti della Regione Campania per il triennio 22/24, è attualmente membro del Consiglio di Disciplina Territoriale per il triennio 25/27. Docente di Giornalismo presso istituti scolastici di diverso ordine e grado è stata ghost writer per tre campagne elettorali. Ideatrice e conduttrice della rubrica Ex Libris sull'emittente RCS75, è ideatrice e coautrice del libro 'La Primavera Fuori.31 scritti al tempo del Coronavirus.( Il Pendolo di Foucault). Coniuga l 'impegno editoriale con una profonda attività di promozione culturale e saggistica: si occupa di comunicazione, storia, design e territorio.

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