A Saluzzo la Festa del libro medioevale e antico ed il premio “Premio Chevalier Errant”

di Sergio Del Vecchio-

Da venerdì 23 a domenica 25 ottobre si terrà a Saluzzo la Festa del libro medievale e antico, VI edizione,  anticipata da diversi appuntamenti di avvicinamento, tra cui “I racconti del Marchesato”, svoltisi in 13 Comuni del territorio.

Questa manifestazione piemontese libraria e fieristica, nata da un’idea di Marco Piccat intende celebrare quel periodo storico che va dal V al XV secolo e che tanto affascina l’immaginario collettivo, ed  ha come finalità la narrazione e l’approfondimento di quel periodo per indagare come quel millennio influenzi il mondo contemporaneo.

Saluzzo, capitale dell’omonimo Marchesato dal 1140 al 1548,  si presenta come luogo ideale per celebrare il Medioevo durante il quale fu  il Marchese Tommaso III di Saluzzo, verso la fine del XIV secolo, a scrivere il poema epico-cortese Le Chevalier Errant, uno dei più importanti testi cavallereschi medioevali. Nei dintorni di Saluzzo altri comuni vantano una storia medievale significativa, come Lagnasco, Manta, Rifreddo, Staffarda, Verzuolo.

Il programma della manifestazione è ricchissimo ed è rivolto a tutte le età andando da presentazioni di romanzi e saggi, lezioni magistrali, spettacoli, performance, concerti, visite guidate, momenti conviviali a tema, mostre e allestimenti, giochi di ruolo e attività ludiche a tema, laboratori per bambine e bambini.

Il tema specifico che caratterizza una parte del programma della Festa quest’anno sarà “A tavola nel Medioevo”, per riflettere su come il cibo e l’alimentazione non fossero solamente una necessità, ma anche elementi di distinzione sociale, e come la tavola rappresentasse sia un luogo di convivialità e uno spazio politico, attorno al quale si intessevano relazioni diplomatiche, sia l’ambiente in cui potevano maturare le rivolte popolari.

Così i curatori della Festa – Beatrice Del Bo, medievista e docente all’Università degli Studi di Milano, e Marco Pautasso, segretario generale del Salone Internazionale del Libro di Torino – illustrano il tema del 2026: «Nel Medioevo, l’alimentazione è una necessità, ma anche il primo elemento di distinzione sociale. T ipologie di cibi e quantità rendono immediatamente evidente la capacità economica e il livello sociale di una persona. Alcuni ingredienti esclusivi sono marcatori di potere e ricchezza: la carne – enormi razioni di cervo e di orso – e le costosissime spezie. Ma il cibo, oltre a segnalare la disponibilità di denaro, è indicativo di percorsi di vita : una dieta a pane e acqua, per esempio, è la scelta alimentare estrema degli eremiti, oppure la punizione imposta per un crimine. Persino il colore del pane è un marcatore sociale: bianco per i ricchi, scuro per i poveri. Regimi alimentari diversi connotano, inoltre, l’appartenenza religiosa. La tavola è, poi, uno spazio politico imprescindibile: il banchetto è il luogo per eccellenza in cui si mette in scena lo spettacolo dell’ostentazione e, al tempo stesso, dove si intessono le relazioni diplomatiche tra i potenti, mentre la taverna è l’ambiente dove il popolo progetta le rivolte. Un vaso per il basilico, una pagnotta con una croce disegnata, un “pavone vestito”, un corallo a forma di alberello con appese lingue serpentine e un contadino che ruba i fichi da un albero sono alcune delle immagini del Medioevo a tavola, tra simbolismo e vita quotidiana, che troveranno spazio nella narrazione della VI Festa del libro medievale e antico». 

Dopo  Jacopo Veneziani, storico dell’arte, professore presso lo IULM di Milano, divulgatore culturale ci sarà, come ospite speciale inernazionale, Alberto Manguel , scrittore e studioso di origine argentina che ha dedicato la sua vita a promuovere la lettura e a rendere i libri accessibili a tutti: terrà la lectio magistralis Il “Didascalicon” di Ugo di San Vittore e le sue strategie per leggere bene. Il giornalista Stefano Nazzi, autore del seguitissimo podcast Indagini, si addentrerà negli aspetti più oscuri dell’epoca con l’intervento Efferati omicidi nel Medioevo, in cui ripercorrerà le vicende del serial killer francese Gilles de Rais vissuto nel Quattrocento. Beatrice Del Bo, medievista e co-curatrice della Festa, porterà il pubblico a tavola con la lectio Una sera in una taverna medievale tra frati e lasagne, un viaggio tra cibo, convivialità e vita quotidiana. Élisabeth Crouzet-Pavan, storica francese, terrà la lectio Il vaso di basilico sugli oggetti nel Medioevo, a partire dal saggio Une autre histoire de la Renaissance: Paroles d’objets (Albin Michel), una storia della cultura materiale attraverso gli oggetti, osservati nella loro funzione, nella loro circolazione e nelle relazioni sociali che contribuiscono a creare. L’artista Franco Giletta rivolgerà lo sguardo al territorio con l’intervento Arte e cibo nel Marchesato di Saluzzo, dedicato al rapporto tra cultura, rappresentazione artistica e tradizioni del Marchesato.

