Gaza brucia
di Claudia Izzo-
Nel giorno in cui la Commissione d’inchiesta dell’ONU parla di genocidio, con i mandati d’arresto già emessi a carico di Netanyahu e e del suo ex ministro della Difesa, Yoav Gallant come responsabili delle «attività degli organi governativi israeliani e delle forze armate», Gaza brucia.
Poco prima della mezzanotte vi sono stati 37 attacchi in 20 minuti, prima l’ordine di evacuazione e mentre la gente si spostava, i bombardamenti. Una bomba ogni quattro minuti. Il cielo è diventato arancione.
Benvenuti a Gaza City dove questa disumana Apocalisse si sta consumando sotto lo sguardo degli Stati Uniti consenzienti e dell’Europa chiusa nel suo immobilismo. Il mondo ha deciso che Gaza è sacrificabile. Il piano coloniale sta raggiungendo la fase finale con la liquidazione della questione palestinese in nome di un Grande Israele.
Si inizia con l’ingresso di cingolati telecomandati pieni di esplosivo per aprire la strada alla fanteria in una città insanguinata, concentrato di droni, aerei ed artiglieria. Gaza deve essere cancellata dalla faccia della terra, ridotta ad una “fossa comune”. Il Diritto Internazionale è andato a farsi benedire. Israele afferma che gli ebrei non possono essere “occupanti” nella loro patria. Viene legittimato l’apartheid, l’deologia coloniale, l’assedio con la finalità dell’annessione.
E dopo gli ospedali assediati, gli aiuti umanitari respinti, i civili affamati e falciati come i giornalisti affinchè nessuna voce esca da questo inferno, oggi irrompono a Gaza City le truppe dell’Idf mentre circa 65mila persone resteranno in città, tra chi non può muoversi e chi non sa dove andare. Resta in città chi non ha più nulla da perdere e chi ha madri, padri, figli impossibilitati a camminare. I gazawi sono intrappolati nell’apocalisse dei nostri giorni. Chi può va via a piedi o su qualsiasi mezzo di fortuna. Tutta una vita sotto un braccio o sulle spalle.
La tragedia si compie con l’avallo degli Stati Uniti d’America, con Trump che minaccia Hamas dopo aver saputo che alcuni ostaggi vengono utilizzati come scudi umani. A questa notizia le famiglie israeliane degli ostaggi si sono messe messe in marcia verso l’abitazione del primo ministro temendo per la sorte dei loro cari.
«Spero che i leader di Hamas sappiano a cosa vanno incontro se fanno una cosa del genere. Questa è un’atrocità umana, come poche persone hanno mai visto prima. Non permettete che ciò accada, altrimenti, tutte le scommesse sono perse. Liberate tutti gli ostaggi», le parole di Trump su Truth. Immediata la risposta del premier Benjamin Netanyahu: «Grazie presidente per il tuo incrollabile sostegno».
“Gaza sta bruciando. Non ci arrenderemo e non torneremo indietro, finché la missione non sarà completata” ha affermato il ministro della Difesa Israel Katz. E come per la Nakba del 1948 si brucia tutto affinchè nessuno faccia mai più ritorno in questa terra.







