Blitz USA nella notte: catturato Maduro, resa negoziata?
di Claudia Izzo-
Dopo aver detto negli ultimi tempi che i giorni di Maduro erano contati, Donal Trump sul New York Times parla di “un’operazione brillante”.
Il blitz.
Stanotte il controverso leader venezuelano Nicolàs Maduro, a capo del Cartel de Los Soles, un’organizzazione di narcotraffico che ha preso il controllo del Paese, e sua moglie, sono stati catturati a Caracas dalle truppe d’elite Usa Delta Force grazie ad una operazione su larga scala con bombardamenti su centri del potere e infrastrutture militari. Il tutto avviene oggi, nel sesto anniversario della morte di Soleimani, generale e agente segreto iraniano, padre della rivoluzione iraniana, morto durante un attacco aereo americano all’aeroporto di Baghdad, Iraq, per volere di Donald Trump.
Sotto custodia degli Stati Uniti dove sarà processato, Manduro, con il suo governo autoritario con repressione dei diritti umani, ha attirato l’attenzione della comunità globale. In Venezuela si assiste, infatti, ad una smodata corruzione e malgoverno, politiche governative insostenibili, dove le sanzioni imposte dagli Stati Uniti con embargo nel 2019, hanno paralizzato l’industria del petrolio, riducendo drasticamente la capacità di esportazione e l’accesso ai mercati internazionali. Tutto ciò ha dato vita ad una situazione di precarietà fatta di carenza di servizi essenziali, medicine e cibo con la nascita di una crisi umanitaria fatta di inflazione ai massimi livelli. L’attacco di oggi, dovuto all ‘accusa USA rivolta al Venezuela di essere un “narcostato” con cartelli di droga fittamente legati ai vertici politici, è stata presentata al mondo come un passo necessario per ripristinare la democrazia in Venezuela, garantire la sicurezza. Ma ovviamente gli USA mirano al petrolio.
Le reazioni del mondo.
Le opinioni sono controverse: quella di oggi è una cattura o un accordo tra Nicolas Maduro con Donald Trump? Questo è il mistero che aleggia sul blitz di stanotte. Maduro infatti avrebbe dato vita ad un’appello della mobilitazione e alla resistenza ma le truppe USA non avrebbero trovato alcuna resistenza. Una resa negoziata?
Intanto, Diosdado Cabello, dal 2024 Ministro dell’Interno della Repubblica Bolivariana del Venezuela, su nomina presidenziale di Nicolas Maduro, uno degli uomini più potenti del Venezuela, dopo gli attacchi USA ha ricordato in una dichiarazione alla televisione pubblica che questa non è la prima lotta e che il Venezuela ha saputo sopravvivere in ogni circostanza.
Se dunque molti paesi hanno accolto con favore il blitz targato USA, altri hanno visto in questa mossa sul controverso scacchiere internazionale, un’ingerenza nelle faccende di uno stato sovrano. Mentre Trump esulta, sul fronte internazionale proprio la Russia parla di “aggressione armata degli USA contro il Venezuela” a cui fa eco l’Iran ritendo il raid una “violazione del diritto internazionale” con Cuba, schierata apertamente al fianco del Venezuela. “W la libertà ” è invece il grido del Presidente dell’Argentina mentre la Von der Leyen si schiera a sostegno della transizione democratica in Venezuela. La Spagna invita alla moderazione e si offre come mediatrice invitando ad agire nel rispetto del Diritto Internazionale e della Carta delle Nazioni Unite, mentre la Colombia schiera il suo esercito alla frontiera con il Venezuela con forza pubblica ed assistenziale ” nel caso di ingresso massiccio di rifugiati”.
L’Italia.
L’Italia come si pone innanzi al blitz? Ci si aspetterebbe una presa di posizione ufficiale che invochi il rispetto delle leggi internazionali, ma come membro UE e NATO, è prudente per non compromettere nè i propri interessi economici nè i rapporti con la popolazione locale, una sorta di “realismo pragmatico”.







