Dopo la presentazione presso la Chiesa di Santa Maria de Lama a Salerno, presso la Camera di Commercio di Salerno, il Circolo della Stampa ad Avellino, oggi negli studi di Radio RCS75, a Salerno, protagonista della rubrica Ex Libris è stata Claudia Landolfi con la sua ultima pubblicazione: “Coltivare linguaggi, tradurre il mondo, dar ritmo al pensiero. Il programma filosofico di Giuseppa Eleonora Barbapiccola (Zora Editore).
Laureata in Filosofia e Psicologia, Dottoressa di ricerca in Etica e Filosofia Politico-Giuridica, Claudia Landolfi ha lavorato come ricercatrice a Maastricht sotto la direzione del filosofo Mladen Dolar. E’ membro del Celpe-Università di Salerno, è ICARSS Scirntific Committee Member, è APPA Practitioner (American Philosophical Practitioners Association) e si è formata presso l’American Psychological Association. Ha collaborato con la rivista inglese Berfois ed ha scritto numerosi saggi e libri per case editrici internazionali e nazionali, sia su invito che su selezione.

Ha tenuto numerose conferenze presso università e associazioni filosofiche europee, statunitensi e italiane, sia su invito che su selezione. Ha teorizzato un metodo personale di consulenza filosofica, ha elaborato concetti per interpretate i mutamenti nella soggettività contemporanea e ha sviluppato un metodo personale di consulenza filosofica, ha elaborato concetti per interpretare i mutamenti della soggettività contemporanea e ha sviluppato un metodo interdisciplinare per l’indagine dell’impatto che la tecnologia digitale ha sulla psiche. E’ fondatrice dell’Accademia di Filosofia “Marista”.
Il libro proposto.
Nel suo nuovo libro “Coltivare linguaggi, tradurre il mondo, dar ritmo al pensiero. Il programma filosofico di Giuseppa Eleonora Barbapiccola (Zora Editore), Claudia Landolfi dai margini del discorso critico e storiografico, indaga sulla studiosa del 1700, la riscopre, fornisce nuovi elementi sulla sua vita e sulla sua opera e la ripropone al mondo, dandole il posto che le compete.
Personaggio attualissimo, al nome di Barbapiccola, allora 22enne, è associato lo studio e la traduzione di Descartes con tutto lo sforzo di valorizzare il contributo che le donne hanno apportato al processo storico culturale dell’umanità, difendendo quelle che sono le capacità femminili intellettive e sociali.