7 Ottobre 2023, l’inferno. Ma come ci si è arrivati?
di Sergio Del Vecchio-
Il 7 ottobre è diventato come l’11 settembre, una data che, anche se non ci metti l’anno accanto, accende nella mente l’inferno.
Eppure è successo.
Il 7 ottobre 2023 si ebbe l'”Operazione Diluvio“, la carneficina umana perpetrata da Hamas, ala estrema della resistenza palestinese, nel territorio israeliano, con il sostegno di altre milizie palestinesi.
Lo scempio si è avuto nel giorno in cui ricorreva il 50esimo anniversario dello scoppio delle guerra arabo-israeliana del 1973, appunto 6 ottobre 1973, chiamata la guerra di Kippur. In questo giorno del ’73, gli eserciti dell’Egitto e della Siria, che erano stati sconfitti nella guerra dei sei giorni del 1967, attaccarono Israele, cogliendola di sorpresa mentre era intenta a festeggiare la giornata festiva ebraica dello Yom Kippur (il Giorno dell’espiazione). Solo l’intervento degli Stati Uniti e Unione Sovietica, riuscì a evitare un’escalation del conflitto con un sofferto cessate il fuoco raggiunto.
Da qui l’attacco di Hamas del 7 ottobre di due anni fa, ufficialmente intrapreso con l’intento di rispondere alle azioni provocatorie delle forze israeliane svolte nella Moschea al-Aqsa di Gerusalemme e alle violenze perpetrate nei campi dei rifugiati in Cisgiordania.
Alle 6,30 del mattino del 7 ottobre 2023, Hamas ha lanciato oltre 5000 razzi dalla Striscia di Gaza su Israele mentre i miliziani palestinesi entravano in Israele con ogni tipo di mezzo: autocarri, bulldozer, motociclette, camioncini, conquistando valichi di frontiera, utilizzando droni.
Altri, con deltaplani, sono atterrati nel mezzo di un festival musicale organizzato a Re’im, il Nova festival, a cui partecipavano all’incirca 3 000 giovani, uccidendo 364 partecipanti e rapendone 44. In questa occasione sono stati registrati numerosi casi di stupri e violenze sessuali contro donne israeliane.
Israele veniva aggredita e seviziata via terra via mare, via cielo. Nelle altre località raggiunte dai palestinesi sono stati uccisi uomini, donne, bambini, fatti ostaggi e incendiate case su case. Di qui i massacri di Kfar Aza, di Be’eri e di Netiv HaAsara, dove sono stati falciati tutti coloro che si erano raggruppati in milizie di difesa. Poi nell’assalto al kibbutz di Be’eri, i comandanti israeliani hanno cannoneggiato le abitazioni del kibbutz, vicini al confine della Striscia di Gaza, per stanare i terroristi: morirono1200 persone, 859 civili israeliani, 278 soldati e 57 membri delle forze dell’ordine.
A sostenere l’operazione: le Brigate della Resistenza Nazionale, braccio armato del Fronte Democratico per la Liberazione della Palestina (FDLP), Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP), la Fossa dei Leoni, le Brigate Abu Ali Mustafa. Poi l’attacco anfibio nella zona costiera di Zikim, con invasione della base militare Bahat 4.
All’Operazione Diluvio di Hamas, Israele ha risposto con l’operazione ‘Spade di Ferro’ fatta di massicci bombardamenti e dell’invasione della Striscia, ancora oggi stretta nella morsa israeliana.
Da qui la storia dei nostri giorni, tra Paesi che si battono per il riconoscimento dello Stato della Palestina, manifestazioni in tutte le piazze del mondo per chiedere la pace, la nascita della strategia in 20 punti di Trump rivolta ad Hamas, la mobilitazione mondiale delle Flotille, imbarcazioni con persone provenienti da tutto il mondo che cercano di forzare il blocco navale di Israele per portare aiuti umanitari e creare un corridoio umanitario, imbarcazioni che vengono abbordate dalle navi israeliane in acque internazionali con gli attivisti, medici, giornalisti, avvocati e parlamentari che vengono arrestati, sottoposti ad intimidazioni, ad umiliazioni sistematiche, torture psicologiche, privati di cibo, acqua e medicinali. L’attivista Greya Thumberg è stata legata, picchiata, trascinata per i capelli e costretta a baciare la bandiera israeliana.







