Dai manga al ramen, il sogno giapponese.

Fenomeno Giappone, le sue caratteristiche e come si è evoluto negli ultimi anni.

di Mariolina Marcelli-

Da ormai diversi anni sembra che le tradizioni e le caratteristiche del continente euroasiatico siano arrivate fino in Occidente e abbiano quasi preso il sopravvento, stabilendosi come un vero e proprio fenomeno socioculturale. Non è ben chiaro da dove sia partito il fenomeno e come sia iniziato, una cosa è certa, la cultura giapponese si è insediata nei paesi occidentali, permeando profondamente in diversi ambiti della nostra società e in diverse modalità.

Ma partiamo dalle basi, la cultura giapponese, vanta una storicità millenaria, con delle fondamenta che partono fin dalla preistoria con il periodo Jōmon, vale a dire il lasso di tempo che rappresenta il neolitico giapponese, conosciuto grazie ai ritrovamenti di meravigliosi vasi in ceramica dell’epoca, tra le altre cose, tra i primi mai realizzati dall’uomo. Parliamo sempre di preistoria, quado, andando avanti nel periodo Yajoi, arriviamo ad una fase importantissima e simbolica per il Giappone, la scoperta della coltivazione del riso, che, com’è noto, rappresenta un alimento primario e fondamentale. Avanzando ancora, arriviamo fino a ciò che i giapponesi chiamano era Reiwa, cioè il periodo che partendo dal 2019 continua fino ad oggi.

È interessante notare, come una tra le culture più antiche al mondo, appartenga al paese che ad oggi più in assoluto, rappresenta il progresso e la modernità, questo rende il Giappone un paese che rimane costantemente in bilico, con un dualismo, quello tra tradizione e innovazione.

Probabilmente è proprio questo, che ha incuriosito noi occidentali, poter osservare l’antico che si fonde continuamente con il nuovo, iniziando a sentirci sempre più attratti dalle usanze e dalle credenze di questo popolo.

Basta recarsi nell’ipnotica capitale, Tokyo, per assaggiare in tutto e per tutto il progresso, il caos e le mode.

Mode che non hanno tardato ad arrivare anche Italia, parliamo in particolar modo del fenomeno dei manga, fumetti tipici giapponesi che risalgono circa al 1814, quando il maestro della pittura Katsushika Hokusai, pubblicò per la prima volta una raccolta che doveva rappresentare un manuale di disegno per i suoi allievi e coniando il termine manga, con il significato di “immagini spensierate”.

Ad oggi i manga si sono evoluti in milioni di raccolte eterogenee e coloratissime, che spaziano da un argomento all’altro e di certo non privi di fantasia. Molti di questi fumetti vengono poi trasformati in serie animate chiamante anime. Addirittura, il fenomeno si è così ingrandito da far letteralmente “fuoriuscire” i protagonisti dei manga dalle pagine, dando vita ad un’altra incredibile moda, quella dei cosplayer, ragazzi che si travestono minuziosamente da personaggi dei fumetti.

Molti dei nomi più altisonanti, nel mondo degli anime e dei manga, non hanno tardato ad arrivare anche in Occidente. È il caso di Akira Toriyama, celebre fumettista giapponese, creatore di un vero e proprio successo in Italia, amatissimo da milioni di bambini e ragazzi, “Dragon Ball”, ma non solo, è il caso di citare anche l’iconico “One Piece”, figlio della mente di Eiichirō Oda, iniziato nel 1977 e portato avanti ancora oggi, con la pubblicazione di capitoli sia in manga che anime. Al contrario di quello che si possa immaginare, la passione per i manga e gli anime non riguarda affatto solo bambini o ragazzi, ma anzi, tende ad appassionare, anche e forse soprattutto, adulti di tutte le età, creando così delle enormi e disparate fanbase, prese molto seriamente.

Ma il mondo della lettura, non si ferma solamente ai manga, parliamo anche di letteratura, difatti, tra i lettori italiani, non hanno tardato a spopolare romanzi di autori giapponesi, sempre più scelti e apprezzati. Anche qui assistiamo al dualismo giapponese, con autori più tradizionali come Yukio Mishima e Kawabata Yasunari, che incarnano uno stile più lento, tradizionale e descrittivo, che rimane ormai simbolico, arrivando a scrittori già molto più occidentalizzati come Haruki Murakami e Banana Yoshimoto, che hanno saputo trovare il connubio perfetto per arrivare ad un pubblico ancora più vasto, non rinunciando però all’inconfondibile “incanto” dello stile giapponese.

Le tante influenze giapponesi non si fermano solo all’ambito artistico-culturale, bensì scorrono velocissime fino ad arrivare anche alla tradizione culinaria, che pur essendo, quella italiana, molto radicata e intatta, ha lasciato che si aprisse uno spiraglio per far subentrare piatti tipici della tradizione euroasiatica. Dal sushi, al ramen, fino ad arrivare ai dolci, come i mochi ed anche le bevande, ad esempio il matcha, i ristoranti tipici giapponesi spaziano incredibilmente in ogni dove, diventando ormai tra le prime scelte per una cena o un pranzo fuori.

Naturalmente, queste sono solo alcune delle innumerevoli caratteristiche del mondo giapponese, che ormai si sono insediate anche nella cultura occidentale, appassionando milioni di italiani e scaturendo in loro il grande sogno di poter visitare, un giorno, quest’isola magnetica e chissà, magari di poter gustare un ottimo ramen, al centro di Tokyo, nei panni di “cappello di paglia”. (soprannome protagonista One Piece)

 

 

 

 

 

 

 

Mariolina Marcelli Mariolina Marcelli

Mariolina Marcelli

Credo fermamente nel valore della parola, della scrittura,. Sono appassionata di letteratura ed editoria per cui sono una libraia e una studentessa di Lettere. Amo il cinema e l'arte. La mia forte curiosità, l'amore per la natura ed i viaggi mi spingono a a voler conoscere ciò che è diverso da me e ad approfondire dettagli che mi interessano per aggiungere alla mia vita tasselli sempre nuovi e speciali.

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