E’ morto Guccini, uno dei padri della canzone d’autore italiana

di Sergio Del Vecchio-
«Bolognesi! Ricordatevi: Sting è molto bravo, però tenetevi il vostro Guccini. Uno che è riuscito a scrivere 13 strofe su una locomotiva, può scrivere davvero di tutto.»(Giorgio Gaber)

Oggi nella frazione di Sambuca Pistoiese, nella provincia di Pistoia, ci ha lasciato Francesco Guccini, uno tra i più importanti cantautori  italiani.  Ironico, schivo, diretto. Cantautore,  scrittore, attore e insegnante di lingua italiana al campus bolognese del Dickinson College, Guccini   è  autore e sceneggiatore di diversi libri a fumetti, era appassionato di essicografia, glottologia, etimologia, dialettologia, traduzione.  Il suo primo romanzo è arrivato nel 1989: Croniche epafaniche, edito da Feltrinelli.

La sua narrazione musicale, con la sua voce fonda e baritonale,  colta, piena di rinvii filosofici e letterari, dalla Bibbia a Dante, a Kerouac, Barthes, Borges, Gozzano, Montale fino all’epica cavalleresca; la sua introspezione esistenziale,  il suo linguaggio ricercato, arcaico fino a lle espressioni dialettali e gergali, il suo impegno civile ed il suo forte legame con le radici popolari l’hanno reso un poeta contemporaneo,  profondo, graffiante  capace di parlare ai “portaborse”, “ruffiani mezzecalze” feroci conduttori di trasmissioni capaci di aver fatto del pressapochismo un’arte”, “furbi”, “prepotenti”. (Cyrano) Lui,  “capace di parlare coi versi”  che non sopportava la gente che non sogna è nato a Modena nel 1940 «Cresciuto tra i saggi ignoranti di montagna, che sapevano Dante a memoria e improvvisavano di poesia…» (da AddioStagioni, 2000).

Nasce, dunque, quattro giorni dopo l’entrata dell’Italia nella II Guerra Mondiale, l’arresto del padre per non aver giurato fedeltà alla RSI  e l’esperienza di quest’ultimo  nel campo di concentramento tedesco vicino ad Amburgo,  costringono il piccolo Francesco ad andare con la madre Ester a vivere presso i nonni paterni a Pavana, i luoghi dell’infanzia sulle montagne dell’Appennino tosco emiliano che tanto ispireranno l’artista. Poi la “fuga” a Modena, descritta con una certa amarezza nella canzone Piccola città, dove visse gli anni della formazione culturale e musicale;  qui nascono  le storie delle sue canzoni, lui «burattinaio di parole” ci racconta dei suoi microcosmi simbolici che si intrecciano alla memoria collettiva. Istitutore in un collegio, poi cronista alla Gazzetta di Modena dove intervisterà Domenico Modugno , incontro che lo spingerà, già musicista e autore di rock’n roll, a scrivere la sua prima canzone “L’antisociale”. Cantante e chitarrista in un’orchestra da balera con il complesso, Hurricanes, divenuto  poi Snakers e infine Gatti.

Tanti i brani che restano dentro: Incontro, Radici, Amerigo. Definito cantautore “di sinistra”, “anarchico”, Guccini ha sempre rifiutato etichette, il suo è un  impegno etico, critico, sempre schierato contro le ingiustizie, l’autoritarismo, l’ipocrisia borghese, come ascoltiamo in “La locomotiva”, Auschwitz, Canzone per Silvia, Don Chisciotte.

Satirico, autoironico, ha saputo osservare la società e il mondo raccontandolo con obiettività .

Brani come Dio è morto, L’avvelenata, Cyrano, Eskio, Autogrill, Incontro e Canzone per un’amica hanno saputo attraversare e  parlare a diverse  generazioni, sempre lontano dalle logiche dello spettacolo.

 

 

Sergio Del Vecchio Sergio Del Vecchio

Sergio Del Vecchio

Dottore commercialista, giornalista pubblicista, appassionato d’arte, di musica e di fumetto. Ama leggere, disegnare e dipingere. Nel suo percorso professionale si è occupato di formazione e terzo settore. Ha costituito l’Associazione Salerno Attiva – Activa Civitas con cui ha organizzato a Salerno 10 edizioni di VinArte, un format di successo che univa il mondo del wine all’arte nelle sue declinazioni. Nel 2017 è tra i fondatori dell’Associazione culturale Contaminazioni, con cui ha curato diversi eventi e l’edizione del libro “La primavera fuori, 31 scritti al tempo del coronavirus” di cui è anche coautore. Colleziona biciclette e tra i fornelli finge di essere un grande chef.

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