L’attualità della vicenda di Lucio Sergio Catilina

Catilina: quando la giustizia diventa arma del potere e il nemico sostituisce l’imputato

di Cecchino Cacciatore-

L’attualità della vicenda di Lucio Sergio Catilina propone una rilettura critica della celebre “congiura” mettendo in discussione la narrazione tradizionale che ha consegnato Catilina alla storia come mero sovversivo e criminale.

Catilina è una figura complessa e profondamente divisiva: un uomo più vicino al popolo che al Senato, interprete di un disagio sociale profondo che attraversava la Repubblica romana nel suo declino. Le sue rivendicazioni – cancellazione dei debiti, redistribuzione delle terre pubbliche, ridimensionamento dell’oligarchia senatoria e dell’ordine equestre – non erano meri atti criminali, ma espressione di un conflitto sociale reale.

E’ qui che si innesta il periculum rei publicae, ossia la costruzione politica del “pericolo per lo Stato”, abilmente evocata da Cicerone per giustificare misure eccezionali. In nome della salvezza della Repubblica, Catilina e i suoi seguaci vengono trasformati da avversari politici in hostes, nemici assoluti, privati di ogni garanzia giuridica. Si cede il passo alla ragion di Stato.

Emblematico è l’episodio della seduta del Senato del 5 dicembre del 63 a.C., nella quale viene decisa la sorte dei presunti congiurati rimasti a Roma. La richiesta di pena di morte avanzata da Cicerone viene accolta senza concedere la provocatio ad populum, diritto fondamentale dell’ordinamento romano che avrebbe potuto evitare l’esecuzione capitale. La voce dissenziente di Giulio Cesare, che propone una pena detentiva nel rispetto delle leggi vigenti e mette in guardia contro la normalizzazione della pena di morte come strumento politico, rimane isolata e inascoltata.

Il celebre “vixerunt” pronunciato da Cicerone dopo le esecuzioni suggella simbolicamente la cancellazione non solo fisica, ma anche giuridica e politica degli avversari.

Catilina, costretto all’esilio, morirà poco dopo nella battaglia di Pistoia, scegliendo lo scontro armato come ultimo atto di dignità, sottraendosi al boia. La sua fine non spegne tuttavia le istanze che aveva incarnato: esse riemergeranno nelle riforme successive e nelle grandi trasformazioni che porteranno alla fine della Repubblica e all’avvento dell’Impero.

Catilina è vittima di una giustizia piegata alla politica, privata delle garanzie e usata per consolidare il potere di un’oligarchia distante dal popolo. La sua vicenda diventa così un paradigma storico del rischio sempre presente quando il processo penale smette di essere tutela dell’innocente e si trasforma in strumento di repressione del dissenso. Infatti, continua a interrogare il diritto di ogni tempo. Essa mostra come, nei momenti di crisi, la legalità possa essere sospesa in nome della salvezza dello Stato e come il processo penale rischi di mutare natura, da luogo di accertamento della responsabilità a strumento di eliminazione del nemico politico. Catilina non viene sconfitto solo come uomo, ma come simbolo di un conflitto sociale che il potere sceglie di reprimere anziché comprendere.

In questa trasformazione dell’avversario in hostis, la giustizia perde la sua funzione di garanzia e diventa tecnica di governo. È qui che la storia di Catilina smette di essere antica e diventa attuale: ogni volta che l’emergenza giustifica la rinuncia alle regole, il diritto tradisce se stesso e prepara nuove, inevitabili, ingiustizie.

 

Cecchino Cacciatore Cecchino Cacciatore

Cecchino Cacciatore

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Cecchino Cacciatore è nato a Salerno il 10 aprile 1968. E’ avvocato penalista del Foro di Salerno. Impegnato sui temi del garantismo, dei diritti inalienabili delle persone e della solidarietà, ha ricoperto i ruoli di segretario della Camera Penale Salernitana e di Vice Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Salerno, oltre che di Direttore della Scuola di Specializzazione della professione forense, istituita su sua proposta dallo stesso Consiglio dell’Ordine. E’ autore di numerose pubblicazioni sulla giustizia e le condizioni sociali e politiche degli ultimi, tra cui circa 300 articoli e 5 libri. Si ricordano in particolare: La penna e la toga. Scritti e interventi giornalistici su politica e giustizia- D’Amato Editore, 2020. Il diritto tra le righe. Viaggio alla ricerca della giustizia nella letteratura- D’Amato Editore, 2022; Riforma Cartabia- Penale. Schemi e tavole sinottiche, Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Salerno, Camera Penale Salernitana; La giustizia è anche domani- D’Amato Editore, 20232024; La storia compagna della giustizia (nei dintorni della libertà)- D’Amato Editore, 2025.

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