Lunedì Arte: Roma, a Palazzo Bonaparte la retrospettiva di Vassily Kandinsky

di Claudia Izzo-

A Roma, a Palazzo Bonaparte dal 15 settembre al 14 febbraio si può visitare una grande retrospettiva su tutta la vita artistica di uno dei padri dell’astrattismo, Vassily Kandinsky.

Oltre 70 sono le opere che provengono dal Centre Pompidou di Parigi, attualmente chiuso per restauro,  per una mostra organizzata e prodotta da Arthemisia  e curata da Angela Lampe. Il prestigioso museo francese conserva, infatti, la più grande collezione del maestro grazie alle donazioni ed al lascito della moglie Nina Kandinsky.

Nella mostra trovano uno spazio centrale  le opere del periodo compreso tra il 1911 e il 1914, come L’Arco nero (1912), Gelb-Rot-Blau (1925). Nella mostra anche i colori utilizzati dal maestro,  la musica che influenzò la sua poetica il tutto contemplato in  un’esperienza immersiva per ‘danzare’ tra i colori.

Per  Kandinsky i colori potevano esprimere emozioni a avere un effetto benefico simile a quello che crea la musica sull’animo umano, di qui le sue opere capaci di trasmettere sensazioni attraverso colori, linee, forme aprendo la strada all’arte moderna. Ecco come il giallo dotato di una follia vitale viene paragonato al suono di una fanfara; il blu al suono di un flauto; il rosso, caldo, irrequieto al suono di una tuba;l’arancione ad una campana; Il verde ha i suoni caldi di un violino Con il maestro russo non bisogna chiedersi- cosa rappresenta una sua opera-  ma comprendere il suo linguaggio fatto di colore e forme.

    Kandinsky pittore russo naturalizzato francese, nasce a Mosca nel 1866 da un ricco commerciante di tè. Dopo il divorzio dei genitori si trasferisce ad Odessa a casa della zia dove riceve le prime lezioni di disegno, dopo che da bambino, durante un viaggio a Venezia con i genitori, si era innamorato delle luci notturne della città.  sembra destinato alla carriera universitaria. Intorno ai trent’anni decide invece di lasciare tutto e trasferirsi a Monaco per studiare pittura. Sono due i momenti fondamentali del giovane Kandinsky in cui viene traghettato in quello che sarà il suo mondo artistico: innanzi ad uno dei Covoni di Claude Monet, Kandinsky resta colpito dalla capacità del colore di suscitare emozione anche quando il soggetto diventa quasi irriconoscibile. Il secondo è musicale. Al Teatro Bol’šoj ascolta il Lohengrin di Richard Wagner e intuisce che anche la pittura potrebbe funzionare come la musica, senza dover descrivere necessariamente un oggetto o una scena reale.

    Nel 1892 Kandinsky si laurea in legge  e nello stesso anno decide di sposare la cugina Anna Čimjakina, che aveva conosciuto all’Università di Mosca e con la quale aveva stabilito un rapporto di grande intesa e affinità intellettuale. Nel 1896 rifiuta un posto di docente all’Università di Dorpat in Estonia, per studiare arte presso l’Akademie der Bildenden Künste di Monaco di Baviera dove è allievo di Franz von Stuck. Si stabilisce nel quartiere di Schwabing, in seno a una grande comunità di artisti, rivoluzionari russi, musicisti, scrittori e persone creative in generale. Nel 1901 Kandinskij vi fonda il gruppo Phalanx, dove tiene un corso di nudo anatomico. Tra il gruppo dei suoi studenti conosce la sua futura compagna di vita Gabriele Münter. Con l’obiettivo principale di introdurre le avanguardie francesi nell’ambiente artistico tradizionalista di Monaco, apre una scuola in cui tiene lezione. I suoi dipinti dei primi anni del secolo sono paesaggi eseguiti a spatola, all’inizio ombrosi, e poi di un’intensità quasi fulva; dipinge anche temi fantastici derivanti dalla tradizione russa o dalle leggende del medioevo tedesco; questo periodo è caratterizzato dalla sperimentazione tecnica, in particolare dell’uso della tempera su carta scura, per dare l’illusione di una superficie illuminata da dietro in trasparenza. Nel 1903 si trasferisce in Italia a Torino, poi in Sudafrica (dove esporrà in seguito alcune sue opere) e in Russia.Nel 1910 produce il suo primo acquerello astratto, dove nelle macchie più scure predominano due colori, il rosso e l’azzurro, che evidentemente considera relazionati perché si trovano sempre insieme. «Il rosso è un colore caldo e tende a espandersi; l’azzurro è freddo e tende a contrarsi” Kandinskij non applica la legge dei contrasti simultanei, ma la verifica; si serve di due colori come di due forze controllabili che possono essere sommate o sottratte e, secondo i casi, cioè secondo gli impulsi che riceve, si avvale di entrambi affinché si limitino o si esaltino a vicenda. Ci sono anche segni lineari, filiformi; sono, in un certo modo, indicazioni di movimenti possibili, sono tratti che suggeriscono la direzione ed il ritmo delle macchie che vagano sulla carta. Danno movimento a tutto l’acquerello» (Argan).

    «L’artista deve cercare di modificare la situazione riconoscendo i doveri che ha verso l’arte e verso se stesso, considerandosi non il padrone, ma il servitore di ideali precisi, grandi e sacri. Deve educarsi e raccogliersi nella sua anima, curandola e arricchendola in modo che essa diventi il manto del suo talento esteriore, e non sia come il guanto perduto di una mano sconosciuta, una vuota e inutile apparenza. L’artista deve avere qualcosa da dire, perché il suo compito non è quello di dominare la forma, ma di adattare la forma al contenuto.[4]»

     

     

     

    Orario apertura: dal lunedì al giovedì 9.00–19.30, venerdì, sabato e domenica 9.00–21.00.

    Claudia Izzo

    Claudia Izzo

    Claudia Izzo, giornalista con oltre vent'anni di esperienza. Direttrice di salernonews24.it che nasce a Salerno e tratta notizie locali, nazionali e internazionali, fonda e dirige campanialife.it e cetaranotizie.com, focalizzate sulla valorizzazione del territorio.E' ideatrice e organizzatrice del Premio Nazionale Aristeia e di iniziative culturali sul territorio nazionale. Già membro della Commissione Cultura dell'Ordine dei Giornalisti della Regione Campania per il triennio 22/24, è attualmente membro del Consiglio di Disciplina Territoriale per il triennio 25/27. Docente di Giornalismo presso istituti scolastici di diverso ordine e grado è stata ghost writer per tre campagne elettorali. Ideatrice e conduttrice della rubrica Ex Libris sull'emittente RCS75, è ideatrice e coautrice del libro 'La Primavera Fuori.31 scritti al tempo del Coronavirus.( Il Pendolo di Foucault). Coniuga l 'impegno editoriale con una profonda attività di promozione culturale e saggistica: si occupa di comunicazione, storia, design e territorio.

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