«Borghi in scena» al Consiglio Regionale: la prima di «Atti di ricordi», il corto sulla memoria viva dei piccoli paesi
di Antonietta Doria-
I paesi raccontano storie, dispensano balsamo per l’anima, hanno il potere di rimarginare ferite, sanno essere scrigni di un tempo che fu.
Poi c’è chi oggi, dopo lo spopolamento che li avvolge, tenta con caparbietà di ridare loro voce con impegno e fantasia.
L’architetto Maria Gabriella Alfano avvia nel 2021 «Borghi in scena– Gli scrittori raccontano i luoghi dell’anima», progetto ideato, prodotto e portato avanti dall’Associazione culturale L’Iride di Cava de’ Tirreni che lei presiede e, con il sostegno di Regione Campania e Scabec, racconta i piccoli centri della Campania interna attraverso letteratura e audiovisivo.
Martedì 27 ottobre 2026, ore 10.00, nell’Aula Giancarlo Siani del Consiglio regionale della Campania (Centro Direzionale, Isola F13), sarà presentato in prima assoluta «Atti di ricordi», terzo cortometraggio del progetto «Borghi in scena – Gli scrittori raccontano i luoghi dell’anima».
Modera Claudia Izzo, direttrice di salernonews24.it e campanialife.it. Dopo la presentazione del progetto da parte di Maria Gabriella Alfano, presidente de L’Iride, interverranno Alfonso Amendola, docente dell’Università di Salerno, Francesco Picarone e il regista Luca Grafner. Concluderà l’Assessore al Turismo e transizione digitale della Regione Campania. Vincenzo Maraio. Presenti i sindaci dei quattro comuni, Massimo Maddalena (Baselice), Vincenzo D’Agostino (Tora e Piccilli), Nicola Tancredi (Tortorella) e Paolo Caruso (Zungoli), gli autori dei romanzi e gli abitanti che hanno recitato accanto agli attori professionisti. Sono stati invitati i consiglieri regionali e rappresentanti del mondo della cultura.
Un notaio itinerante «certifica» i ricordi di Baselice, Tora e Piccilli, Tortorella e Zungoli, con gli abitanti come protagonisti.
«Atti di ricordi» (circa 20 minuti) è un mockumentary poetico, Scritto e diretto da Luca Grafner. Con Jessica Festa e Luca Coppola. Coproduzione Associazione L’Iride – Grafner Studios. Un notaio di provincia, dopo una vita a certificare proprietà e successioni, si occupa di ciò che nessun documento registra, i piccoli ricordi che tengono in vita un luogo. Un archivio notarile dell’immateriale, con quattro romanzi ambientati nei quattro borghi. Abbiamo scelto un approccio dal basso: sono stati gli abitanti e i luoghi a raccontarsi – spiega Maria Gabriella Alfano, presidente de L’Iride. – Quando un paese si svuota non perde solo abitanti, perde testimoni. Con questo lavoro abbiamo voluto raccogliere le cose piccole prima che spariscano senza fare rumore.»
Così tra salite, discese, case in pietra, archi, scalette dove un tempo si giocava e nascevano i primi amori, ritroviamo nel cortometraggio il fil rouge che lega tutti paesi: ricordi fatti di angoli, modi di dire, ricette, sapori, profumi che diventano una vera macchina del tempo, in grado di regalare ancora emozioni.
Grazie a questo progetto rivivono tanti angoli: una strada con un portone antico dove un tempo c’era la porta di un immaginario campo di calcio, dando vita così all‘ “Atto di porta regolamentare” per poi procedere all’ “atto di genuinità trasmessa”, dove i ” Cicatielli” conservano il sapore di casa per i nipoti ormai lontani. Dalla “titolarità di una frase” dato dalle forme dialettali di un paese che racchiude in sé cultura, modo di essere e di pensare, passiamo all’ “atto di intenzione mai decaduta” per cui zi’ Carmine, 93 anni il 22 dicembre, spera ancora di imparare a suonare la ciaramella perché ” c’è sempre tempo”. Ed il tempo rivive sulle scalette del paese con un “atto di destinazione mai modificato” e nell’ “atto di equilibrio acquisito” per cui un panno messo in testa regala ancora l’equilibrio di un tempo nel portare cesti con il pranzo per gli operai nelle campagne. E se i luoghi diventano luoghi del cuore, si fanno chilometri su chilometri per raggiungerli come ben ci dice l'”Atto di residenza affettiva”.
Sono così i ricordi, “se li fai viaggiare da una persona all’altra, allora tornano un po’ a vivere, come tornano a vivere i luoghi a cui appartengono”







