Palestina, voci dal Cilento
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Mariapia Vecchione- Aprile 20, 2026
di Mariapia Vecchione-Il Cilento si impegna per la lotta al genocidio del popolo di Palestina. Lo scorso 8 aprile si è svolta una mobilitazione pacifica per segnalare la scelta dell’Hotel Ariston di Capaccio Paestum che ha offerto soggiorno a turisti israeliani. Tuttavia non è stata confermata la presenza fra questi, dell’ex generale Ofter Winter nel periodo pasquale.
Nelle ultime ore, successivamente al sit-in di protesta abbiamo interloquito con Cristina Carraturo, lei per prima si è mobilitata come parte del comitato Cilento Palestina, per contrastare un fenomeno che sembra diffuso in Italia, oltre che in Campania e nella fascia costiera che interessa il Cilento: accogliere vacanzieri Israeliani nelle strutture alberghiere come se nulla fosse e nessuna strage umana fosse mai accaduta.
Ad oggi l’Hotel Ariston nega ogni possibilità di risposta in seguito agli accaduti, sostenendo che non c’è nulla di cui replicare.

Il comitato Cilento Palestina attraverso la voce di Cristina Carraturo sottolinea: “Questo sit-in è stato successivo ad un primo la cui affluenza era minore. Questo del giorno 8 aprile ha registrato rappresentanze di vari gruppi impegnati nella provincia di Napoli e Salerno a sostegno del popolo palestinese, una manifestazione i cui partecipanti erano schierati ai fini di un tema importante e quest’ultimi erano di ogni fascia d’età: dai 20 anni agli 80 anni, il tema è inter generazionale, forte la presenza femminile fra i manifestanti. Questa mobilitazione ha unito dagli 80 ai 100 partecipanti, ma il lavoro di oggi è frutto di molti interventi sul territorio. Noi come comitato ci siamo aggregati nel gennaio del 2025, affinché anche nel Cilento si mostrasse solidarietà al popolo della Palestina, a cui sono negati i propri diritti. Da oltre un anno ci mobilitiamo per cause di varia natura, dimostrando che il genocidio e le cause di questi avvenimenti oltre natura toccano più sfere sociali: la nostra attenzione è rivolta alla campagna internazionale Bds (Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni). Quest’ultima riguarda il boicottaggio di prodotti commerciali la cui provenienza è Made in Israel, talvolta non si può risalire al prodotto e attraverso la campagna Bds si ha una intensa mobilitazione internazionale per isolare il fenomeno, il quale coinvolge non solo multinazionali ma anche banche, l’economia mondiale è coinvolta”.
Come nasce la mobilitazione delle scorso 8 aprile dinnanzi all’Hotel Ariston?
“Da diverse segnalazioni si è appresa subito la notizia che poteva esserci, insieme ai turisti, l’ex generale Ofter Winter. Ma si assiste ad un fenomeno diffuso in Italia: la Sardegna, il Veneto, Le Marche offrono ospitalità attraverso le loro strutture a turisti Israeliani”.
Un’altra voce della protesta è quella di “Io ero in rappresentanza di Femminile Palestinese, un progetto che porto avanti insieme a Maria Rosaria Greco, ex funzionario della Provincia di Salerno: “molte altre persone impegnate sin dal 2014, questo nostro impegno si occupa di promuovere la cultura palestinese, perché attraverso la cultura si può far predominare una narrazione diversa da quella predominante che ormai da decenni va avanti. A Capaccio Paestum si è svolta una protesta che dimostra quanto la situazione sia incresciosa. Attraverso Femminile Palestina mostriamo il rispetto per il popolo Palestinese e si cerca di sensibilizzare su quanto accade a questo popolo, ma è importante sottolineare il rispetto del diritto internazionale. Dunque, ciò che è avvento all’interno dell’Hotel Ariston e nelle sale del suo centro congressi non si può trascurare. È noto che inizialmente le porte della struttura erano aperte all’ex generale Ofter Winter, un ricercato per il quale si è svolta una precedente mobilitazione nazionale la cui richiesta era l’arresto per i sospetti crimini di guerra. Non è un caso la rinuncia da parte dell’ex generale Winter a quello che doveva essere un raduno di altri riservisti israeliani all’interno dell’Hotel Ariston”.
