Intervista a Vincenzo Borsa, il dolore per il femminicidio di Anna, il coraggio di reagire

di Claudia Izzo-

Incontro Vincenzo Borsa ad un evento, i suoi occhi color cielo mi ricordano subito quelli della sorella, Anna Borsa, la giovane donna di 30 anni uccisa a Pontecagnano il 1 marzo 2022 dall’ex compagno. Una storia che ha aperto una voragine nella comunità e ovunque. Un altro femminicidio.

Anna, quando è successa la tragedia, si trovava nel salone da acconciatore in cui lavorava, a Pontecagnano Faiano. Lì il suo ex compagno, Alfredo Erra, entra due volte, con la scusa di volerla salutare prima di andar via da Salerno, ma l’uomo, la seconda volta estrae dalla tasca la pistola e le spara. Anna cadde in una pozza di sangue. Alfredo Erra si spara a sua volta un colpo che però non lo uccide, andandosi a conficcare nella calotta cranica. Ancora in vita, con un piano riuscito a metà, l’uomo apre il fuoco contro il nuovo fidanzato di Anna e scappa via. E’ questa la cronaca di una storia di un ennesimo uomo che non accetta la fine della propria relazione d’amore. La tragedia si consuma dopo un periodo terribile in cui Anna non ha trovato la forza di denunciare il suo ex.

 

Vincenzo, modello per otto anni, ha vissuto tra Milano e Bologna, poi è tornato a Pontecagnano dove ha aperto un negozio di abbigliamento. Ha gli “occhi belli” come la sorella, ma quegli occhi celano un dolore che è diventato una costante nella sua vita. Vincenzo ha capito che questo dolore che ha messo in ginocchio lui e tutta la famiglia andava dominato facendo qualcosa che gli facesse riprendere in mano la sua vita. Trasforma così il dolore in un percorso di sensibilizzazione e sostegno alle donne che si trovano ad affrontare situazioni di violenza. Dà vita ad un’associazione in nome della sorella, di cui è il presidente.

Come hai reagito a questo dolore?
Ho capito che Anna è sempre con me, e dovevo reagire. Nasce così un paio di anni dopo la tragedia l’Associazione Anna Borsa, che nasce proprio per rendere viva la memoria di Anna, per aiutare le donne in difficoltà per uscire da quel tunnel da cui Anna non è mai uscita. L’importante è sapere che questa nuova realtà contribuisce ad aiutare persone che sono in difficoltà. E’ una sorta di rampa di lancio per i centri antiviolenza, un primo contatto con una realtà esterna a cui chiedere aiuto.

Da dove arrivano le richieste d’aiuto?

Ci contattano dalla Campania ma anche da Roma, Milano, Firenze. Inizialmente ci chiedono consigli, poi si parla e le persone tendono sempre ad aprirsi. Parlano con il dolore in bocca. Una donna mi disse: “tu sei l’anima di tua sorella che fa uscire il coraggio a noi donne”, si sentono messe a proprio agio e si sentono in un contesto in cui possono raccontare i loro dubbi, a volte il loro errore.

Come è organizzata l’associazione?

L’associazione procede con l’avv. Stefania De Martino, in stretto contatto con tanti centri antiviolenza.

 

C’è stato un momento in cui hai capito che la strada che percorrevi in nome di tua sorella Anna era quella giusta?

Ci ha contattato una donna sulla quarantina della provincia di Napoli. La sua era una relazione fatta di violenza, tossica. Il marito si divertiva a spegnerle le sigarette sulla mano. Quando me lo raccontava io ho sentito Anna dirmi “tendile la mano”. Questa donna ha trovato il coraggio di reagire. Ha seguito un percorso sanitario, ha trovato un uomo che la ama e si è sposata, andando a vivere in un altro paese.  

 

Come reggi il peso di tutto questo?

Quando penso di non farcela tra ricordi e dolore c’è una voce che mi dice “fai quello che avrebbe fatto Anna”. E vado avanti.

 

Che idea ti sei fatto dalle dinamiche che le ragazze ti raccontano?

Ho capito anche che il problema sta nel fatto che alle ragazze, alle donne, spesso piace la visione dell’uomo che decide per due, spesso è vivo in loro un desiderio di protezione perchè il più delle volte provengono da famiglie con situazioni disagiate e per loro la prevaricazione, le varie forme di violenza, psicologica e fisica, non sono campanelli d’allarme. Una ragazza mi diceva: ” a me piace quando mi fa sentire debole”, quando fa il geloso pazzo”, “quando decide tutto lui”, “quando litiga con gli altri per me”.  Alla fine ho capito che  veniva da una famiglia in cui il padre maltrattava la madre. Credo che gli insegnamenti, i valori che ti trasmettono a casa, li porterai sempre con te.

