L’ icona della musica rock Patti Smith, a dicembre al Teatro Verdi di Salerno

di Carlo Pecoraro-

Soffierà ottanta candeline il 26 dicembre di quest’anno e lo farà qualche giorno dopo essersi esibita al Teatro Verdi di Salerno. Patti Smith, icona della musica rock, sarà al Massimo cittadino il primo dicembre, nel cartellone della rassegna Musica d’artista. Che quest’anno vedrà anche la partecipazione di Fiorella Mannoia con il suo tributo a Fabrizio De Andrè e Ivano Fossati; Fabrizio Bosso, Danilo Rea, Sal Da Vinci e Massimo Ranieri.

Poetessa e artista da sempre impegnata sui temi della pace, dei diritti umani e della giustizia sociale ha appena celebrato i cinquant’anni di “Horses”, l’album d’esordio uscito nel 75 che fu una vera e propria scossa elettrica, destinato a cambiare per sempre il linguaggio della musica rock. Per lei, la musica non è mai stata soltanto musica. Fin dagli anni Settanta, la poesia e il rock sono diventati per la Smith strumenti per parlare di libertà, di diritti e di resistenza. Una icona, anche e soprattutto politica. Che ha saputo parlare ai potenti della terra con semplicità fino al luglio scorso, quando ha incontrato papa Leone nel segno di quel dialogo costante che ha sempre avuto con la Chiesa cattolica.

Nel 2025, durante un’intervista, ha parlato apertamente della necessità per gli artisti di reagire davanti a un periodo che considera pericoloso e turbolento. Ha criticato Donald Trump e ha sostenuto che musicisti e artisti debbano far sentire la propria voce anche quando protestare può avere delle conseguenze. Del resto la sua “People Have the Power”, uno dei suoi brani più conosciuti, esprime proprio l’idea che le persone possano cambiare la realtà attraverso una presa di coscienza collettiva. Per Smith, però, la protesta non significa soltanto gridare contro il potere: significa soprattutto difendere la libertà, l’amore e la possibilità di immaginare un futuro diverso. E quest’idea, nel giugno di quest’anno, l’ha portata anche sul palco di “Rise Up, Sing Out: A Concert for the First Amendment”, evento organizzato da Jane Fonda a New York per difendere la libertà di parola, di stampa, di religione, di assemblea e di protesta. La sua partecipazione ha confermato quanto, ancora oggi, la musica possa essere utilizzata come spazio di opposizione e di mobilitazione civile, una forma di partecipazione al mondo.

Anche il suo ultimo memoir, “Bread of Angels”, pubblicato nel novembre 2025, ripercorre la sua vita attraverso musica, amore, perdita e identità. Ed è proprio questo il punto che rende Patti Smith ancora attuale: per lei la musica non serve a scappare dalla realtà, ma ad affrontarla. Il palco diventa un luogo dove prendere posizione e la poesia diventa una forma di resistenza. Dopo cinquant’anni da Horses, Smith continua quindi a difendere la stessa idea: la voce di un artista può non cambiare il mondo da sola, ma può ricordare alle persone che hanno ancora una voce con cui provare a cambiarlo.

Il cartellone, firmato dal direttore artistico: il maestro Daniel Oren, si apre con Sal Da Vinci (24 ottobre) che ha sbancato a Sanremo con la su “Per sempre sì”. Dal  10 al 15 dicembre il musical “C’era una volta…Scugnizzi”. Poi un imperdibile live con il pianista Danilo Rea accompagnato dal primo violino della Scala di Milano, Laura Marzadori, dal percussionista Igor Caiazza e dall’orchestra filarmonica “Giuseppe Verdi” di Salerno (16 novembre). L’attrice Serra Yilmaz e il mezzosoprano Eufemia Tufano il 24 novembre, accompagnati da un trio violoncello, flauto e violino, faranno un viaggio tra letteratura, memoria e musica. Il 28 novembre toccherà poi ad un’altra grande interprete della musica italiana, Fiorella Mannoia, in tour con il suo “Anima Salve” l’omaggio alla musica di Fabrizio De Andrè e Ivano Fossati. Un viaggio potente e intenso nel repertorio di due dei più grandi e influenti cantautori di sempre, figure cruciali per la carriera della Mannoia, in occasione dei trent’anni dell’album pietra miliare nella storia della musica italiana, ultimo testamento creativo di Faber, realizzato insieme a Fossati. In scaletta, brani indimenticabili di quell’album, insignito della Targa Tenco, come “Khorakhanè” e “Smisurata preghiera”, ai successi più amati e già intrecciati al repertorio e al cuore di Fiorella, fino a nuove interpretazioni di capolavori dei due maestri, tra cui “La guerra di Piero”, “Il pescatore” e “C’è tempo”.

Il jazz sarà protagonista con il trombettista Fabrizio Bosso, tra i più ricercati jazzisti internazionali. Il cartellone si chiude il 7 dicembre con lo spettacolo “Tutti i sogni ancora in volo” di Massimo Ranieri.

Carlo Pecoraro

Carlo Pecoraro

Giornalista professionista dal 2002. Nel corso della carriera ha collaborato con le principali testate locali del Gruppo L’Espresso ricoprendo per dieci anni, con contratto a tempo indeterminato, l’incarico di redattore per il quotidiano “la Città” di Salerno. Già collaboratore del settimanale “l’Avanti”. Consulente Scabec per il progetto ARCCA. In qualità di critico musicale ha collaborato con alcune riviste italiane specializzate in musica jazz. Ideatore della prima "Guida alla musica jazz in Italia". Nel 1998 ha pubblicato una monografia dedicata al contrabbassista Giovanni Tommaso. Per l’Enciclopedia Treccani, ha curato alcune voci del progetto Enciclopedia della Musica: 1900 - 2025 sotto la direzione scientifica di Ernesto Assante.

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