Tra gli altri ospiti in programma sabato 24 e domenica 25 ottobre: il comico e conduttore radiofonico Saverio Raimondo con il romanzo Annus Horribilis (Sem),  (in dialogo con Devis Rosso); Manlio Castagna, scrittore, regista e critico cinematografico, con il libro per bambini, giovani e adulti Il Medioevo dalla A alla Zazzera (Il Castoro), un viaggio tra curiosità, leggende e storie sorprendenti, dalla vera storia dell’Ordine degli Assassini agli uomini-lupo, dal primo calcio a un pallone alle più bizzarre professioni medievali (in dialogo con Anna Grassero); Maria Giuseppina Muzzarelli, medievista, con Fratello credito. Storia e storie dei Monti di Pietà (Il Mulino), dedicato alla nascita e alla diffusione di queste istituzioni, sorte tra Medioevo ed età moderna per offrire piccoli prestiti su pegno e contrastare il fenomeno dell’usura, e alle vicende degli uomini e delle donne che vi ricorrevano (in dialogo con Beatrice Del Bo); Marina Montesano, medievista, con l’intervento Dai demoni nel piatto alle bottiglie anti-streghe a partire dal libro Ars magica. Una storia in 20 oggetti (Carocci), in cui ricostruisce la storia della magia attraverso venti oggetti, dalle bacchette agli amuleti, seguendo rituali, credenze e pratiche che attraversano epoche e culture (in dialogo con Beatrice Del Bo); Annarosa Mattei, scrittrice e storica della letteratura italiana, con il libro Eleonora d’Aquitania (Salani), ritratto di una delle figure femminili più potenti e affascinanti del Medioevo, tra regni, guerre, corti, prigionia e il mondo della poesia e della cultura cortese (in dialogo con Asia Cavallo @lettriceperantonom.asia); Jean-Claude Maire Vigueur, medievista francese, con il saggio illustrato A tavola con i signori. Cibo, lusso e potere nelle corti rinascimentali (Il Mulino), dedicato al banchetto delle corti rinascimentali, momento di convivialità ma anche occasione per esibire ricchezza e potere attraverso la sontuosità delle tavole, delle pietanze e dei ritua li (in dialogo con Élisabeth Crouzet-Pavan); i registi Fredo Valla e Fabio Ferrero per la proiezione del film documentario d’autore Hans Clemer. Biografia non autorizzata (con protagonista Gian Luca Favetto), dedicato al pittore fiammingo attivo nel Marchesato di Saluzzo tra Quattrocento e Cinquecento, noto come il Maestro d’Elva; Ornella Albanese con il libro Figlia dell’ultimo re. Beatrice di Svevia, la principessa prigioniera (Mondadori), che ci restituisce la complessa figura della figlia di Manfredi di Svevia – i cui tratti fisici sono stati ispirati da un affresco del castello di Manta –, raccontando vicende di potere e storie di dinastie e prigionia (in dialogo con Anna Cavallera); Giuseppe Albertoni, medievista, con il saggio Il santo, l’etiope e il diavolo. Avere la pelle nera nel Medioevo (Il Mulino), nel quale, partendo dalla figura di San Maurizio, santo africano dalla nera, riflette sul significato attribuito al colore della pelle e sulla percezione dell’altro nell’Europa medievale (in dialogo con Livio Partiti); Marco Meschini, storico, con il libro Le crociate di Terrasanta (Sellerio), in cui ricostruisce due secoli di crociate e si interroga sulle motivazioni, sui protagonisti e sul significato che quelle guerre continuano ad avere nella storia europea e mediterranea; Andrea Maraschi, ricercatore di Storia medievale, con il saggio A tavola con i demoni. Cibo e magia nell’Alto Medioevo (Laterza), un’indagine sul rapporto tra alimentazione e pratiche magiche e sull’uso di cibi, erbe, carni e bevande per curare, proteggere, invocare il soprannaturale o compiere incantesimi (in dialogo con Vanna Pescatori); Marco Brando, giornalista e saggista, con Non c’è #storia. I cliché storici nei media italiani (Salerno), che smonta i luoghi comuni con cui il passato viene raccontato nei media e nella cultura di massa, dal Medioevo alla caccia alle streghe, dall’Inquisizione al Far West; la giornalista e scrittrice Elisabetta de Dominis con Al di là della carne (Aragno), che attraverso due monologhi dà voce a Viviana e Merlino e al loro amore fatto di passione, tradimenti, sofferenze e incantesimi, riportando in vita il mondo di Camelot e dei suoi protagonisti (in dialogo con Lucia Esposito); lo scrittore Franco Faggiani, con il libro Escartons. Le libere comunità delle Alpi Occitane (Fusta), sulla federazione di comunità alpine che tra il 1343 e il 1713 costruì un originale modello di autonomia, fondato su libertà, mutuo aiuto e responsabilità comune (Andrea Dematteis); Martina Tapinassi con il libro In taberna, finger food di Mastro Martino (L’Erma di Bretschneider), che parte manoscritto del grande cuoco, Libro de Arte Coquinaria, per riproporre ricette della cucina tra Medioevo e Rinascimento, rilette e adattate in chiave contemporanea; il giornalista Massimo Novelli con il libro Di guerra, d’amore e di eresia. Margherita di Saluzzo-Cardè, la nobildonna che sfidò l’Inquisizione (Fusta Editore), dedicato alla vicenda della dama perseguitata dall’Inquisizione per la sua adesione alla fede valdese e per aver difeso la libertà di coscienza.

