E’ morto Emilio Fede: giornalismo fazioso e guai giudiziari

di Claudia Izzo-

Negli ultimi giorni si erano rincorse fake news sulla morte del famoso giornalista, oggi la notizia si è fatta vera: si è spento a Milano, nella residenza San Felice in cui era ricoverato, il noto giornalista Emilio Fede.

Classe ’31, Fede era nato a Barcellona Pozzo di Gotto, nel messinese, figlio di un maresciallo maggiore dei Carabinieri (per anni in Etiopia) e di una cantante lirica,  trascorre l’infanzia tra San Piero Patti e Roma, dove completa la maturità classica. Collabora con Il Momento–Mattino di Roma e poi con La Gazzetta del Popolo di Torino, diventandone inviato speciale. Ha ricoperto il ruolo di direttore del Tg1, ma il rapporto con la RAI  termina nel 1987, a seguito di un processo per gioco d’azzardo finito con l’assoluzione per il cambiamento degli accordi politici. Poi nel 1989 passa alla Fininvest di Silvio Berlusconi come direttore di  Videonews e di Studio Aperto, notiziario di Italia 1,  che il 16 gennaio 1991 è il   primo telegiornale in Italia ad annunciare in diretta l’inizio dell’operazione ‘Desert Storm’ durante la Guerra del Golfo, proprio nel giorno della sua prima messa in onda su Italia 1.

Il volto di Emilio Fede è legato alla conduzione del TG4 dal 1992 al 2012 nell’ambito del quale impresse al notiziario una forte identificazione con la propria persona:  qui la facevano da padrona notizie di taglio fortemente scandalistico e scabroso e  l’evidentissima parzialità in favore della persona di Silvio Berlusconi. Fede si espone a critiche severe per  la qualità del notiziario fino agli interventi dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Intanto  la trattativa  non va a buon fine e Fede lascia Mediaset con cui mantiene un rapporto di consulenza fino al 2014 quando gli verrà comunicata la rescissione unilaterale. Fede fa ricorso al tribunale civile di Milano ma la richiesta viene respinta: è indagato per associazione a delinquere a scopo di diffamazione per il presunto ricatto nei confronti dei vertici Mediaset con un fotomontaggio a luci rosse.

Ricordiamo su Rete4 “Le grandi interviste, interviste-ritratto di mezz’ora a personaggi famosi”, i suoi servizi come inviato  speciale in Africa per otto anni, realizzò servizi in oltre 40 Paesi nel periodo della decolonizzazione e dell’inizio delle guerre civili, esperienza che terminò a seguito di una malattia e di un contenzioso sulle spese di viaggio. Fede ideò la tanto discussa  conduzione della rubrica dedicata alle previsioni del tempo Meteo 4 con alcune annunciatrici di bella presenza,  senza però nessuna  competenza specifica nel campo meteorologico, da lui personalmente selezionate battezzate poi “meteorine”.

Ricordiamo Emilio Fede impegnarsi in prima persona contro Indro Montanelli, fondatore e direttore de il Giornale, il quale era contrario all’ingresso in politica di Silvio Berlusconi, perchè  azionista di maggioranza del quotidiano dal 1979, Fede arriva così  a   chiedere le dimissioni del giornalista di Fucecchio, in quell’occasione  Maurizio Costanzo, Gianfranco Funari ed Enrico Mentana,  pur essendo giornalisti Fininvest  prendono le difese di Montanelli, mentre  Vittorio Sgarbi, che all’epoca presentava la rubrica Sgarbi quotidiani su Canale 5, si schiera  con Fede. Montanelli lascia la direzione della testata, sostituito da Vittorio Feltri.

Ricordiamo ancora Fede protagonista di cronaca a causa dei suoi toni alti con Piero Ricca, le sue critiche a Roberto Saviano, le dichiarazioni Berlusconi-mafia registrate dal suo personal trainer in cui Fede parlava apertamente dei legami tra Silvio Berlusconi, Marcello Dell’Utri e il boss Vittorio Mangano.

Tanti i casi che l’hanno visto coinvolto tra cui quello del 2011,  quando fu indagato dalla procura della Repubblica per induzione e favoreggiamento della prostituzione, insieme con Silvio Berlusconi, Lele Mora e Nicole Minetti, sul “caso Ruby” ;  nell’ambito del processo “Ruby” bis, Fede, assieme agli altri due imputati, fu condannato dal tribunale di Milano a 7 anni di reclusione e all’interdizione a vita dai pubblici uffici, per i reati di induzione alla prostituzione, favoreggiamento della prostituzione e favoreggiamento della prostituzione minorile, oltre all’interdizione da uffici di mezzi di informazione considerati come pubblici uffici. Poi la  Corte d’appello ha ridotto le pene, condannando Fede a 4 anni e 7 mesi solo per favoreggiamento della prostituzione.  Se per l’età avanzata (88 anni)  e per le condizioni di salute, fu stabilito che Fede scontasse la pena in detenzione domiciliare, il  22 giugno 2020 Fede fu arrestato a Napoli per evasione dagli arresti domiciliari, mentre stava festeggiando ad un ristornate sul Lungomare il suo 89esimo compleanno. Aveva scontato appena 7 mesi e avrebbe dovuto completare la pena con 4 anni di servizi sociali. 

L’ultima apparizione, alla morte di Silvio Berlusconi, quando non arrivando in tempo per il rito funebre fece un video ” Ciao Presidente Berlusconi…vengo con te, non mi mollare…Ho 92 anni e voglio raggiungerti al più presto”.

 

 

 

 

 

 

Claudia Izzo Claudia Izzo

Claudia Izzo

Claudia Izzo, giornalista con oltre vent'anni di esperienza. Direttrice di salernonews24.it, fonda e dirige campanialife.it e cetaranotizie.com, focalizzate sulla valorizzazione del territorio.E' ideatrice e organizzatrice del Premio Nazionale Aristeia e di iniziative culturali sul territorio nazionale. Già membro della Commissione Cultura dell'Ordine dei Giornalisti della Regione Campania per il triennio 22/24, è attualmente membro del Consiglio di Disciplina Territoriale per il triennio 25/27. Docente di Giornalismo presso istituti scolastici di diverso ordine e grado è stata ghost writer per tre campagne elettorali. Ideatrice e conduttrice della rubrica Ex Libris sull'emittente RCS75, è ideatrice del libro 'La Primavera Fuori.31 scritti al tempo del Coronavirus.( Il Pendolo di Foucault). Coniuga l 'impegno editoriale con una profonda attività di promozione culturale e saggistica: si occupa di comunicazione, storia, design e territorio.

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