Nella striscia di Gaza cosa continua ad accadere…
“A Gaza dal 7 ottobre 2023 le persone che hanno necessità di curarsi oltre la striscia continuano a morire. Si tratta di bambini, malati oncologici, e coloro che soffrono di malattie croniche per cui è necessario un intervento sanitario funzionante, lì ormai le forniture mediche, il carburante e gli ospedali sono rasi al suolo. Si registrano almeno 10 morti al giorno nell’attesa di ricevere da Israele il permesso di valicare il confine di Rafah: il confine a sud di Gaza che apre le porte sull’Egitto, l’unica via di uscita per i Palestinesi che hanno necessità di curarsi oltre la striscia. Ma questo valico dal 2024 continua ad essere controllato da Israele, mentre i militari israeliani si godono le vacanze in Italia, i bambini che hanno bisogno di cure mediche attendono il permesso per superare il valico e sperare di vivere”.
L’Hotel Ariston ha accolto i riservisti israeliani, ad oggi è a discrezione delle strutture ricettive la scelta di ospitare riservisti israeliani. Il nostro Stato ha fornito delle indicazioni a riguardo?
“Ci sono alcune nazioni che hanno vietato l’ingresso a cittadini con passaporto israeliano. l’Europa ha inviato pacchetti di sanzioni quando la Russia aveva invaso un paese sovrano, nel caso di Israele non si parla di sanzioni ma di denunce da parte delle corti penali internazionali. Finché non si avrà però una presa di posizione vera e propria le cose non cambieranno. Il diritto internazionale vieta di instaurare collaborazioni che generano complicità e responsabilità precise con chi ha coinvolgimenti nei crimini di guerra e crimini contro l’umanità. Gli alberghi che ospitano persone possibilmente coinvolte nei crimini di guerra, senza alcune remore, è chiaro che la popolazione civile è chiamata in causa per protestare e richiamare al rispetto del diritto internazionale”.
Cosa rispondere a chi sostiene che i gruppi Pro Pal facciano vincere la loro idea con violenza e che le loro proteste siano una scusante, questa protesta a Paestum dimostra che il tutto è avvenuto pacificamente…
“Non solo non c’è stata alcuna violenza all’evento di protesta avvenuto dinnanzi all’Ariston, ma eravamo accompagnati dalla polizia, i carabinieri e la polizia municipale che con fermezza svolgevano il loro lavoro. Anche le forze armate come noi intenti a protestare ha ricevuto da un uomo a volto bendato che si è sporto sui piani alti dell’Hotel Ariston il lancio delle uova e dei cubetti di ghiaccio. Questo evidentemente è il loro linguaggio, non il nostro. Chi era lì voleva dimostrare pacificamente che non esiste la via delle guerriglie e dei bombardamenti. Io rifiuto categoricamente la definizione Pro Pal, questo perché ci si muove si più livelli di comunicazione”.
Cosa significa rifiutare la definizione Pro Pal ?
“Il rifiuto indica sapersi muovere su più livelli di comunicazione, in primo luogo quello culturale. Insieme alla Fondazione A. Gatto ho organizzato coinvolgendo dei poeti palestinesi un evento che vuole animare le coscienze attraverso la cultura. Nel cinquantesimo della scomparsa del poeta salernitano Alfonso Gatto, abbaino voluto ricordarlo per il suo impegno civile e per il suo antifascismo affinché le nostre vite abbiano un significato che non sia solo di militanza immediata, perché la cultura può farci comprendere il rispetto del diritto internazionale, la Palestina è solo uno degli esempi. Quando c’è un regime coloniale feroce come quello di Israele la mobilitazione deve essere collettiva e negli ultimi due anni è stata globale, mai si era registrata una pulizia etnica con una simile crudeltà. Parlo di Gaza ma anche della Cisgiordania, di Gerusalemme Est, in cui avvengono altre spiacevoli cose, per questo mi rifiuto di essere considerata Pro Pal, mi muovo per il rispetto dei diritti umani e civili che oggi è importante tutelare”.






