A Salerno Letteratura: “Z Gen. Teorie e modelli di un racconto generazionale”

Salerno Letteratura: la Generazione Z tra identità digitali, militanza fluida e nuove forme di sapere

Dal 14 al 21 giugno 2025 Salerno ospita la tredicesima edizione di Salerno Letteratura, una delle rassegne culturali più vitali del panorama nazionale. Un festival che va ben oltre la dimensione letteraria per trasformarsi in una grande festa della cultura, capace di coinvolgere un pubblico eterogeneo e trasversale, grazie alla presenza di scrittori, artisti e intellettuali provenienti da tutta Italia e dall’estero.

Tra i numerosi eventi in programma, la serata di domenica 15 giugno, ospitata nello storico Complesso di Santa Sofia, ha visto protagonista un incontro dal titolo fortemente generazionale: una conversazione sul libro Z Gen. Teorie e modelli di un racconto generazionale di Alfonso Amendola, docente di Sociologia dei processi culturali all’Università degli Studi di Salerno, in dialogo con Alex Giordano, ricercatore, innovatore e tra le voci più autorevoli in Italia sul tema della cultura digitale.

L’incontro, introdotto dalla studiosa Martina Masullo, si è aperto con una riflessione ironica e spiazzante:
“Vi capita mai di ascoltare un gruppo di ragazzi e chiedervi se stiano ancora parlando in italiano? Ecco, quella è la Generazione Z.”

Una battuta che racchiude, in forma leggera, tutta la complessità di una generazione cresciuta in un mondo profondamente diverso da quello delle precedenti.

Sociologo e docente, Alfonso Amendola dirige il laboratorio universitario “Open Class. Ateneo & Territorio” presso l’Università di Salerno. Da sempre attento al fluire del contemporaneo, la sua ricerca si muove tra culture d’avanguardia, consumi di massa, innovazione digitale e mediologia della letteratura, ambiti nei quali ha pubblicato numerosi saggi e monografie. Redattore per riviste internazionali, Amendola affianca all’attività accademica una ricca esperienza nel management culturale e nel giornalismo, collaborando con Il Mattino e la RAI. È referente italiano del progetto “Punk Scholars Network” e membro della giuria delle Targhe del Club Tenco.

Da anni, insieme a Martina Masullo, porta avanti ricerche sui linguaggi, le tendenze e i consumi culturali delle nuove generazioni. Studi che i due studiosi cercano di trasferire anche fuori dalle aule universitarie: curano infatti la rubrica settimanale Racconti Generazionali su Il Mattino e hanno ideato il podcast Z Gen – Un racconto generazionale, disponibile su Spotify e YouTube, in cui esplorano la memoria collettiva attraverso film, serie TV, musica, fumetti e personaggi iconici.

A dialogare con Amendola, Alex Giordano, ricercatore, docente e innovatore salernitano. Tra i pionieri della cultura digitale in Italia, ha affrontato il tema dell’intelligenza artificiale già in tempi non sospetti. Fondatore di progetti come NinjaMarketing, RuralHack e Societing Lab, Giordano unisce alle sue radici mediterranee un approccio cosmopolita, collaborando con università, centri di ricerca e comunità locali a livello internazionale.

La sua visione del digitale è trasversale e radicalmente umana: un processo culturale, politico, ecologico. Autore di volumi come FoodSystem 5.0 e Societing 4.0, è docente di Trasformazione Digitale all’Università Federico II di Napoli e professore associato di Economia all’Università Giustino Fortunato.

Il cuore dell’incontro è stato il libro Z Gen: Teorie e modelli di un racconto generazionale, in cui Amendola indaga la generazione nata tra la metà degli anni Novanta e i primi anni Dieci del Duemila: la Generazione Z, spesso descritta come nativa digitale, secondo la celebre definizione del pedagogista statunitense Marc Prensky. Per Prensky, infatti, questi giovani non hanno “appreso” il digitale: ci sono nati dentro. Il loro rapporto con la tecnologia è istintivo, fluido, incorporato.

