16 agosto 1924: ritrovato il corpo del deputato antifascista Giacomo Matteotti
di Antonietta Doria-
102 anni fa, il 16 agosto 1924, dopo settimane di mistero e angoscia nazionale fu ritrovato il corpo dell’antifascista Giacomo Matteotti nelle campagne di Riano, a nord di Roma. Ad essere ritrovati, in realtà, furono i resti straziati dalla furia fascista. L’efferatezza dell’omicidio sconvolse le coscienze divenendo il punto di svolta verso l’eliminazione delle libertà democratiche verso la dittatura del Duce.
Matteotti fu rapito due mesi prima intorno alle ore 16, mentre si dirigeva alla Camera dei Deputati per preparare il suo intervento sull’autorizzazione dell’esercizio provvisorio del bilancio statale. Sul Lungotevere, all’altezza di Villa Almagià, ad attenderlo vi era la squadra fascista di Amerigo Dumini che rapì per poi accoltellarlo nell’abitacolo. La mattina di giovedì 12 giugno la notizia divenne di pubblico dominio. Nel pomeriggio Mussolini fece una dichiarazione alla Camera sull’accaduto, generando le proteste delle opposizioni parlamentari.
L’opinione pubblica antifascista identificò in Giacomo Matteotti uno dei suoi martiri anche in base alla confessione attribuita ad Albino Volpi, uno degli esecutori materiali dell’omicidio :«Il contegno di Matteotti è stato assolutamente spavaldo mentre lo pugnalavamo; direi eroico. Ha continuato fino alla fine a gridarci in faccia: «Assassini, barbari, vigliacchi!» Mai ebbe un momento di debolezza per invocare pietà. E mentre noi continuavamo nella nostra azione egli ci ripeteva: «Uccidete me ma l’idea che è in me non la ucciderete mai». […] Fino alla fine, fin che ha avuto un filo di voce ha gridato: «La mia idea non muore! I miei bambini si glorieranno del loro padre! i lavoratori benediranno il mio cadavere!». E’ morto gridando: «Viva il socialismo!“. Nacque il mito che valicò ben presto i confini nazionali.
Sandro Pertini scrisse una lettera pubblicata su “Idea Nuova” il 28 giugno 1924 manifestando il suo sdegno e richiedendo l’iscrizione al Partito Socialista Italiano; da Presidente della Camera dei Deputati pubblicherà nel 1970 i discorsi parlamentari di Matteotti. Nacquero in suo onore il Battaglione Matteotti nel 1936 durante la guerra civile spagnola e le Brigate Matteotti durante la Resistenza Italiana.La tomba di Giacomo Matteotti si trova di frontenel cimitero di Fratta Polesine nella cappella di famiglia.
Nel 1955 Matteotti venne definito martire in un atto ufficiale, di rango legislativo, della Repubblica italiana
Il processo per la morte di Matteotti si svolse nel 1926. La corte qualificò il reato come omicidio preterintenzionale: Viola e Malacria furono assolti per non aver commesso il fatto; Amerigo Dumini, Albino Volpi e Amleto Poveromo furono condannati a cinque anni, undici mesi e venti giorni, pena successivamente ridotta. Il 6 novembre 1946 la Corte di Cassazione dichiarò quella sentenza «giuridicamente inesistente», priva cioè di qualsiasi effetto giuridico valido. Dumini fu condannato nuovamente nel 1947, questa volta per omicidio volontario.







