La forza del perdono
Accoltellato per 50 euro, Davide insegna il perdono-
di Claudia Izzo-
Andare oltre la rabbia ed il dolore e cercare di costruire, con i propri aggressori, un ponte fatto di perdono: è quanto è accaduto a Milano nel cortile del tribunale per i minorenni.
E’ la storia di Davide Cavallo, lo studente bocconiano aggredito brutalmente a Milano mentre faceva ritorno a casa, lo scorso 12 ottobre, in Corso Cuomo. Ricordando la lettera inviata da Davide al Corriere della Sera, si evince un ragazzo amante della vita in tutte le sue forme, a cui piace “correre, saltare, ballare, moltissimo, fare la verticale, i tuffi, arrampicarsi, salire sugli alberi, camminare sui muretti, scoprire posti nuovi. Viaggiare. “Otto anni di ginnastica artistica, sei di pallacanestro, corsi di danza. Poi c’è l’amore per il mare, per un ragazzo cresciuto in Sicilia, fa parte del DNA.
Davide Cavallo studia Economia dell’Arte in inglese, alla Bocconi. Nell’aggressione ha riportato lesioni permanenti, perdendo quasi l’uso delle gambe: due fendenti gli hanno perforato tre arterie toraciche con lesione del midollo spinale. Un atroce pestaggio per 50 euro, questa la somma della rapina. Si ritrova così catapultato in terapia intensiva con due tubi nel petto , 18 buchi sui polsi e le gambe che non rispondono ai comandi. Davide vede la morte in faccia.
Eppure il 22enne, con un gesto potentissimo di grande umanità, ha incontrato e abbracciato tre dei ragazzi coinvolti nell’aggressione, dopo la seconda udienza del procedimento penale minorile. I minorenni in questione hanno commesso la rapina investendo il giovane di calci e pugni mentre la coltellata è stata sferrata da Alessandro Chiani, 20 anni, giudicato separatamente e condannato in primo grado a 20 anni di reclusione.
In un mondo avvolto da uno spesso manto di violenza e odio sembra paradossale che un giovanissimo abbia il cuore di perdonare chi per poco non l’ha ucciso. In una lettera lo studente della Bocconi aveva affermato di non provare odio per i suoi aggressori, cosa che sarebbe la più semplice da provare. “Non odio. Dovrei farlo, credo, sarebbe logico, ma non mi riesce. L’odio non è logico, e manco io.”
A molti potrebbe sembrare buonismo, ma è il rifiuto di cedere alla forza distruttiva dell’odio.
Il suo esempio di compassione commuove l’opinione pubblica, ma genera anche rabbia. Per questo Davide Cavallo è stato aggredito verbalmente dai social con commenti offensivi e denigratori. Il Coddacons ha prontamente invitato la magistratura milanese ad intervenire affinchè il ragazzo non diventi vittima di una seconda violenza, questa volta virale, capace di estendersi in ogni dove a macchia d’olio.
Davide è il ragazzo rimasto invalido che apre le braccia proprio a coloro che l’hanno reso tale. E’ disponibile a incontrare in sede protetta i cinque aggressori nell’ambito del percorso della giustizia riparativa, di cui due, sempre minorenni, sono stati scarcerati e collocati in comunità.
Il procedimento è stato rinviato al 26 ottobre ma i tre giovani hanno espresso la volontà di intraprendere il programma di messa alla prova.
Il branco si ravvede, e Davide, aggredito, rapinato e accoltellato, risponde all’odio con amore che di questi tempi è la notizia che brilla di più. Chapeau.
Foto da web







