Crudeltà digitale

di Michele Bartolo-

Spesso abbiamo parlato del progresso tecnologico e di come non coincida con il progresso sociale ed umano. Si stava meglio quando si stava peggio, quando c’era più umanità, le relazioni familiari, sociali ed amicali avvenivano solo in presenza, non esisteva il cellulare, la messaggistica whatsapp, l’intelligenza artificiale e chi più ne ha più ne metta.  Il rischio che l’uomo si riduca ad un robot, che si finisca per perdersi nei social e per percepire la realtà virtuale come sostitutiva di quella reale è il serio pericolo a cui vanno incontro le nuove generazioni, figlie di questa era digitale.

Ci siamo, nel passato, occupati di casi di riprese video di fatti di cronaca con palese violazione della privacy delle persone coinvolte che, ignare, si trovavano alla ribalta mediatica e del web. Vi sono stati poi i casi di revenge porn e del cyberbullismo, attraverso i quali la dignità delle vittime viene calpestata, tutto viene pubblicato su internet e nulla può più essere oscurato alla vista di un pubblico potenzialmente sterminato, sino a costringerle a scomparire e a decidere di togliersi la vita.

Nel solco dell’assurdità di questi casi, si colloca ora un nuovo fatto di cronaca che ha scosso le coscienze, non solo per l’esito mortale di quanto avvenuto per l’atroce contorno dei comportamenti delle persone coinvolte. Mi riferisco al video shock registrato subito dopo l’incidente stradale a Ceriale (Savona), in cui ha perso la vita la ventitreenne Sofia Barberi e un’altra ragazza è rimasta gravemente ferita, tanto da subire l’amputazione di un piede.

Il filmato ha scatenato un’ondata di forte indignazione pubblica a livello nazionale. L’incidente è avvenuto tra una autovettura Fiat 500 guidata da una neopatentata ed un motorino guidato da Sofia Barberi, con a bordo l’amica. Subito dopo il tragico impatto, un ragazzo a bordo dell’auto che ha travolto le giovani ha registrato e pubblicato sui social un video in cui riprendeva la scena ridendo e pronunciando frasi come “Ve lo giuro, è morta”, documentate anche in un post condiviso. Era appena avvenuto un incidente stradale gravissimo, una persona era riversa sull’asfalto e questo giovane ragazzo sceglieva come reazione una risata, come se avessero colpito un birillo, al punto da riuscire a riprendere in un video la scena come se fossero le riprese di un film. Subito dopo, lo stesso ragazzo avrebbe poi tolto il video dai social e si sarebbe scusato dicendo di non essersi reso conto della gravità dell’incidente.

Ammesso anche che il giovane non avesse subito capito che Sofia Barberi fosse veramente deceduta, non si comprende come sia possibile che non si sia reso conto, nell’immediatezza, dei tragici eventi di cui era protagonista. Ma, come se non bastasse, il ragazzo pubblica in un momento successivo un secondo video, dove documenta una sua presunta fuga. Si tratta di un filmato girato all’aeroporto di Malpensa, che riprende il giovane nell’atto di lasciare l’Italia diretto in Olanda. Nel video commenta l’accaduto affermando che il suo “piano della bella vita in Italia è finito” e che gli toccava “cambiare vita”.

Rintracciato sui social, il giovane ha risposto alle critiche e all’indignazione sostenendo di non doversi scusare per il video, minimizzando l’accaduto. A seguito della pubblicazione di questi video, la casa dei genitori del ragazzo è stata circondata da un gruppo di persone indignate e inferocite, tanto da determinare gli occupanti dell’immobile ad allertare i carabinieri. Sempre lo stesso giovane avrebbe dichiarato che non aveva commesso nulla e avrebbe sparato a tutti, se non avesse dovuto tutelare i propri genitori. Questi i fatti.

Dal punto di vita giudiziario, sarà l’autorità competente a stabilire quali siano le responsabilità penali del giovane, come anche ad individuare dinamica e responsabilità dell’incidente. Dal punto di vista umano, però, un verdetto si può già emettere.  Sofia Barberi è morta. La sua amica ha perso un piede. E il ragazzo che era sull’auto che le ha travolte che dice: “Mi ha rovinato la vita ‘sto incidente. Meno male che prendo tutto sul ridere.”

La vita. Come se Sofia fosse un inconveniente. Questa non è leggerezza. È mancanza totale di umanità, di rispetto, di senso civico. E’ il baratro sull’orlo del quale si trova una generazione senza valori di riferimento, imprigionata in una insensata follia.

 

Michele Bartolo Michele Bartolo

Michele Bartolo

Avvocato civilista dall'anno 2000, con patrocinio dinanzi alle giurisdizioni superiori dal 2013, ha svolto anche incarichi di curatore fallimentare, custode giudiziario, difensore di curatele e di società a partecipazione pubblica. Interessato al cinema, al teatro ed alla politica, è appassionato di viaggi e fotografia. Ama guardare il mondo con la lente dell'ironia perché, come diceva Chaplin, la vita è una commedia per quelli che pensano.

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