Intervista esclusiva al prof Paolo Ascierto, oncologo di fama mondiale

di Claudia Izzo-

L’oncologo Paolo Antonio Ascierto, originario di Solopaca, ha dedicato la sua attività clinica e di ricerca alla prevenzione e cura del cancro occupandosi di melanoma e di immunoterapia dei tumori salendo ai vertici, come massimo esperto di melanoma al mondo, della  classifica stilata da Expertscape per il suo impegno nella ricerca scientifica.

E’ direttore dal 2013  dell’Unità di Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative dell’Istituto nazionale per lo studio e la cura dei tumori – fondazione Giovanni Pascale di Napoli e presidente della Fondazione Melanoma, che sostiene progetti di ricerca e campagne di sensibilizzazione e informazione per i cittadini.

Dopo aver ricoperto ruoli in commissioni oncologiche nazionali tra cui l’ équipe di esperti presieduta da Umberto Veronesi che lavora alla pianificazione e progettazione del piano oncologico nazionale, dopo  essere stato presidente dell’Intergruppo Melanoma Italiano (IMI), organizzatore e ideatore della manifestazione “Metti il Melanoma Fuorigioco”,   dal 2014 presidente della Società Campana di ImmunoTerapia Oncologica (SCITO), dal 2016 membro del Board della Society of Melanoma Research (SMR), dal 2017 membro del Board del Cancer Development Drug Forum (CDDF) e del Board of Directors for the Society of ImmunoTherapy of Cancer (SITC). Dal 2010 è Presidente e socio fondatore della Fondazione Melanoma – ONLUS, nata nel medesimo anno (2010) grazie al sostegno di due istituzioni pubbliche: l’Istituto Tumori Pascale di Napoli e la Seconda Università degli Studi di Napoli.

Il Melanoma è un tumore maligno che deriva dalla trasformazione dei melanociti, ne parliamo con il dr Ascierto.

Seimila i casi di melanoma registrati nel 2006, quindicimila nel 2025: a cosa è dovuto?

L’aumento dei casi di melanoma negli ultimi vent’anni è dovuto a più fattori. Da un lato c’è una maggiore esposizione della popolazione ai raggi ultravioletti, sia naturali che artificiali, dall’altro c’è una diagnosi più precoce grazie a campagne di prevenzione e a strumenti diagnostici più sofisticati. Quindi non è solo un aumento “reale” dei tumori, ma anche un aumento della capacità di intercettarli prima e meglio.

 Spesso il melanoma non nasce da nei già esistenti ma è una nuova lesione. Come capire subito di cosa si tratta?
È vero: circa il 70% dei melanomi nasce “de novo”, cioè non da un neo già presente. Per questo motivo non dobbiamo concentrarci solo sui nei che cambiano, ma anche sull’eventuale comparsa di una nuova macchia. Oltre alla regola dell’ABCDE (Asimmetria, Bordi, Colore, Dimensioni, Evoluzione), è importante prestare attenzione a lesioni che compaiono rapidamente, che hanno un colore irregolare o che appaiono diverse da tutte le altre: la cosiddetta “regola del brutto anatroccolo”. In questi casi è bene rivolgersi subito a un dermatologo.

Quanto incide l’esposizione al sole nella formazione di un melanoma?
Il sole è il principale fattore di rischio ambientale. L’esposizione intermittente e intensa, che provoca scottature, è particolarmente pericolosa. Non è un caso che vediamo melanomi in sedi non cronicamente esposte, come il tronco. La prevenzione passa da una protezione intelligente: evitare le scottature, usare creme solari adeguate, proteggersi con indumenti e cappelli, e non esporsi nelle ore più calde.

Con il termine Lentigo maligna si intende una lesione precancerosa in situ. Come si origina? Come si previene? Quale il suo decorso? Quali i trattamenti disponibili? Esiste una sua recidiva? Può essere curata completamente?
La lentigo maligna è una forma di melanoma in situ che si sviluppa soprattutto in aree fotoesposte, tipicamente sul volto degli anziani. È il risultato di un danno cumulativo da raggi ultravioletti. Se diagnosticata precocemente e trattata, può essere curata completamente. Il trattamento standard è l’asportazione chirurgica. Esiste il rischio di recidiva locale, per cui è importante un follow-up accurato. La prevenzione è legata, ancora una volta, a una corretta protezione solare e al controllo periodico della pelle.

 Autore di oltre 150 studi sul melanoma e pioniere della prima molecola immuno-oncologica approvata (Ipilimumab), quali i suoi studi attuali?
Oggi stiamo lavorando su due grandi fronti. Il primo è capire come migliorare le terapie adiuvanti, cioè quelle che si somministrano dopo l’intervento chirurgico per ridurre il rischio di recidiva. Qui ci stiamo concentrando sul concetto di priming immunitario: come stimolare il sistema immunitario a riconoscere il tumore sin dalle fasi iniziali, ad esempio con vaccini mRNA o nuove combinazioni razionali. Il secondo fronte è la resistenza alle terapie: non tutti i pazienti rispondono agli immunoterapici, e dobbiamo capire perché. L’obiettivo è semplice ma ambizioso: arrivare a guarire non il 50–60% dei pazienti, ma la quasi totalità.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Claudia Izzo Claudia Izzo

Claudia Izzo

Giornalista dal 2005, Direttore di salernonews24.it, fonda e dirige campanialife.it, cetaranotizie.com. Presidente dell’Associazione Culturale Contaminazioni è ideatrice e organizzatrice del Premio Nazionale Aristeia e di iniziative culturali sul territorio nazionale. Già membro della Commissione Cultura dell’Ordine dei Giornalisti della Regione Campania per il triennio 22/24, è attualmente membro del Consiglio di Disciplina Territoriale per il triennio 25/27 della Commissione Vigilanza. Docente di Giornalismo presso istituti scolastici. Ideatrice e conduttrice della rubrica Ex Libris sull’emittente RCS75. Già ghost writer per tre campagne elettorali, è ideatrice e curatrice del libro “La Primavera Fuori. 31 scritti al tempo del Coronavirus. (Il Pendolo di Foucault). Si occupa di comunicazione, storia, design e territorio.

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