Un caso mi colpì: una ragazza chiamò in associazione ma chiudemmo la conservazione con lei che diceva che queste parole non le servivano.  Dopo sei mesi mi contattò via whatsapp  ma era come se le domande non me le facesse lei, allora, andai dritto e le dissi di venire in sede con il suo fidanzato. Dopo tempo mi ha ricontattato ringraziandomi del fatto che avevo capito che a scrivere non era lei e che la mia risposta salvò la situazione, oggi è fidanzata con un altro ragazzo e l’ex è in carcere per problemi inerenti alla droga.

 

Cosa è per te l’amore?

Penso che la morte di Anna mi abbia fatto capire che l’amore è qualcosa di grande, che nonostante le sofferenze posso combattere perchè la vita, anche se fa male, è bella, quindi l’amore è l’unica cosa che ti fa mettere da parte il dolore.  Io dedico ad Anna ciò che sono oggi. Sento che è sempre poco ciò che faccio per lei.

 

Stasera, tutti uniti nel ricordo di Anna e di tutte le donne vittime di femminicidio…

Si…stasera alle ore 20 saremo tutti presso il Campo Comunale di Pontecagnano Faiano- Stadio “XXII Giugno 1978” per trasformare il dolore per una perdita in un impegno concreto, continuando a parlare di violenza sulle donne e sostenendo chi ha bisogno di aiuto. Una serata che unisce sport, musica, danza e solidarietà. Noi vogliamo ricordare Anna, così, mantenendo alta l’attenzione su quella piaga che sono la violenza, l’odio, i femminicidi.”

Il momento centrale della serata sarà una partita di beneficenza che vedrà scendere in campo amici e familiari di Anna. Il ricavato sarà destinato al reparto di Pediatria dell’Ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno e al sostegno delle donne vittime di violenza. Accanto allo sport ci saranno anche momenti di confronto e testimonianza, con la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni e delle realtà del territorio. Alla manifestazione saranno presenti il sindaco di Pontecagnano Faiano Giuseppe Lanzara, l’assessora Roberta D’Amico, con deleghe, tra le altre, a Sanità e Pari Opportunità, l’avvocata Stefania De Martino, legale della famiglia Borsa, la professoressa Maria Di Serio, in rappresentanza del Coordinamento provinciale Donne ANPI, Marco Rago, referente del 3° settore Donation Italia, oltre al Centro Antiviolenza di Pontecagnano e all’imprenditore Gianfranco Marotta. Una parte della serata sarà dedicata anche ai più piccoli, con gonfiabili e animazione realizzati in collaborazione con la ludoteca “Il Paese delle Meraviglie”, realtà di Pontecagnano Faiano di Fabio Zottola. Non mancherà la musica. Sul palco si esibiranno Diana Senatore, cantante e cantautrice, Counsellor Professionista e professionista del benessere integrato, e Angela Raffaela Di Santi, artista salernitana classe 2011, che ha maturato esperienze nel canto, nel pianoforte, nell’arpa, nella recitazione e nel musical theatre. Spazio anche alla danza con Orly Group Dance e Dance Evolution 2.0, che saranno protagoniste di una coreografia speciale dedicata ad Anna Borsa. A condurre la serata sarà la giornalista e speaker Miriam Bella.

 

Claudia Izzo

Claudia Izzo

Claudia Izzo, giornalista con oltre vent'anni di esperienza. Direttrice di salernonews24.it che nasce a Salerno e tratta notizie locali, nazionali e internazionali, fonda e dirige campanialife.it e cetaranotizie.com, focalizzate sulla valorizzazione del territorio.E' ideatrice e organizzatrice del Premio Nazionale Aristeia e di iniziative culturali sul territorio nazionale. Già membro della Commissione Cultura dell'Ordine dei Giornalisti della Regione Campania per il triennio 22/24, è attualmente membro del Consiglio di Disciplina Territoriale per il triennio 25/27. Docente di Giornalismo presso istituti scolastici di diverso ordine e grado è stata ghost writer per tre campagne elettorali. Ideatrice e conduttrice della rubrica Ex Libris sull'emittente RCS75, è ideatrice e coautrice del libro 'La Primavera Fuori.31 scritti al tempo del Coronavirus.( Il Pendolo di Foucault). Coniuga l 'impegno editoriale con una profonda attività di promozione culturale e saggistica: si occupa di comunicazione, storia, design e territorio.

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