A Salerno la mostra e il convegno sulla storia della DC
di Gaetanina Longobardi-
Nell’ambito della mostra nazionale DC Storia di un Paese. Mostra fotografica: cinquant’anni di vita della Dc (1942-1994), ieri si è svolto il convegno “La Democrazia Cristiana a Salerno e Provincia” con interventi di rappresentanti delle istituzioni e del mondo accademico. Un pomeriggio intenso e ricco di testimonianze per tracce di ricerca storica. Perché la mostra nazionale DC Storia di un Paese ha una particolare natura nella sua dimensione e nelle specifiche conseguenze.
Il grande successo di pubblico del convegno è un chiaro segnale della energia geopolitica ancora viva della Democrazia Cristiana. Un’influenza decisiva e duratura degli assetti italiani che è ancora oggetto di interpretazioni largamente divergenti.
La mostra itinerante DC Storia di un Paese fa tappa all’Archivio di Stato di Salerno, dove resterà aperta fino al 17 luglio 2026. Il percorso espositivo ripercorre la storia della Democrazia Cristiana, dalla ricostruzione del secondo dopoguerra alla fine della Prima Repubblica, attraverso fotografie e documenti. La sezione salernitana, curata dal direttore dell’Archivio di Stato Salvatore Amato, arricchisce la mostra con materiali dedicati alla Democrazia Cristiana a Salerno e provincia. L’iniziativa rientra nelle celebrazioni per l’80° anniversario della nascita della DC e mira a valorizzarne il ruolo nella storia repubblicana.
Lo scenario salernitano è stato ricomposto da Vittorio Salemme, che ha presentato il suo libro Democristiani a Salerno della D’Amato Editore, riuscendo a inserirlo in quello più ampio costituito dalle grandi trasformazioni e i principali eventi dell’epoca.
Il professore Aniello Salzano, ex sindaco di Salerno, ha messo in evidenza l’evoluzione di questo partito nobile che ha fatto la storia d’Italia. L’intervento dell’onorevole Alfonso Andria Presidente Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali – Ravello trasmette sostanza ai racconti del pensiero democristiano, nel segno del legame con il territorio e nell’offerta di ascolto.
C’è una commozione rilevante in archivio intanto che Paolo Del Mese e Tino Iannuzzi hanno posto l’accento sull’organizzazione del partito e sulla funzione delle sezioni nella formazione della classe dirigente e della partecipazione politica.
Le culture politiche, sociali e materiali sono rappresentate nella sala da personalità che credono senza accontentarsi delle parole. Personalità di rilievo come Giuseppe Acocella, professore emerito di Filosofia del diritto dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e componente del Comitato scientifico DC80. Il professore ha sottolineato l’importanza della DC nella società, andando a costituire strutture e organismi incentrati sui principi della cooperazione e dell’assunzione di responsabilità. Un valore simbolico non soltanto per Salerno e le sua provincia, ma per tutto il Paese.
L’intervento conclusivo è stato affidato all’On. Ortensio Zecchino, già Ministro dell’Università e della Ricerca e Presidente del Comitato DC80 che si è soffermato su alcuni elementi di grande importanza per cogliere gli aspetti della fine del partito.
L’elenco dei problemi irrisolti è lungo e incompiuto, ma sicuramente gli errori umani aggravano le condizioni del pianeta Italia. Zecchino afferma che nel 1994, quando cambiò il sistema elettorale maggioritario con un recupero proporzionale, i Democristiani si ritirano e persino il segretario del partito non si candidò.
L’evento clamoroso fu l’ingresso in politica di Berlusconi e la sua vittoria.
Molto significative le sue parole: «Non si resuscitano i morti, la DC è finita». Ma sotto il profilo del riferimento spirituale, che proviene direttamente da Don Luigi Sturzo e proprio in corrispondenza di una visione democristiana, occorre la memoria, vera grande protagonista.







