Non come il gigante sfacciato di fama greca,
Con arti conquistatori a cavallo di terra in terra;
Qui, alle nostre porte bagnate dal mare e dal tramonto, si troveranno
Una donna possente con una torcia, la cui fiamma
è il fulmine imprigionato, e il suo nome
Madre degli Esiliati. Dalla sua mano-faro
Il suo sguardo mite è un benvenuto in tutto il mondo; i suoi occhi miti comandano
Il porto con ponte aereo che fa da cornice alle città gemelle.
Tenetevi , o antiche terre la vostra vana pompa-grida
essa (la statua) con le silenti labbra- datemi i vostri stanchi, i vostri poveri,
le vostre masse infreddolite desiderose di respirare libere, i rifiuti miserabili delle vostre coste affollate.
mandatemi loro, i senzatetto, gli scossi dalle tempeste
e io solleverò la mia fiaccola accanto alla porta dorata”
Il simbolo di speranza e di accoglienza per gli immigrati di tutto, la Statua che più di ogni altra al mondo rappresenta l’American Dream, si sentirà sicuramente estranea a Doanld Trump che attua la strategia della “Massima Pressione” (Maximum Pressure) contro l’Iran estendendo il regime sanzionatorio con l’obiettivo di portare le esportazioni di petrolio iraniano a quota zero, che si allea con il sanguinario Israele sotto il governo Netanyahu e con le monarchie del Golfo, con l’obiettivo di isolare l’Iran creando un blocco regionale compatto che integri la difesa aerea e gli interessi economici, spingendo per una sorta di “NATO araba” in funzione anti-Teheran. Se poi parliamo di immigrazione, questa è per Trump non solo una questione di sicurezza, ma una battaglia per la “sovranità nazionale”.
L’amministrazione ha dichiarato l’obiettivo di espellere milioni di persone all’anno.
Ad oggi, nel 2026, si stima che oltre 600.000 persone siano state deportate forzatamente, con numeri ancora più alti di “auto-deportazioni” (persone che lasciano il Paese per paura delle sanzioni).
Trump ha invocato leggi storiche e controverse, come l‘Alien Enemies Act del 1798, per accelerare le espulsioni senza lunghi processi giudiziari, utilizzando anche personale della Guardia Nazionale e, in alcuni casi, reparti militari per il supporto logistico.
Il muro al confine con il Messico è passato dall’essere un simbolo a un cantiere permanente e accelerato. Grazie a nuovi finanziamenti ottenuti tramite manovre di bilancio (Reconciliation Bill), nel 2026 sono stati appaltati o completati centinaia di nuovi chilometri di barriere “intelligenti” (dotate di sensori e droni). Chiunque venga fermato al confine viene ora immediatamente detenuto o respinto in Messico, eliminando la pratica di rilasciare i richiedenti asilo in attesa dell’udienza.
Dal 1° gennaio 2026, è entrata in vigore un’espansione del divieto di ingresso che colpisce i cittadini di circa 12 nazioni (tra cui Afghanistan, Haiti, Iran, Libia e Somalia), giustificata da motivi di sicurezza nazionale.Ha introdotto una tassa di $100.000 per i datori di lavoro che richiedono visti H-1B (specialisti), sostenendo che le aziende debbano dare priorità assoluta ai lavoratori americani.
Il governo federale è in guerra aperta con le città e gli stati (come la California o New York) che si rifiutano di collaborare con gli agenti dell’ICE (l’agenzia per l’immigrazione). Trump ha minacciato e, in diversi casi, attuato il taglio dei fondi federali per queste giurisdizioni, definendole complici dell’illegalità.Un dato sorprendente del 2025-2026 è che, per la prima volta in decenni, gli Stati Uniti stanno registrando una migrazione netta negativa: più persone lasciano il Paese di quante ne entrino. Questo è considerato dall’amministrazione Trump il più grande successo politico, mentre gli economisti discutono ferocemente sull’impatto che questa carenza di manodopera avrà sull’inflazione e sulla crescita.
Chiediamoci adesso perchè otto milioni di americani non scenda in piazza. Ogni giorno.
Benvenuti in America.