Protesta autotrasportatori: la parola ad Antonio Cerullo, esponente provinciale PD
di Mariapia Vecchione-
Il Sud Italia è al collasso. Una vita insostenibile ha portato per le strade gli autotrasportatori della Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. Il caro carburanti pesa sulle loro spalle e ogni giorno il trasporto merci, che va dal meridione al settentrione, è una penitenza da scontare: una via crucis, in cui si spera di arrivare a fine mese.
La Premier Giorgia Meloni in queste ultime ore afferma attraverso un videomessaggio: “Il Governo, tramite il ministro Salvini, ha firmato in queste ultime ore un accordo con le associazioni dell’autotrasporto, con le quali ci siamo tra l’altro sempre confrontati e che ringrazio per la collaborazione, che non è mai mancata in questi mesi difficili.” Continua la Meloni:” Non sono “promesse” quelle che sono state firmate, sono risorse che già stanno arrivando al comparto. Il Ministero dei Trasporti ha già cominciato a pagare e nei prossimi giorni le imprese riceveranno l’acconto sul credito d’imposta per il gasolio, da marzo ad agosto 2026, che copriamo per intero. I controlli si faranno dopo, perché chi lavora non può restare fermo ad aspettare la burocrazia. Sono risposte che devono arrivare immediatamente, per questo abbiamo riunito oggi un Consiglio dei Ministri dedicato. Oggi, non fra un mese. Abbiamo approvato le norme che servono a completare l’accordo”.
Si tratta di risposte però, che per i trasportatori italiani non sono decisive. Come dichiara Antonio Cerullo, esponente provinciale del Partito Democratico e consigliere comunale di Ceraso, “il Governo non può continuare a voltarsi dall’altra parte: fermare il Sud e ignorare la sua gente significa spegnere il motore dell’Italia intera”.
Ai microfoni di SalernoNews24, Cerullo risponde sulla questione delle mobilitazioni del Sud Italia: “Mentre nei telegiornali sembra regnare un silenzio assordante, per le strade del nostro Paese si sta consumando un’ennesima battaglia decisiva. Gli autotrasportatori scesi in piazza sono la scintilla della protesta che questa volta parte dal Sud, – prosegue Cerullo – dall’altro lato
arriva la bastonata sui trasporti pubblici: Trenitalia ha eliminato la possibilità di acquistare i carnet di biglietti, a prezzi calmierati, tagliando fuori proprio le soluzioni più convenienti per pendolari e studenti. In un momento in cui le famiglie affogano tra inflazione e rincari, viene tolto anche il minino risparmio a chi si sposta per motivi di studio o lavoro”.
È giunta da poche ore la notizia della Premier Meloni: stanziamento di risorse e nuove tutele per gli agricoltori, pescatori e associazioni dell’autotrasporto, approvate oggi in Consiglio dei Ministri. Tuttavia, molti trasportatori urlano nelle strade, rispondendo che le risorse destinate al comparto erano in realtà, già state stanziate. Di cosa si parla mentre nei supermercati manca il cibo?
“Il problema principale qui è il cortocircuito tra gli annunci di Palazzo Chigi e la realtà quotidiana che vivono le imprese e le famiglie. Le risorse sbandierate in queste ore dal Consiglio dei Ministri vengono presentate come una soluzione d’emergenza, ma per gran parte degli autotrasportatori e dei lavoratori del settore si tratta di fondi e ristori già previsti, bloccati dalla burocrazia o del tutto insufficienti a fronteggiare un costo del carburante diventato insostenibile. Dire ai lavoratori «abbiamo stanziato le risorse», mentre il prezzo del gasolio e l’inflazione divorano i margini di guadagno, non risolve il problema. Intanto, nei supermercati le risorse mancano e si creano disagi per i cittadini, non per un capriccio dei camionisti, ma perché a collassare è l’intera filiera agroalimentare e della logistica. Quando ad un autotrasportatore o ad un pescatore costa più lavorare che stare fermo, il sistema si ferma”.
Persone ridotte alla fame e senza possibilità di condurre una vita dignitosa; la domanda dei cittadini italiani è: questo governo ha la percezione della realtà?
“Un Governo con la percezione della realtà non si limita agli slogan o alle rassicurazioni di facciata: interviene sulle accise del carburante in modo strutturale, contrasta le speculazioni e mette in sicurezza il potere d’acquisto dei salari e delle piccole e medie imprese. Continuare dire che «va tutto bene» o che «stiamo facendo il massimo», significa negare l’evidenza”.
Le proteste a cui si assiste nel Sud Italia hanno uno scopo ben chiaro. Tuttavia si è parlato del rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata all’interno di queste mobilità collettive. Non è vergognoso parlare in questi termini di una protesta che coinvolge lavoratori onesti e padri di famiglia?
“È un’operazione estremamente scorretta ed è una mancanza di rispetto nei confronti di questa classe di lavoratori onesti, che stanno manifestando pacificamente per la propria dignità e per garantire ai loro figli ancora il pane in tavola”