Ma essere nativi digitali non significa solo saper usare gli strumenti. Significa vivere il mondo attraverso il digitale, costruire la propria identità in un ecosistema fatto di reti, codici visivi, narrazioni brevi ma incisive, come quelle che circolano su TikTok, Instagram, YouTube.

Eppure, questa generazione non è solo connessa: è anche profondamente consapevole. Attenta all’ambiente, ai diritti civili, all’inclusività, al benessere mentale. Porta avanti un immaginario collettivo in cui la fragilità non è più un tabù, ma un tratto distintivo. Video, meme, confessioni condivise diventano strumenti per parlare di ansia, tristezza, pressione sociale, costruendo una narrazione complessa e reale dell’essere umano.

Uno dei passaggi più suggestivi della serata è stato l’intervento dell’avatar, una figura femminile con il volto coperto da una busta di carta, creata tramite intelligenza artificiale che ha dialogato lungo tutto l’incontro, usando anche il dialetto salernitano in modo fluido e conviviale, connettendosi alle radici del luogo che ospita Salerno Letteratura. La donna – o quasi –  ha offerto una riflessione su un punto chiave del libro: la militanza fluida della Gen Z.

Questa generazione partecipa, ma non secondo le vecchie logiche ideologiche o partitiche. La sua forma di attivismo si esprime attraverso gesti simbolici, trend virali, performance digitali. I video su TikTok non sono solo intrattenimento: sono anche strumenti di mobilitazione, come quando migliaia di donne si tagliavano una ciocca di capelli per protestare contro la violenza di genere. Un gesto che, da personale, è diventato collettivo e politico.

“Una cultura che nasce fuori dalle istituzioni, ma che incide profondamente nel tessuto sociale”, ha sottolineato, testimoniando come l’intelligenza artificiale stessa sia oggi parte integrante della nostra esperienza quotidiana.

Alfonso Amendola ha evidenziato come la conoscenza oggi si sviluppi in spazi ibridi, dove le modalità di apprendimento sfuggono ai modelli canonici. I giovani apprendono attraverso community, contenuti generati dagli utenti, flussi sociali. Un sapere che si costruisce nel dialogo, nella condivisione, nell’ibridazione dei saperi.

Il punto, ha detto il professore, non è giudicare, ma comprendere. E, soprattutto, uscire dalla dicotomia tra cultura umanistica e cultura scientifica: “Finché continuiamo a separare questi due mondi – ha affermato – continueremo a ragionare in modo frammentato. La vera pelle del futuro sarà quella che saprà fondere questi saperi.”

Fondamentale, in quest’ottica, è anche ripensare la scuola, dove il digitale non può più essere un’eccezione occasionale, ma deve diventare un elemento strutturale dell’educazione, e riconoscere il valore dell’autoformazione che avviene al di fuori dei contesti istituzionali.

La serata al Salerno Letteratura è stata un momento di ascolto e confronto generazionale, ma anche una finestra aperta sul futuro. La Generazione Z si presenta come una delle più intricate, fluide, consapevoli. Una generazione che apprende, si esprime, lotta e racconta in modi nuovi, che sfuggono alle logiche lineari ma che parlano con forza del nostro tempo.

In un mondo in cui la conoscenza non è più univoca, e le identità si costruiscono tra reale e virtuale, questa generazione rappresenta non solo una sfida, ma anche una promessa: quella di un cambiamento profondo, collettivo, condiviso.

 

 

Camilla Masullo Camilla Masullo

Camilla Masullo

http://salernonews24.it

Laureata alla triennale in Arti Visive, Musica e Spettacolo e alla magistrale in Scienze dello Spettacolo e delle Produzioni Multimediali, le sue aree di ricerca riguardano la sociologia dei media e le culture giovanili, in particolare la sociologia della musica e lo studio delle relazioni esistenti tra i diversi fenomeni musicali e i contesti sociali in cui essi si manifestano.

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