La lezione dell’armatore Achille Lauro
di Giuseppe Moesch-
Un brivido d’orgoglio mi ha scosso come un virgulto. Da napoletano, ho sentito tutta la rilevanza di una dichiarazione di Trump, che ha formalizzato una proposta che ha visto la sua massima espressione negli anni 50, a mano di Achille Lauro. Il sorrentino proprietario di quella che all’epoca era una delle più importanti flotte commerciali mondiali, mise in atto, aiutato da uno staff degno di un capo di Stato, una serie di proposte capaci di incidere sulle scelte politico-amministrative dei suoi potenziali elettori napoletani.
In quel lontano periodo della nostra storia patria, le tecniche erano ancora rozze: pacchi di pasta, vista la miseria endemica di alcuni strati della società, il dono di un paio di scarpe in cambio del voto, la destra prima delle elezioni e la sinistra dopo.
La capacità dell’intellighenzia della più grande potenza mondiale, ha saputo ricercare nei meandri della scienza passata, uno strumento semplice, ma sempre efficiente, per affrontare il declino della credibilità interna del leader a capo dell’amministrazione USA.
La cosa più interessante è stata la legittimazione e la pubblicizzazione della proposta, enunciata come impegno personale del Presidente: “Se vinciamo le elezione di midterm, ogni americano (intese come cittadino degli Stati Uniti) maggiorenne riceverà cinquemila dollari”.
Il mio orgoglio nasce dal mio status di napoletano e da discepolo dei maestri dell’economia di mercato, sapendo che nella mia città era stato elaborato e sublimato il principio che oggi Trump sdogana.
Sono certo che unitamente agli slogan e alle notizie false e/o falsificate, che il campo largo adotta, potrebbe essere l’elemento unificante in assenza di proposte e di idee politiche.
Immagine di Dominio Pubblico







