Monaldi, il piccolo Domenico dalla speranza alla “sedazione compassionevole”
di Claudia Izzo-
Dalla speranza alla disperazione il passo è stato breve.-
Sono ore di angoscia a Napoli per il piccolo Domenico. Quella che si sta vivendo, infatti, all’Ospedale Monaldi di Napoli, è una vera tragedia.
Domenico è il bimbo di due anni e quattro mesi rimbalzato alle cronache per una storia che addolora infinitamente. Addolora perchè il bimbo, affetto da cardiomiopatia dilatativa, era in attesa di un trapianto di cuore. Questa situazione si traduce in una vita attaccata ad un telefono in attesa di un cuore che si renda disponibile per il trapianto. La telefonata arriva a dicembre: è confermata la disponibilità di un cuore che potrebbe essere compatibile per il trapianto.
La vicenda.
Da Napoli i medici volano a Bolzano, ma l’equipe non ha con sè il box omologato per il trasporto dell’organo espiantato. I sanitari di Bolzano provvedono: viene dato loro un contenitore, una borsa termica che si rivelerà non idonea, priva del controllo della temperatura interna e del termostato esterno, caratteristiche del moderno Paragonix. Al Monaldi ve ne sono ben tre ma i sanitari hanno dichiarato di non esserne a conoscenza. Il contenitore, inoltre, è stato riempito a Bolzano, con ghiaccio che però è secco e non naturale come invece è prescritto dalle procedure, particolare che causerà il deterioramento dell’organo. Si parla di “deficit procedurale e comunicativo”.
Con l’elicottero da Bolzano a Verona e poi in aereo fino a Napoli, i medici consegneranno al Monaldi un cuore che doveva essere mantenuto ad una temperatura di 4°, secondo normativa, e che viene invece conservato nel viaggio ad una temperatura di -78°. Intanto al Monaldi, i medici hanno già provveduto all’espianto del cuore del bimbo senza assicurarsi che il cuore in arrivo sia in buone condizioni. Quando se ne rendono conto è troppo tardi, sono obbligati ad impiantare il cuore anche se è in condizioni non idonee, è un blocco di ghiaccio e per questo sono serviti ben venti minuti per tiralo fuori dal contenitore.
Nel frattempo giunge un altro cuore, il vertice di specialisti in trapianti pediatrici provenienti dai principali centri di eccellenza italiani giunti al Monaldi, concludono che le condizioni del piccolo non sono più compatibili con un secondo trapianto. Domenico è inoperabile. Il cuore resosi disponibile viene assegnato ad un altro piccolo paziente di una lista di attesa. Si esclude l’ipotesi di un cuore artificiale. Poi il coma e l’emorragia cerebrale a far precipitare la situazione, il cervello è compromesso. Si parla di portare il bambino al fine vita attraverso “cure palliative ed una sedazione compassionevole”, “Non è eutanasia, ma una procedura che serve ad evitare l’accanimento terapeutico perchè purtroppo non ci sono speranze” ha commentato il legale della mamma di Domenico, Francesco Petruzzi, in diretta tv.
La situazione è disperata. Si spengono le speranze.
Da un punto di vista legale.
Intanto, la lista degli indagati è destinata ad allargarsi coinvolgendo medici e sanitari di Bolzano; il Ministero della Salute ha disposto infatti l’invio di ispettori all’ospedale altoatesino.
Ore piene di dolore e rassegnazione per il papà e mamma Patrizia Mercolino che stringiamo a noi in un abbraccio pieno d’amore.







