Addio umanità
di Gaetanina Longobardi-
Belluno. Un bambino di undici anni percorre 6 chilometri a piedi. Sulla neve e con due zaini in spalla, il piccolo Riccardo è stato costretto a scendere dal bus perché privo del “nuovo” biglietto. Il costo di una corsa del trasporto pubblico è quadruplicato, al posto dei biglietti da 2 euro e 50 centesimi ora servono 10 euro, la nuova tariffa olimpica.
Riccardo che cammina da solo lungo la strada è l’immagine della umanità che si allontana. Perché non permettere a un bambino di salire sul bus e lasciarlo a una temperatura sotto lo zero è un orrore che non ha senso. L’autista Salvatore Russotto di 61 anni è stato sospeso in via precauzionale dalla “Dolomiti bus”. Intervistato da varie testate giornalistiche, chiede scusa e si mostra gravemente dispiaciuto.
Occorre domandarsi che strada la nostra società voglia percorrere: la direzione della gratuità dei trasporti scolastici oppure il tragitto di novanta minuti di un bambino che torna a casa sulla neve e con le lacrime agli occhi. È una riflessione sulla possibilità di scelta alternative contro l’accettazione delle irriducibile realtà umana.
Riccardo è tornato a casa e sta bene, per lui occorre il miglioramento della società che riguarda tutti.
L’autista che ha fatto scendere il bambino, le persone sull’autobus che non lo hanno protetto, i cittadini italiani che non si indignano per l’orrore. Non c’è pietra del silenzio e questa abitudine deve cambiare.
C’è un avversario che ha raggiunto la massima estensione: un’umanità efferata che rende ciechi e sordi ai bisogni degli altri.
La battaglia comincia da quella strada dove Riccardo cammina. Essere risoluti e fiduciosi è l’unica azione possibile per non deluderlo più.
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