Dalle associazioni umanitarie ai finanziamenti ad Hams-
Fare beneficenza e non sapere dove vanno a finire i soldi: in parole povere questo è il concetto alla base dell’operazione della Polizia di Stato e Guardia di Finanza che oggi, a Genova, ha portato all’arresto di nove persone, facendo luce su una rete allargatasi in Europa con baricentro anche in Italia, che raccoglieva soldi a favore di tre associazioni con sede a Gaza ma controllate o appartenenti ad Hamas, a favore di suoi esponenti.
Le indagini si sono basate su intercettazioni telefoniche e ambientali, acquisizioni informatiche,
monitoraggi dei flussi di denaro.
I fatti vedono tra gli arrestati Hannoun Mohammad Mahmoud Ahmad seguito già dall’intelligence israeliana e dal Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti d’America, con un foglio di via della questura di Milano per istigazione all’odio e alla violenza, stava già fuggendo in Turchia.Capo dei Palestinesi in Italia, risulterebbe essere al vertice del comparto estero di Hamas.
Architetto con cittadinanza giordana, è in Italia da 40 anni e vive a Genova dove, a sostegno di Gaza, ha organizzato molte manifestazioni entrando in contatto con esponenti politici italiani.
Al vertice dunque di tre associazioni, l’Associazione benefica di solidarietà col popolo palestinese, l’ Organizzazione di volontariato e La Cupola d’Oro, le prime due con sede a Genova, l’ultima a Milano, avrebbe dato vita dal 2001 ad una raccolta fondi, a dir suo, per scopi umanitari, ma invece per il 71% diretti ad Hamas, intensificatisi dopo gli eventi del 7 ottobre 2023.
Sarebbe stato Hannoun, infatti, ad aver girato ad Hamas oltre 7 milioni di euro, precisamente 7.288.248,15 euro. Parliamo, dunque, di denaro letteralmente sottratto a quelle che erano le finalità dichiarate, l’aiuto alla popolazione civile di Gaza.Scoperto il vaso di Pandora, si attendono risvolti a livello nazionale e internazionale.