Premio Alfonso Gatto 2026 conferito a Franco Buffoni, intervista al Prof Salerno
di Gaetanina Longobardi
A Salerno, presso la Galleria d’arte “Il Catalogo”, il premio Alfonso Gatto edizione 2026 è stato conferito a Franco Buffoni, poeta,saggista, traduttore e critico letterario di Gallarate, una delle voci poetiche più significative della lirica italiana di fine Novecento e della scena contemporanea.
Abbiamo chiesto al professore Vincenzo Salerno, Direttore del Centro Interdipartimentale di Ricerca “Alfonso Gatto” e docente di Letterature comparate presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Salerno, di raccontarci le motivazioni di questa importante iniziativa che scrive pagine di storia esemplari per la città di Salerno.
Professore Salerno, è evidente il collegamento tra Gatto e Buffoni: entrambi poeti, scrittori, critico d’arte, critico letterario italiano. Ma ci sono differenze tra metodo e contenuto?
«Le evidenti connessioni sono legate al fatto che si tratta di due poeti impegnati civilmente nei fatti di rilievo della loro contemporaneità e nel fatto che tutti e due abbiano avuto anche un approccio critico rispetto ai temi della poesia, rispetto ai temi della loro contemporaneità, della politica, dell’impegno civile, dell’arte nel caso di Gatto come fatto pittorico, e della critica letteraria e della traduzione nel caso di Buffoni. E questi sono i punti di convergenza e sono al tempo stesso anche i punti di distanza tra i due».
Parliamo della funzione dell’uso della poesia. Una poesia può servire a combattere contro le difficoltà? Come, ad esempio, far capire i propri comportamenti quanto possano essere dolorosi per gli altri?
«Sì, la poesia è sicuramente uno strumento di risposta alle difficoltà del quotidiano. Lo è la poesia contro la guerra di Gatto, lo è la poesia che è anche testimonianza di fatti luttuosi, tristi, del privato, del vissuto di Gatto. Lo stesso vale per Franco Buffoni. Tuttavia, non bisogna limitare la loro poesia soltanto ad un fatto di tipo intimistico. In molti casi, quello è uno spunto per produrre anche una poesia che sa discutere con altri temi e che sa camminare da sola con la voce autonoma della poesia».
La penna è uno strumento di lotta?
«La penna è sicuramente uno strumento di lotta per entrambi, ma è uno strumento mai usato in maniera, diciamo, così artificiale o artificiosa. Non è una lotta polemica, ma è una lotta politica nel senso più nobile del termine, fortemente ideologizzata e sempre dalla parte di un impegno sociale civile che accomuna i due autori».
Si può valutare una modalità del mutamento poetico di Buffoni? È una concezione alta di poesia per diverse vie, ambiti di interessi e metodi?
«Sicuramente è difficile cogliere i mutamenti che sono stati molteplici nella scrittura di Buffoni. Lui stesso ricorda il passaggio nato da una poesia erudita e molto più da professore ad una poesia molto più poetica e legata anche ad altre suggestioni. È una poesia che sicuramente risente delle tre anime di Buffoni, cioè del critico saggista, del traduttore e del poeta in proprio e tutte e tre vanno accostate a momenti diversi della biografia di Franco Buffoni».
Non si contano i profili generali dei temi che la poesia di Buffoni tratta. Tuttavia, la dialettica deve cogliere l’arte nel suo complesso? C’è una dimensione polemica nel valore interpretativo generale?
«La dialettica di Buffoni è sicuramente una dialettica poetica propositiva perché parte da temi specifici, però, poi riesce a sublimare la scrittura in una funzione artistica che è complessiva e che trascende dal singolo episodio e che sa parlare appunto in maniera alta, elevata anche a interlocutori, a lettori, ad ascoltatori lontani per generazione, per interessi, per gusti. Quindi la dimensione polemica di Buffoni, molte volte non è artificiosa o artificiale, ma è sicuramente propositiva e di stimolo per il lettore».
Torniamo ad Alfonso Gatto. Voglio che la poesia sia la sola a dire chi sono, come sono vissuto e perché, e con la naturalezza che le è propria. Questo mi basta. Quali sono i prossimi appuntamenti?
«I prossimi appuntamenti riguarderanno un convegno internazionale che terremo a novembre all’Università di Salerno e che farà un poco il punto sugli studi recenti di Gatto, anche in maniera trasversale. Ci sarà la proiezione di un docufilm, ci sarà una mostra di libri d’artista, ci sarà un reading poetico e ci saranno studiosi di Gatto che da angolazioni diverse racconteranno Gatto e la poesia, Gatto e la scrittura in prosa, Gatto e il cinema, Gatto e la televisione e i media, Gatto e l’arte. Quindi, nella speranza o con l’auspicio, di rendere ancora fruibile, leggibile e godibile la poesia di uno dei più importanti poeti del Novecento italiano.”







