Addio ad Emma Bonino, una vita di ideali e battaglie
di Mariapia Vecchione-
Politica, attivista e protagonista del cambiamento dei diritti umani, Emma Bonino ci ha lasciato all’età di 78 anni, ieri 11 settembre. Lei che ha sostenuto: “I diritti si difendono e si curano giorno per giorno. È come andare in bicicletta, se non ti muovi cadi”.
Nata a Bra in una famiglia piccolo borghese vive la sua infanzia in una fattoria nelle campagne con la famiglia. Nel 1954 la famiglia lascia l’azienda agricola e si trasferisce a Bra dove il padre intraprende un commercio di legname, raggiungendo presto una buona stabilità economica. Dopo la maturità classica si trasferisce a Milano per conseguire la laurea in lingue e letterature straniere all’Università commerciale Luigi Bocconi, che avviene nel 1972 con una tesi sull’autobiografia di Malcolm X.
Figura tra le più importanti del radicalismo liberale d’età repubblicana, è stata eletta dal 1976 in poi in varie legislature alla Camera dei deputati e al Parlamento europeo, infine al Senato della Repubblica. Ha ricoperto la carica di commissaria europea dal 1995 al 1999, quella di Ministro del commercio internazionale e delle politiche europee nel governo Prodi II dal 2006 al 2008, di vicepresidente del Senato della Repubblica dal 6 maggio 2008 al 15 marzo 2013, e successivamente di Ministro degli affari esteri nel governo Letta dal 28 aprile 2013 al 22 febbraio 2014. Oltre ad aver ricoperto importanti cariche nel Partito Radicale, è stata membro del comitato esecutivo dell’International Crisis Group, ideatrice e promotrice della Corte penale internazionale, delegata per l’Italia all’ONU per la moratoria sulla pena di morte, nonché fondatrice dell’organizzazione internazionale Non c’è pace senza giustizia per l’abolizione delle mutilazioni genitali femminili.
Tante le sue battaglie, sempre combattute con onestà intellettuale, per offrire alle nuove generazioni opportunità e progresso: negli anni settanta del Novecento comincia la sua lotta alla legalizzazione dell’aborto, frutto di un’esperienza diretta che la sconvolge e la rende vittima di un sistema disumano, illegale e doloroso a danno delle donne. Emma Bonino, infatti, si trovò a fare i conti con un aborto e a riflettere sul fatto che per le donne in questa condizione non c’era dignità, ascolto e scelta: “Dopo avere vissuto quell’aborto ed essermi umiliata ho deciso che non sarebbe accaduto mai più a nessuna”.
Nacque la sfida alla legge che criminalizzava, anzi giudicava, l’interruzione volontaria di gravidanza e la Bonino nel 1975 alla sola età di 27 anni venne arrestata, confermando di aver aiutato molte donne ad aver abortito in mancanza di una tutela legislativa.
Ma per Emma questo diritto era imprescindibile da garantire, si trattava di far comprendere all’intera nazione italiana che il proprio diritto è imprescindibile: “Io ho sempre seguito una regola: io non lo farei, ma non per questo tu non lo devi fare”.
Il divorzio, anche questa una sua battaglia che ha saputo trasformare l’Italia rendendola quella che è oggi: una nazione che ha conquistato, ma che ha tanto ancora da raggiungere nelle sue scelte civili. Sostenere il divorzio per Emma Bonino significava il primo passo a quella conquista di libertà, scelta ed emancipazione che si desiderava nella vita matrimoniale.
Nel 2015 annuncia la sua malattia ai microfoni di Radio Radicale, si tratta di un tumore al polmone, ma la sua dichiarazione diventa simbolo di dignità, la stessa con cui ha affrontato l’intera vita: “Il corpo faccia quello che vuole, io non sono il corpo, io sono la mente – e poi ancora – io non sono il mio tumore e voi neppure siete la vostra malattia”.
Anche nella sofferenza del corpo ha insegnato a lottare con impegno, lei che ha combattuto contro la fame nel mondo e ha scioperato negandosi il cibo per giorni, ha combattuto per abolire la pena di morte perché disumana.
Ci lascia la donna che ha combattuto fino alla fine dei suoi giorni una battaglia che ha a che fare con la possibilità di scegliere, senza che queste scelte siano impedite:
“Impegnatevi. Fatelo per le idee che avete, fatelo per lottare per quello in cui credete, fatelo non perché donne ma affinché a nessuna donna possa mai più esser detto di non poterlo fare”.
Scegliere, agire e dire nel pieno rispetto della nostra democrazia: la strada all’ottenimento dei propri diritti è ancora lunga.
Tu cara Emma, per sempre un prezioso ago della bilancia.
- CC BY-SA 2.0
- Emma Bonino – World Economic Forum on Europe 2010







