Il venerdì Ri…leggiamo Poesia
La poesia è mia sorella
di Graziella Di Grezia
Per questo venerdì ho scelto i versi di un autore vivente, Dino Azzalin, medico e poeta, nonché editore e fondatore della casa editrice “Crocetti”.
Medico psichiatra, grande viaggiatore, è nato nel 1953 in provincia di Padova e attualmente vive a Varese.
Ho scelto questa poesia per la sua grande comunicabilità, perchè riesce a definire in un modo molto profondo ma anche diretto quale sia il valore e il peso della parola.
La scelta di una parola e la sua posizione sono elementi essenziali nel gesto di creazione di una lirica ed è molto interessante leggerlo direttamente in versi.
Questa è come una dichiarazione d’amore verso le parole che restano “ubbidienti” nello svolgere il compito che viene loro assegnato, quello di restare in un verso, in un costrutto con uno scopo ben preciso.
Molto spesso oggi non diamo peso alle parole che diciamo o che scriviamo, per questo leggere o rileggere questi versi ci aiuta a riflettere e soprattutto a calibrare le parole prima ancora di utilizzarle.
E allora rileggiamo di Dino Azzalin – “Qui sono le parole che contano” (1979)
Qui sono le parole che contano,
vengono, vanno, scendono, salgono,
poche volte si fermano al posto giusto.
D’inverno si attorcigliano sulla lingua
come sciarpe, d’autunno sono come
fiamme nel camino. Le cerco, le bacio, le rompo,
sillabe, vocali, amanti, fratelli.
Una storia, un dolore, mutano perché una
parola è stata cambiata di posto o perché un’altra
si è accovacciata come un bimbo dentro
un verso o una frase, dove non era attesa.
Quella parola è rimasta ubbidiente a dare un senso
all’istante, al giorno, o alla sola voce,
poi è scappata, come un gioco.
La poesia è mia sorella, mia semina
d’aprile, mia speranza stropicciata,
mia eterna fedeltà, e i miei frutti d’estate sono qui
sulla tua bocca, dentro le parole che dira
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