Gaza, Global Sumud Flotilla: fermati 23 attivisti italiani in acque internazionali
Fermati anche 23 italiani.
di Mariolina Marcelli-
La Global Sumud Flotilla continua le sue missioni di aiuti per Gaza, fronteggiando non poche difficoltà. All’incirca 175 attivisti, sembrerebbe tra la notte del 29\30 aprile, sono stati rintracciati dalle autorità israeliane.
Le imbarcazioni umanitarie bloccate sarebbero state circa 22, tra gli attivisti anche 23 italiani.
Il tutto è avvenuto in acque internazionali, vicino alle coste dell’isola di Creta, dove poi sono stati sbarcati gli attivisti, tramite una nave israeliana, come da indicazioni del ministro degli esteri di Israele Gideon Sa’ar.
Naturalmente le tematiche tirate in ballo sarebbero diverse, tra cui la violazione del diritto internazionale da parte di Israele, secondo gli attivisti della Flotilla, rispettato invece dalle autorità greche, che richiedono rispetto e calma, così da facilitarne anche il rimpatrio.
Purtroppo, però, sull’isola greca mancherebbero all’appello due attivisti, Saif Abu Keshek e Thiago Ávila, i quali sarebbero stati portati direttamente in Israele per essere interrogati poichè quest’ultimo li riterrebbe partecipi di alcune attività sospette. Naturalmente questa decisione ha messo subito in allarme i restanti attivisti che hanno richiesto un aiuto legale per il rilascio dei compagni.
Lo spirito degli attivisti rimane forte e compatto, lo afferma uno di loro attraverso un collegamento dalla Grecia durante la conferenza stampa della delegazione italiana della Global Sumud Flotilla davanti alla Farnesina, si dichiarano già pronti a ripartire e di essere ancora più numerosi. I due attivisti trasportati ad Israele, sono stati intercettati su una nave che portava bandiera italiana, la “Eros 1”, è proprio per questo che la portavoce italiana della Flotilla, Maria Elena Delia, si sta dando da fare per il rilascio dei due, attuando il presidio davanti alla Farnesina.
Sembrerebbe che sotto l’iniziativa di blocco della Flotilla ci sia sempre e comunque il volere americano, in quanto lo stesso portavoce del Dipartimento di Stato americano, Tommy Pigott, afferma che l’iniziativa della Flotilla sembrerebbe essere una trovata pro Hamas che minerebbe tutto il piano di pace strutturato dal presidente Donald Trump, appoggiato chiaramente da Netanyahu.
Nel frattempo, anche il governo di Giorgia Meloni avrebbe dichiarato di voler assolutamente ottenere la liberazione di tutti gli italiani fermati illegalmente, nonostante la Presidente avesse più volte manifestato le sue perplessità nei confronti alla Flottiglia e dei problemi che, sempre secondo la Premier, creerebbero in questa situazione.
È chiaro che in questo momento ci si appella ancora una volta indiscutibilmente al rispetto del Diritto Internazionale, che ha il solo obiettivo di proteggere i diritti umani, in questo caso specifico si parla anche di rispetto del diritto marittimo e di promuovere la pace e la serenità tra i diversi paesi, pace che ad oggi, sembra essere ancora molto lontana.