E poi ancora: il giornalista Alberto Gedda, insieme a Marco Piccat, Paolo Fusta e Giorgio Lusso, per la presentazione della nuova rivista semestrale Saluzzesi; Flavio Peano con il libro Busca francescana (Fusta Editore); Antonio Degiacomi per l’incontro Cibo delle streghe o delizia dei sovrani? I tartufi dal Medioevo all’Età dei Lumi, ispirato dal libro Il Piemonte dei tartufi (Araba Fenice) di Giovanni Bernardo Vigo; Enrico Nada, Monica Di Martino e Albina Malerba per ricordare Anna Maria Nada Patrone e il suo libro Il Cibo del ricco ed il cibo del povero; il convegno Dalla storia al fumetto… e viceversa. Renato Bordone, Luigi Piccatto e Martino di Loreto, a cura dell’Associazione Tested Bosk; Beatrice Del Bo, Luisa Gentile e Pierangelo Gentile nell’incontro Griselda, le streghe e i marchesi di Saluzzo nelle pagine della Società per gli studi storici di Cuneo ; Bruno Orlandoni e Guido Mones con il libro Boso di Saint-Marcel e gli affreschi del castello di Fénis. Un pittore valdostano alla corte del duca di Berry. Moda e costume da Parigi a Fénis nel 1400 (Le Château Edizioni); gli studenti del Liceo G. B. Bodoni di Saluzzo con la presentazione del loro cortometraggio Matta Bestialità, realizzato nell’ambito del XVI Festival Dantesco Internazionale.

La Festa si concluderà ufficialmente sabato 31 ottobre con il conferimento del Premio Chevalier Errant che lo scorso anno andò ad Alessandro Barbero. Quest’anno il riconoscimento sarà assegnato a Jordi Savall , Maestro di fama mondiale della musica antica, violista da gamba, direttore d’orchestra e musicologo, che ha saputo riscoprire e valorizzare il patrimonio musicale medievale, rinascimentale e barocco, e a Fredo Valla, regista, documentarista e sceneggiatore, instancabile narratore della memoria, della storia del territorio e delle culture di frontiera. I due artisti dialogheranno sul tema delle culture musicali del Mediterraneo. Al termine del dialogo Jordi Savall (viola da gamba soprano) si esibirà con il gruppo Hespèrion XX – insieme con Xavier Díaz-Latorre (chitarra) e David Mayoral (percussioni e campane) – regalando al pubblico un viaggio sonoro attraverso le atmosfere e le suggestioni della musica antica. Il concerto, dal titolo I giardini delle Esperie. Dal Rinascimento al Barocco , proporrà un percorso attraverso antiche tradizioni occitane, sefardite, basche e galiziane, fino alle musiche peruviane, tra repertori anonimi, composizioni personali e brani di autori come Diego Ortiz, Gaspar Sanz, Pedro Guerrero e Antonio Valente. Il concerto è realizzato in collaborazione con Occit’amo Festival e Uvernada, con il supporto del del Dipartimento di Cultura della Generalitat de Catalunya, del consorzio Institut Ramon Llull e della Fondazione “la Caixa”.

Dopo la felice esperienza delle precedenti edizioni, anche quest’anno la Festa del libro medievale e antico ha proposto appuntamenti di avvicinamento, tra cui “I Racconti del Marchesato”, progetto ideato e organizzato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Saluzzo (Fondazione CRS), che intreccia storia, territorio, narrazione e cultura gastronomica attraverso un viaggio ambientato nell’autunno del 1499.

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Sergio Del Vecchio Sergio Del Vecchio

Sergio Del Vecchio

Dottore commercialista, giornalista pubblicista, appassionato d’arte, di musica e di fumetto. Ama leggere, disegnare e dipingere. Nel suo percorso professionale si è occupato di formazione e terzo settore. Ha costituito l’Associazione Salerno Attiva – Activa Civitas con cui ha organizzato a Salerno 10 edizioni di VinArte, un format di successo che univa il mondo del wine all’arte nelle sue declinazioni. Nel 2017 è tra i fondatori dell’Associazione culturale Contaminazioni, con cui ha curato diversi eventi e l’edizione del libro “La primavera fuori, 31 scritti al tempo del coronavirus” di cui è anche coautore. Colleziona biciclette e tra i fornelli finge di essere un grande chef.

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